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Sabato 30 novembre: Convention nazionale di Confabitare a Bologna

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ZanniTerza convention nazionale di Confabitare, l'associazione di proprietari immobiliari nata quattro anni fa a Bologna e diffusasi rapidamente in tutta Italia. Il meeting, che rappresenta l'appuntamento clou dell'anno per l'associazione, si terrà sabato 30 novembre dalle 9.00 alle 13.00 al Centro Congressi dell'hotel Savoia Regency, in Via del Pilastro -2 a Bologna. Tema della convention "La casa è un bene primario per le famiglie non un bancomat per lo Stato: difendiamola!".
Interverranno, tra gli altri, l'On. Guido Crosetto; Luigi Amedeo Melegari, Presidente dell'associazione Costruttori; Riccardo Malagoli, Assessore alle Politiche abitative del Comune di Bologna; Alessandro Notari, Presidente nazionale del centro studi fiscali di Confabitare; Franco Pani, Presidente Nazionale di Confamministrare, l'associazione di amministratori condominiali che verrà tenuta a battesimo proprio nel corso della convention. I lavori, coordinati dal giornalista Maurizio Francesconi, saranno chiusi dalla relazione di Alberto Zanni, (in foto) presidente nazionale di Confabitare.

Redazione

Immigrazione. Sabato 30 novembre il ministro Kyenge ospite a una tavola rotonda della Cisl ER

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ministro KyengeSabato 30 novembre, a Bologna, presso la sala Bondioli della sede Cisl dell'Emilia Romagna, dalle ore 9.00 alle ore 13.30, ci sarà una tavola rotonda dal titolo "immigrazione: un'opportunità per l'Italia. Parteciperanno, tra gli altri: il ministro per l'Integrazione, Cécile Kashetu Kyenge, Teresa Marzocchi. assessore alle Politiche Sociali della Regione Emilia Romagna, Franco Pittau, coordinatore dossier statistico immigrazione, Fosco Corradini, responsabile Cna politiche per l'integrazione, e Ciro Donnarumma, della Segreteria regionale Cisl.

Redazione

Cisl: Imu prima casa a Bologna si paga la differenza

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casa MarellaCisl denuncia "Ancora una volta pagano i cittadini"
Il decreto legge, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, prevede che chi risiede in un Comune che ha alzato le aliquote rispetto al 2012 dovrà pagare, entro il 16 gennaio 2014, la differenza tra il 50% del tributo pagato nel 2012 e il 50% di quello che avrebbe dovuto pagare per l'anno 2013. Ciò significa che i cittadini dei comuni di Bologna, Castello d'Argile, Loiano, San Benedetto Val di Sambro e San Pietro in Casale non beneficeranno dell'abolizione totale dell'Imu sulla prima casa ma dovranno versare la differenza nelle casse dei comuni.
Il Caf Cisl ha elaborato alcuni esempi sugli importi che i contribuenti di Bologna dovranno versare, entro il prossimo gennaio:
-Appartamento categoria A3, (abitazione di tipo economico, circa 70 mq) con rendita catastale di 520€, pagherà 22€
- Appartamento categoria A3 (abitazione di tipo economico, circa 110 mq) con rendita catastale di 812€, pagherà 68€
- Appartamento categoria A2 (abitazione di tipo signorile, circa 130 mq) con rendita catastale di 1350€, pagherà 113€
"Ancora una volta i cittadini – dichiara Alessandro Alberani, segretario generale Cisl Area metropolitana bolognese – pagheranno per scelte politiche sbagliate e inique ma soprattutto per la poca chiarezza di provvedimenti adottati dal Governo. E' impensabile che a fine novembre venga emanato un decreto legge di tale portata, che interessa comuni ad alta densità abitativa e che non siano stati soppesati, in maniera adeguata, gli effetti e le conseguenze".
"Trattasi – afferma Alberto Schincaglia della segreteria Cisl Area metropolitana bolognese - di un provvedimento allucinante che conferma ciò che come sindacato abbiamo affermato, ovvero per rilanciare l'economia del paese è necessario tagliare le tasse ai lavoratori, ai pensionati e alle imprese. L'abolizione totale dell'Imu prima casa è una scelta sbagliata e lo è ancora di più a fronte della decisione presa dal Governo ieri. Ancora una volta si scarica la responsabilità dell'aumento dell'imposizione fiscale agli Enti locali, gli stessi che, in questi anni, hanno mantenuto uno standard di servizi sociali dignitoso nonostante i tagli dei trasferimenti dallo Stato".
"I cittadini bolognesi – dichiara Augusto De Luca, presidente della Società di servizi della Cisl Area metropolitana bolognese- dovranno ricalcolare l'imposta dovuta con le novità previste dal decreto. Il Caf Cisl di Bologna sta predisponendo i propri uffici, per supportare i contribuenti in questo nuovo adempimento".

Passaggio commessa di Hera da Cpl Concordia alla Cooperativa Edile Appennnino. Tavolo salvaguardia

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Si è tenuto ieri un incontro del Tavolo di Salvaguardia presieduto dall'assessore provinciale alle Attività produttive Graziano Prantoni e alla presenza del sindaco di Calderara di Reno, Irene Priolo, per esaminare la situazione della gestione dell'appalto dei servizi Hera legati al pronto intervento, alla manutenzione reti e al ripristino di allacciamenti nei settori gas e acque alla luce del passaggio della commessa in programma il 1° dicembre 2013 L'appalto per la gestione dei servizi era in precedenza affidato alla Cooperativa modenese CPL Concordia Group. Lo scorso 17 ottobre è stato aggiudicato alla Società cooperativa CEA-Cooperativa Edile Appennnino Scarl con sedi a Monghidoro e Calderara di Reno. Al Tavolo si è trattata la situazione dei 40 lavoratori coinvolti nell'attività per cui Hera chiede che venga rispettata da parte di Cooperativa Edile Appennnino Scarl la clausola di salvaguardia presente nel bando che chiede alla Società aggiudicataria di "formulare un'offerta di lavoro coerente con la durata dell'appalto..." al personale coinvolto. Tutte le parti presenti all'incontro, ovvero CPL Concordia Group, Cooperativa Edile Appennnino Scarl, Hera, Organizzazioni sindacali e Istituzioni si sono impegnate in un intenso e serrato confronto per dirimere la situazione che è apparsa molto complessa e di non univoca interpretazione, anche alla luce dei ricorsi presentati recentemente da CPL Concordia. L'assessore Prantoni ha quindi dichiarato: "E' la prima volta che Hera inserisce in tale tipo di appalto questa clausola, di cui apprezziamo la finalità sociale: stiamo cercando una soluzione che garantisca sia l'efficacia del servizio sia la salvaguardia dei diritti dei soci lavoratori di CPL Concordia. Purtroppo devo rilevare che l'irrigidimento delle parti non sta aiutando la difficile trattativa. Faccio richiamo alla buona volontà di tutti affinchè la situazione si possa comporre. Pertanto, ho aggiornato il Tavolo, fiducioso che il dialogo in corso porti alla positiva conclusione della vicenda."

Redazione

Fine della produzione per la Lamborghini Gallardo

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GallardoSant'Agata Bolognese. L'ultima Lamborghini Gallardo ha lasciato la linea di produzione dello storico stabilimento di Sant'Agata Bolognese. L'ultimo modello assemblato è una Gallardo LP 570-4 Spyder Performante in colore Rosso Mars, vettura destinata a un collezionista. Con un totale di 14.022 unità costruite la Gallardo non è solo il modello più prodotto della storia Lamborghini, ma è anche una delle supersportive più apprezzate di sempre, tanto da guadagnarsi un posto tra le icone del design italiano e dell'ingegneria automobilistica. Con la sua prima apparizione dieci anni fa, la Gallardo ha rappresentato uno spartiacque nella storia di Automobili Lamborghini: nei suoi primi 40 anni, infatti, l'azienda ha prodotto una media di circa 250 supercar all'anno. Il decennio della Gallardo, invece, ha visto la produzione salire verso numeri completamente diversi, con volumi che si sono assestati intorno alle 2.000 unità annue. Tutto questo senza che, a livello globale, l'immagine esclusiva delle vetture che portano il marchio del Toro venisse intaccata. Rispettando la tradizione Lamborghini, anche il nome della Gallardo è stato ripreso dal mondo delle corride. Allevata nel 18° secolo, la razza Gallardo generava tori famosi per coraggio e audacia. La grande carriera della Lamborghini Gallardo è iniziata nel 2003 al Salone di Ginevra. Il suo design unico ed estremo, creato dal Centro Stile Lamborghini, fenomenali caratteristiche dinamiche e una qualità senza paragoni sono stati la chiave per un successo enorme e duraturo, che si è protratto per dieci anni. Fin dal primo giorno di progettazione è stato chiaro che la Gallardo sarebbe stata basata su un concept tecnico innovativo: una sistematica ricerca della leggerezza, ottenuta tramite un telaio in alluminio, motore a dieci cilindri aspirato, capace di girare a regimi altissimi, nuovo sistema e-gear robotizzato e sequenziale, e le straordinarie doti di maneggevolezza e sicurezza garantite dalla trazione integrale permanente. La creazione di un'esperienza di guida ancora più appagante era già in programma: nel 2005 è arrivata l'emozione della guida "en plein air" con la Gallardo Spyder, mentre nel 2007 si è aggiunta alla gamma la Gallardo Superleggera. Con il suo peso ridotto grazie all'utilizzo di un grande numero di componenti in fibra di carbonio, una potenza aumentata a 530 Cv e un design senza compromessi, ha fissato standard di prestazioni ancora più elevati. La seconda generazione della Gallardo è arrivata nel 2008. Con anteriore e posteriore ridisegnati, un nuovo motore a iniezione diretta da 560 Cv ed equipaggiamenti ulteriormente migliorati, la Gallardo LP 560-4 ha provato che anche un prodotto già eccellente può essere perfezionato. Anche la seconda generazione della Spyder è stata consegnata ai primi clienti nel 2008. La nuova versione della Gallardo LP 570-4 Superleggera ha debuttato nel 2010 con potenza incrementata a 570 Cv, stesso trattamento riservato questa volta anche al modello scoperto con la Gallardo LP 570-4 Spyder Performante. A occupare un'altra nicchia nel vasto spettro della gamma Gallardo sono poi arrivate la LP 550-2 Valentino Balboni, in edizione limitata, e la LP 550-2 Spyder: caratterizzate dalla trazione posteriore, erano dedicate ai più puristi tra gli amanti delle supercar. Tra le 32 varianti del modello Gallardo, il punto più alto in termini di performance sportive è stato raggiunto prima dalla Super Trofeo Stradale e poi dalla Gallardo Squadra Corse. Discendenti dirette del modello da competizione hanno creato un legame diretto tra il monomarca supersportiva più brillante in termini di performance, comportamento stradale e piacere di guida, facendo registrare risultati cronometrici migliori rispetto alla concorrenza a Hockenheim (Germania) e tempi record sulle piste di Balocco e Vairano (Italia). La Gallardo LP 570-4 Squadra Corse vanta un peso a secco di 1.340 kg, 70kg in meno rispetto alla già leggera Gallardo LP 560-4. Questo si traduce in un rapporto peso potenza impressionante, 2,35 kg per CV, e in prestazioni chetolgono il fiato: scatta da 0 a 100 km/h in soli 3,4 secondi e raggiunge i 200 km/h in appena 10,4 secondi. La velocità massima è di 320 Km/h, mentre la forza frenante è garantita dal sistema di freni carbo-ceramici che viene fornito di serie. La Lamborghini Gallardo è stata venduta in almeno 45 Paesi a livello globale. In perfetto stile italiano, ha offerto ai suoi clienti una gamma incredibilmente vasta di scelte per quanto riguarda la personalizzazione. Tramite il programma "Ad Personam" ogni singolo cliente è stato in grado di cucire la propria Lamborghini V10 sui propri gusti e sulle proprie preferenze. Un'intera decade di produzione ha anche portato con sé un ampio numero di edizioni speciali, spesso riservate a specifici mercati come ad esempio le Singapore, Malesia e India Edition. Una versione particolarmente esclusiva della supersportiva di Sant'Agata si è poi guadagnata un palcoscenico unico grazie a un utilizzo molto speciale: della Gallardo Polizia Stradale sono stati costruiti diversi esemplari, tutti equipaggiati con lampeggianti blu, vernice speciale ed equipaggiamenti dedicati. Due vetture sono attualmente in servizio alla Polizia di Stato italiana. La Gallardo continua anche a esibire le sue doti sportive nelle gare del Lamborghini Blancpain Super Trofeo. Dopo le piste europee, questo monomarca ha conquistato anche i tracciati di Asia e Nord America, con serie dedicate in quelle regioni. E anche la Gallardo GT3 ha potuto festeggiare numerosi successi in competizioni disputate in tutto il mondo. Nell'anno del 50° Anniversario di Automobili Lamborghini, con la vettura numero 14.022, la storia di successo della Gallardo è arrivata al suo capitolo finale. Delle circa 30.000 Lamborghini costruite dalla fondazione dell'azienda nel 1963, quasi la metà sono Gallardo.

Redazione

 

 

Allarme Confabitare:effetto crisi sugli anziani, boom di vendite di case in nuda proprietà

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ZanniIl Presidente di Confabitare scrive al Governo: modificate la legge di stabilità
Schiacciati dal peso della crisi e con il costo della vita che aumenta, sempre più anziani sacrificano la propria casa: nei primi dieci mesi del 2013, si è registrato un vero e proprio boom della vendita di immobili in nuda proprietà con un aumento del 12,5 % rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In tutta Italia Ottantacinquemila anziani hanno già scelto questa formula, soprattutto nelle grandi città, a partire da Bologna, come emerge da un'analisi di Confabitare, associazione proprietari immobiliari, sull'andamento del mercato immobiliare. Questi pensionati hanno un'età media di 75 anni e percepiscono una pensione media mensile di poco superiore ai 1.100,00 euro.
Le transazioni in nuda proprietà (che rappresentano il 7,3 % del totale delle transazioni), vedono un calo degli atti tra familiari (per motivi successori e fiscali) e un aumento di quelli propriamente di mercato. A vendere, nella maggior parte dei casi (soprattutto al Nord e nelle grandi città) sono persone anziane che hanno scarsi legami con la famiglia, oppure sono privi di eredi diretti, e hanno bisogno di liquidità per continuare a mantenersi, conservando la disponibilità dell'immobile.Il fenomeno della vendita della nuda proprietà rappresenta il segno tangibile di una crisi che avanza sempre di più e che rischia di aumentare ulteriormente a fronte di un potere d'acquisto delle pensioni drasticamente in calo e del costante aumento del costo della vita, dei servizi, dei prezzi e delle tariffe. Il costo sempre maggiore che registra la gestione di un immobile a causa dell'appesantimento della tassazione che grava sulla casa, costringe di conseguenza gli anziani a dover ricorrere alla vendita della propria abitazione.

Infiltrazioni mafiose. Allarme dei bancari CISL Emilia Romagna per aumento operazioni sospette

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marco amadori"Le operazioni bancarie sospette aumentano del 20 per cento in un anno"  Amadori: da notai e commercialisti solo 54 segnalazioni in un anno, occorre maggiore attenzione da parte loro
"In un anno è aumentato quasi del 20 per cento il numero di segnalazioni sospette riguardo a operazioni bancarie a rischio di infiltrazioni mafiose nel tessuto economico regionale, difatti l'Emilia-Romagna, nel 2012, scala una posizione e diventa la quarta regione d'Italia con 5.192 segnalazioni. In particolare è la provincia di Bologna a segnare il record con 1.169 segnalazioni, mentre è quella di Ravenna ad avere la percentuale maggiore di aumento con un preoccupante + l'83 per cento rispetto all'anno precedente, seguita da un +27 per cento a Reggio Emilia e da + 22,8 a Modena, poi a seguire tutte le altre, ma sempre con incrementi a due cifre. In pratica ogni sportello bancario della regione ha segnalato in media 1,5 operazioni sospette, con punte di quasi due segnalazioni nelle province di Reggio Emilia, Modena e Rimini. Numeri che dimostrano come nella nostra regione sia ancora altissimo il rischio di infiltrazioni mafiose nella parte integra dell'economia regionale".
E'questo l'allarme lanciato alle istituzioni e alla collettività da Marco Amadori ( in foto ), segretario generale dei bancari (Fiba) Cisl Emilia-Romagna, che, nel corso del Consiglio generale regionale della categoria cislina, ha presentato l'analisi elaborata dall'osservatorio economico della Fiba sulla base dei dati della Banca d'Italia e del rapporto pubblicato nei giorni scorsi dal Ministero Economia e Finanze.  "E' del tutto evidente – ha continuato Amadori – come la nostra regione sia ancora una delle mete privilegiate della criminalità organizzata per riciclare i proventi illeciti, così come credo sia evidente che il canale bancario resti tuttora quello più utilizzato per il riciclaggio". Fattore abbastanza intuibile se si valuta che l'Emilia-Romagna si conferma, anche nel 2012, la seconda regione italiana per numero di sportelli bancari in rapporto alla popolazione residente, un'agenzia ogni 1.245 abitanti, con ben quattro province nelle prime dieci posizioni (Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna), e comunque con tutte le altre nelle prime 40. "Certo – prosegue il sindacalista della Cisl – il fatto che ben il 99 per cento di tutte le segnalazioni siano effettuate dai dipendenti di banca può essere fisiologico, considerata la mole di operazioni che si fanno ogni giorno agli sportelli, tuttavia, dati alla mano, è fuor di dubbio che una maggiore attenzione e una più accentuata propensione alla formazione da parte di notai e commercialisti forse potrebbe portare qualche risultato in più, visto che nel 2012 sono state appena 54 le segnalazioni effettuate da questi professionisti in Emilia Romagna". "Un fenomeno, quello del rischio delle infiltrazioni mafiose – prosegue il sindacalista – che ci preoccupa molto e che assume una doppia criticità perché va ad aggravare ancor più un tessuto economico, e di conseguenza le condizioni di vita dei lavoratori, già fortemente provato dalla crisi strutturale in atto".
"In tal senso – conclude Amadori – è inutile nascondersi, come tra l'altro conferma la stessa DIA, che la vicina Repubblica di San Marino rappresenta ancora un polo di attrazione per il riciclaggio e l'evasione fiscale, sebbene sia indubbio che occorra incoraggiare e fare un plauso al percorso che San Marino sta facendo per adeguarsi alle normative internazionali in tema di trasparenza finanziaria". "Nel frattempo – conclude il massimo dirigente della Fiba Emilia Romagna – ribadiamo ancora una volta la necessità di abbassare la soglia obbligatoria della tracciabilità, dagli attuali mille a 500 euro, poiché solo contrastando con decisione l'evasione fiscale si potrà combattere con efficacia il riciclaggio".

Redazione

Bologna. Dal 2004 ad oggi 484 aziende al Tavolo di salvaguardia della Provincia.

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Bologna. Da luglio 2004 ad oggi (31 ottobre 2013) il Tavolo di salvaguardia della Provincia di Bologna ha monitorato 484 aziende: sono in prevalenza piccole e medie imprese del settore manifatturiero, dislocate nella prima cintura bolognese. E' quanto evidenziato dal "Report sul sistema di monitoraggio del Tavolo di salvaguardia" che l'assessore provinciale alle Attività produttive Graziano Prantoni ha presentato oggi in Commissione.
I dati evidenziano una costante crescita, con un incremento particolare dal 2008 a oggi, anni in cui la crisi ha fatto sentire in maniera crescente i suoi effetti sul sistema economico e produttivo locale: dalle 69 aziende monitorate nell'intero 2008 si è infatti passati alle attuali 204.
In totale, dal settembre 2008 ad oggi sono 392 le aziende che hanno chiesto l'attivazione del Tavolo. Alcune (18) monitorate in passato hanno fatto nuova richiesta di attivazione in seguito all'aggravarsi della situazione finanziaria e di mercato che ha portato a operare riduzioni di personale e riorganizzazioni e, in alcuni casi anche cessazioni dell'attività.
Fino a metà 2008, le imprese che transitavano dal Tavolo erano prevalentemente in fase di trasformazione, non necessariamente indicativa di crisi. Il Tavolo, infatti, non si occupa esclusivamente di situazioni a rischio dei siti produttivi e dell'occupazione nel territorio provinciale e generalmente viene attivato su richiesta delle Organizzazioni Sindacali con l'obiettivo di concertare interventi a supporto di aziende in fase di riorganizzazioni produttive o trasformazioni organizzative.
Ultimamente, invece, sono significativamente aumentate le richieste riguardanti aziende in crisi conclamata (330), aventi anche procedure concorsuali già avviate (concordato preventivo, fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria). Per 253 di loro le problematiche sono prevalentemente finanziarie: conclamata crisi di liquidità dovuta a rallentamento negli ordini, eccessive dilazioni nei pagamenti dei clienti, aumento degli insoluti e, più in generale, irrigidimento del sistema bancario nei loro confronti.
77 attraversano crisi di settore: comparto del motociclo, concessionarie di automobili, edilizia e costruzioni. In particolare, le 21 del settore auto-moto e le 8 concessionarie di automobili, appartengono a sotto-settori di quel comparto metalmeccanico collegato all'automotive da tempo in forte crisi con ripercussioni su tutto l'indotto. 48 imprese operano nel settore edilizia/costruzioni. Infine 4 aziende si sono trovate in difficoltà a seguito del sisma del maggio 2012.
I dati da luglio 2004 a oggi :
La suddivisione per comparto delle aziende monitorate da luglio 2004 a oggi evidenzia la prevalenza del settore manifatturiero (63,4%) con un trend di crescita del settore servizi. Nel manifatturiero prevale il comparto metalmeccanico con 155 aziende (oltre il 50%). Seguono a grande distanza carta, stampa ed editoria (42), tessile, abbigliamento e calzature (26). Infine, la fabbricazione di mobili (23), il settore chimico e plastico (21) e quello elettrico ed elettronico (19).
Con l'aggravarsi della situazione, solo negli ultimi anni, è aumentata la presenza dei settori costruzioni e commercio.
Ugualmente, i numeri del terziario (25,8%) diventano rilievanti a partire dal 2009, con l'acuirsi della crisi nei servizi alle imprese: in particolare nei servizi informatici, gestionali e di marketing (20 aziende), di trasporto, facchinaggio e logistica (13 aziende), di pulizia e sorveglianza (16 aziende), finanziari e immobiliari (11 aziende). Più recentemente sono aumentate anche le imprese occupate in servizi ricreativi e di ristorazione (15 aziende).
Nel commercio, sono evidenti da tempo gli effetti della congiuntura sulle concessionarie di automobili (7). Solo recentemente compaiono imprese dell'abbigliamento (4) e alimentari (10).
Quanto alle dimensioni (Tabella 3), prevalgono le piccole e medie imprese, comprese tra i 10 e i 250 dipendenti. A partire dal 2009 ha fatto la sua apparizione con un trend in continuo aumento anche la categoria delle micro-imprese (74), rilevante nel sistema produttivo locale,
La suddivisione per dislocazione delle aziende monitorate da luglio 2004 (Tabella 4) evidenzia il primato della prima cintura bolognese. A seguire, la pianura e la città (ad eccezione del Circondario di Imola). Infine, la montagna che, pur con situazioni disagevoli per l'approvvigionamento e i trasporti, concentra storiche ed importanti attività industriali (Valle del Reno e Valle del Setta), ed è significativamente presente con un progressivo aumento.
I dati della situazione attuale:
Le 204 aziende attualmente monitorate dal Tavolo (Tabella 5) confermano la prevalenza del comparto manifatturiero (115 aziende) in cui permane il primato delle aziende metalmeccaniche. Con 15 imprese del commercio e 38 dei servizi è rilevante la presenza del terziario (oltre il 25%).
Circa la dislocazione (Tabella 6) continua la prevalenza della prima cintura bolognese (29%). Negli ultimi anni è cresciuta notevolmente l'area della città arrivata a superare la pianura. Anche l'imolese, solitamente poco presente, è raddoppiato nell'ultimo anno. In costante crescita le aziende dell'area montagna.
Quanto alla dimensione (Tabella 7) le imprese oggi monitorate rispecchiano sostanzialmente il dato del passato. Quasi il 70% è costituto da piccole e medie imprese mentre su 74 micro-imprese totali ancora 34 sono in fase di monitoraggio.
Delle 204 imprese monitorate dal Tavolo di Salvaguardia, 60 casi hanno visto il coinvolgimento del Servizio Lavoro, previsto dalla L.223/91 in caso di apertura della procedura per l'attivazione di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, Contratto di Solidarietà o Mobilità.
L'analisi dettagliata delle singole situazioni segnala 58 casi di riorganizzazione strategica dell'impresa o di razionalizzazione dei costi.
In più occasioni, il Tavolo di Salvaguardia, grazie alla visione complessiva degli interventi attivabili a favore e a sostegno dello sviluppo economico, si è rivelato importante strumento per fornire alle aziende risorse per uscire da situazioni di stallo. Fra queste, le misure messe in campo e rinnovate di anno in anno dalla Provincia per far fronte all'emergenza economica: "Solida Liquidità" per favorire l'accesso al credito delle aziende con problemi di liquidità; "Protocollo per il sostegno al reddito dei lavoratori di aziende in difficoltà" per l'anticipo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori di aziende in difficoltà. E inoltre, percorsi per l'innovazione e la logistica presenti nei bandi europei e regionali.

Redazione

Sicurezza stradale, alla Provincia di Bologna il premio “Targa Blu”

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Dal 2002 al 2012 ridotto il numero dei morti del 50%
La Provincia di Bologna è tra gli Enti virtuosi che domani riceverà l'Attestato al merito 2012 del Premio Internazionale sulla sicurezza stradale "Targa Blu".
La decisione di attribuzione del riconoscimento è stata assunta dal Comitato di Giuria sulla base dei risultati statistici pubblicati da ACI-ISTAT, relativi alla riduzione statistica delle percentuali rispetto a mortalità, feriti e numero degli incidenti.  Il Premio Internazionale sulla sicurezza stradale "Targa Blu" è istituito dal Centro Studi Indipendente sulla Sicurezza Stradale CE.S.I.S.S., con il patrocinio della Commissione Europea, e costituisce un riconoscimento (analogo alla "Bandiera Blu" per le spiagge e gli approdi) rivolto agli Enti proprietari delle strade (Comuni, Provincie, Regioni, ecc.) che abbiano dato prova di impegno e virtuosismo per garantire la sicurezza sulle strade di propria competenza.
I criteri selettivi per questa sesta edizione sono stati resi ulteriormente più difficili: infatti, mentre la precedente valutazione era stata fatta sulla base dei dati statistici degli ultimi tre anni a partire dal 2007 e solo relativamente alla diminuzione della "mortalità", quest'anno sono stati presi in considerazione i dati ufficiali Aci-Istat relativi a 4 anni (2008-2011) e comprensivi di tutte e tre le categorie di dati: morti, feriti e numero di incidenti. A ritirare il premio – domani sabato 23 novembre presso il Teatro della Rosa nel Comune di Pontremoli (MS) - per la Provincia di Bologna sarà la comandante della Polizia provinciale Maria Rosa Sannino. L'impegno della Provincia di Bologna sulla riduzione dell'incidentalità ha portato negli ultimi dieci anni (2002-2012) a risultati importanti.                                                                                                                                                                                                                                      Sul territorio della provincia di Bologna gli incidenti sono infatti passati da 5.611 del 2002 a 3.754 del 2012 (-33,1%); i feriti da 7.898 a 5.151 (-34,8%) e i morti da 144 a 73 (-49,3%).
Nelle sole strade provinciali si è passati: da 753 incidenti del 2002 a 568 del 2012 (-24,5%), da 1.121 feriti a 843 (-24,8%) e da 42 morti a 25 (-40,5%).
La Provincia ha inoltre calcolato che oltre alla diminuzione di feriti e morti, grazie agli interventi di messa in sicurezza sulle sole strade provinciali, c'è stato un risparmio per la collettività in termini di costo sociale di circa 30 milioni di euro.
"La Provincia di Bologna – afferma l'assessore ai Lavori Pubblici Maria Bernardetta Chiusoli - ha raggiunto l'obiettivo europeo, pur con un anno di ritardo, dimezzando il numero dei morti e in base ai dati del 2012 risultiamo in linea con il nuovo sentiero-obiettivo che prevede un ulteriore dimezzamento delle vittime entro il 2020. Questo riconoscimento conferma dunque la positività del nostro operato".

Redazione

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