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Bologna. Dal 2004 ad oggi 484 aziende al Tavolo di salvaguardia della Provincia.

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Bologna. Da luglio 2004 ad oggi (31 ottobre 2013) il Tavolo di salvaguardia della Provincia di Bologna ha monitorato 484 aziende: sono in prevalenza piccole e medie imprese del settore manifatturiero, dislocate nella prima cintura bolognese. E' quanto evidenziato dal "Report sul sistema di monitoraggio del Tavolo di salvaguardia" che l'assessore provinciale alle Attività produttive Graziano Prantoni ha presentato oggi in Commissione.
I dati evidenziano una costante crescita, con un incremento particolare dal 2008 a oggi, anni in cui la crisi ha fatto sentire in maniera crescente i suoi effetti sul sistema economico e produttivo locale: dalle 69 aziende monitorate nell'intero 2008 si è infatti passati alle attuali 204.
In totale, dal settembre 2008 ad oggi sono 392 le aziende che hanno chiesto l'attivazione del Tavolo. Alcune (18) monitorate in passato hanno fatto nuova richiesta di attivazione in seguito all'aggravarsi della situazione finanziaria e di mercato che ha portato a operare riduzioni di personale e riorganizzazioni e, in alcuni casi anche cessazioni dell'attività.
Fino a metà 2008, le imprese che transitavano dal Tavolo erano prevalentemente in fase di trasformazione, non necessariamente indicativa di crisi. Il Tavolo, infatti, non si occupa esclusivamente di situazioni a rischio dei siti produttivi e dell'occupazione nel territorio provinciale e generalmente viene attivato su richiesta delle Organizzazioni Sindacali con l'obiettivo di concertare interventi a supporto di aziende in fase di riorganizzazioni produttive o trasformazioni organizzative.
Ultimamente, invece, sono significativamente aumentate le richieste riguardanti aziende in crisi conclamata (330), aventi anche procedure concorsuali già avviate (concordato preventivo, fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria). Per 253 di loro le problematiche sono prevalentemente finanziarie: conclamata crisi di liquidità dovuta a rallentamento negli ordini, eccessive dilazioni nei pagamenti dei clienti, aumento degli insoluti e, più in generale, irrigidimento del sistema bancario nei loro confronti.
77 attraversano crisi di settore: comparto del motociclo, concessionarie di automobili, edilizia e costruzioni. In particolare, le 21 del settore auto-moto e le 8 concessionarie di automobili, appartengono a sotto-settori di quel comparto metalmeccanico collegato all'automotive da tempo in forte crisi con ripercussioni su tutto l'indotto. 48 imprese operano nel settore edilizia/costruzioni. Infine 4 aziende si sono trovate in difficoltà a seguito del sisma del maggio 2012.
I dati da luglio 2004 a oggi :
La suddivisione per comparto delle aziende monitorate da luglio 2004 a oggi evidenzia la prevalenza del settore manifatturiero (63,4%) con un trend di crescita del settore servizi. Nel manifatturiero prevale il comparto metalmeccanico con 155 aziende (oltre il 50%). Seguono a grande distanza carta, stampa ed editoria (42), tessile, abbigliamento e calzature (26). Infine, la fabbricazione di mobili (23), il settore chimico e plastico (21) e quello elettrico ed elettronico (19).
Con l'aggravarsi della situazione, solo negli ultimi anni, è aumentata la presenza dei settori costruzioni e commercio.
Ugualmente, i numeri del terziario (25,8%) diventano rilievanti a partire dal 2009, con l'acuirsi della crisi nei servizi alle imprese: in particolare nei servizi informatici, gestionali e di marketing (20 aziende), di trasporto, facchinaggio e logistica (13 aziende), di pulizia e sorveglianza (16 aziende), finanziari e immobiliari (11 aziende). Più recentemente sono aumentate anche le imprese occupate in servizi ricreativi e di ristorazione (15 aziende).
Nel commercio, sono evidenti da tempo gli effetti della congiuntura sulle concessionarie di automobili (7). Solo recentemente compaiono imprese dell'abbigliamento (4) e alimentari (10).
Quanto alle dimensioni (Tabella 3), prevalgono le piccole e medie imprese, comprese tra i 10 e i 250 dipendenti. A partire dal 2009 ha fatto la sua apparizione con un trend in continuo aumento anche la categoria delle micro-imprese (74), rilevante nel sistema produttivo locale,
La suddivisione per dislocazione delle aziende monitorate da luglio 2004 (Tabella 4) evidenzia il primato della prima cintura bolognese. A seguire, la pianura e la città (ad eccezione del Circondario di Imola). Infine, la montagna che, pur con situazioni disagevoli per l'approvvigionamento e i trasporti, concentra storiche ed importanti attività industriali (Valle del Reno e Valle del Setta), ed è significativamente presente con un progressivo aumento.
I dati della situazione attuale:
Le 204 aziende attualmente monitorate dal Tavolo (Tabella 5) confermano la prevalenza del comparto manifatturiero (115 aziende) in cui permane il primato delle aziende metalmeccaniche. Con 15 imprese del commercio e 38 dei servizi è rilevante la presenza del terziario (oltre il 25%).
Circa la dislocazione (Tabella 6) continua la prevalenza della prima cintura bolognese (29%). Negli ultimi anni è cresciuta notevolmente l'area della città arrivata a superare la pianura. Anche l'imolese, solitamente poco presente, è raddoppiato nell'ultimo anno. In costante crescita le aziende dell'area montagna.
Quanto alla dimensione (Tabella 7) le imprese oggi monitorate rispecchiano sostanzialmente il dato del passato. Quasi il 70% è costituto da piccole e medie imprese mentre su 74 micro-imprese totali ancora 34 sono in fase di monitoraggio.
Delle 204 imprese monitorate dal Tavolo di Salvaguardia, 60 casi hanno visto il coinvolgimento del Servizio Lavoro, previsto dalla L.223/91 in caso di apertura della procedura per l'attivazione di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, Contratto di Solidarietà o Mobilità.
L'analisi dettagliata delle singole situazioni segnala 58 casi di riorganizzazione strategica dell'impresa o di razionalizzazione dei costi.
In più occasioni, il Tavolo di Salvaguardia, grazie alla visione complessiva degli interventi attivabili a favore e a sostegno dello sviluppo economico, si è rivelato importante strumento per fornire alle aziende risorse per uscire da situazioni di stallo. Fra queste, le misure messe in campo e rinnovate di anno in anno dalla Provincia per far fronte all'emergenza economica: "Solida Liquidità" per favorire l'accesso al credito delle aziende con problemi di liquidità; "Protocollo per il sostegno al reddito dei lavoratori di aziende in difficoltà" per l'anticipo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori di aziende in difficoltà. E inoltre, percorsi per l'innovazione e la logistica presenti nei bandi europei e regionali.

Redazione

Sicurezza stradale, alla Provincia di Bologna il premio “Targa Blu”

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Dal 2002 al 2012 ridotto il numero dei morti del 50%
La Provincia di Bologna è tra gli Enti virtuosi che domani riceverà l'Attestato al merito 2012 del Premio Internazionale sulla sicurezza stradale "Targa Blu".
La decisione di attribuzione del riconoscimento è stata assunta dal Comitato di Giuria sulla base dei risultati statistici pubblicati da ACI-ISTAT, relativi alla riduzione statistica delle percentuali rispetto a mortalità, feriti e numero degli incidenti.  Il Premio Internazionale sulla sicurezza stradale "Targa Blu" è istituito dal Centro Studi Indipendente sulla Sicurezza Stradale CE.S.I.S.S., con il patrocinio della Commissione Europea, e costituisce un riconoscimento (analogo alla "Bandiera Blu" per le spiagge e gli approdi) rivolto agli Enti proprietari delle strade (Comuni, Provincie, Regioni, ecc.) che abbiano dato prova di impegno e virtuosismo per garantire la sicurezza sulle strade di propria competenza.
I criteri selettivi per questa sesta edizione sono stati resi ulteriormente più difficili: infatti, mentre la precedente valutazione era stata fatta sulla base dei dati statistici degli ultimi tre anni a partire dal 2007 e solo relativamente alla diminuzione della "mortalità", quest'anno sono stati presi in considerazione i dati ufficiali Aci-Istat relativi a 4 anni (2008-2011) e comprensivi di tutte e tre le categorie di dati: morti, feriti e numero di incidenti. A ritirare il premio – domani sabato 23 novembre presso il Teatro della Rosa nel Comune di Pontremoli (MS) - per la Provincia di Bologna sarà la comandante della Polizia provinciale Maria Rosa Sannino. L'impegno della Provincia di Bologna sulla riduzione dell'incidentalità ha portato negli ultimi dieci anni (2002-2012) a risultati importanti.                                                                                                                                                                                                                                      Sul territorio della provincia di Bologna gli incidenti sono infatti passati da 5.611 del 2002 a 3.754 del 2012 (-33,1%); i feriti da 7.898 a 5.151 (-34,8%) e i morti da 144 a 73 (-49,3%).
Nelle sole strade provinciali si è passati: da 753 incidenti del 2002 a 568 del 2012 (-24,5%), da 1.121 feriti a 843 (-24,8%) e da 42 morti a 25 (-40,5%).
La Provincia ha inoltre calcolato che oltre alla diminuzione di feriti e morti, grazie agli interventi di messa in sicurezza sulle sole strade provinciali, c'è stato un risparmio per la collettività in termini di costo sociale di circa 30 milioni di euro.
"La Provincia di Bologna – afferma l'assessore ai Lavori Pubblici Maria Bernardetta Chiusoli - ha raggiunto l'obiettivo europeo, pur con un anno di ritardo, dimezzando il numero dei morti e in base ai dati del 2012 risultiamo in linea con il nuovo sentiero-obiettivo che prevede un ulteriore dimezzamento delle vittime entro il 2020. Questo riconoscimento conferma dunque la positività del nostro operato".

Redazione

25 novembre “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”

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Bologna. Sono numerose le iniziative in occasione della "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne" del 25 novembre in programma sul territorio a cui parteciperà la Provincia:
- Lunedì 25 novembre 2013, a palazzo Malvezzi il Consiglio congiunto di Provincia e Comune di Bologna. Ospite dell'Assemblea, Anthony Wills, ex funzionario di polizia, dal 2007 amministratore delegato di "Standing together". La ong londinese da oltre 13 anni opera a livello locale, nazionale ed internazionale secondo il modello di una "multi-agenzia" contro la violenza domestica nel presupposto che le risposte e le garanzie per le vittime sono più efficaci se coordinate fra tutti i soggetti a vari livelli coinvolti: dagli organi di giustizia penale ai servizi per l'infanzia e rifugiati.
Dal 22 al 26 novembre, in adesione all'invito delle Associazioni femminili di Bologna e provincia, all'entrata della sede di palazzo Malvezzi verrà esposto un drappo rosso, simbolo del dolore e della violenza che le donne quotidianamente subiscono. La Provincia, inoltre, ha invitato tutti i sindaci del territorio a fare altrettanto.
La Provincia aderisce inoltre alla campagna nazionale di noino.org (uomini diversi tra loro ma uniti dal rifiuto della violenza di genere)
Molti anche gli appuntamenti in programma sul territorio dedicati ai temi della prevenzione, della sensibilizzazione e del contrasto alla violenza alle donne: 31 comuni con 125 iniziative che comprendono seminari, incontri musicali letterari e teatrali, esposizioni, proiezione di film e documentari, tavole rotonde e dibattiti, cerimonie, momenti di formazione. Il calendario completo è sul portale delle Pari Opportunità della Provincia di Bologna.
Tra le molte iniziative segnaliamo in particolare:
- il 25 novembre: a Bologna lo spettacolo "Ferite a morte" con Lella Costa (Europaditorium di Bologna); a Ozzano dell'Emilia la fiaccolata notturna contro il femminicidio "365 Giorni no – Campagna contro la violenza alle donne" con l'assessore provinciale alle Pari Opportunità Gabriella Montera.
- Il 26 novembre puntata speciale di Presa Diretta di Riccardo Iacona (Aula 5 di Scuola di psicologia e Scienze della formazione) nell'ambito del festival "La violenza illustrata - Strage di donne".
- Il 28 novembre (Aula Magna di Pediatria) convegno "Donne e Coraggio - Riconoscere e valorizzare le competenze delle donne nella società contemporanea" con gli assessori provinciali Gabriella Montera e Giuseppe De Biasi (Istruzione, Formazione Lavoro).
- Il 29 novembre la presidente Beatrice Draghetti interviene alla giornata del festival "La violenza illustrata - Femminicidio. Nuove misure legislative e prevenzione nell'ambito della violenza contro le donne", presso il Comando Legione Carabinieri Emilia Romagna di Bologna.

Disoccupazione e futuro incerto generano “disagio sociale”. A rischio la “pace sociale"

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BaldiniMilano2Luci di ripresa affievolite da previsioni economiche sempre meno serene, rafforzano il malessere di un paese stretto nella morsa della disoccupazione che continua a stringere la ripresa economica. I dati statistici continuano, inesorabilmente dal 2009, a rilevare una costante crescita del numero dei disoccupati e lo scenario, stando alle previsioni di alcuni economisti, sulla sia di congetture internazionali potrebbe peggiorare nell'anno prossimo. Questa è la fotografia di un'Italia, perla del mondo per storia, cultura e ricchezze paesaggistiche, che si risveglia ogni giorno con una rinnovata coscienza di massa, un pensiero che esprime, in sintesi, tutta sua drammaticità in una parola " disoccupazione" . Il significato del termine va oltre l'aspetto oggettivo, fino a quello psicologico, che conduce a effetti personali disastrosi, frammenta il tessuto delle relazioni umane ed erode le basi della solidarietà verso il prossimo. Una piaga sociale, potremmo definirla, che colpisce due generazione rendendole prigioniere di libertà di scelta su prospettive di vita, per quanto concerne gli over quaranta, e per i progetti di vita per il 60% della sacca non lavorativa che colpisce la fascia di età 20/35 anni. Alla luce di questo scenario, la riflessione passa doverosamente dall'aspetto della capacità dell'industria di riassorbire le sacche di disoccupati, al disagio personale derivante dal protrarsi di una condizione di mancato impegno lavorativo che porta la persona ad una situazione di "disagio sociale" con ripercussioni non solo individuali ma anche alle condizioni familiari. Parlare di " disagio sociale " diventa un'impresa particolarmente delicata, che dalla politica, spesso, è percepita quasi superficialmente forse perché la stessa non ne subisce le conseguenze personali ed economiche. Oggi vi sono moltissime persone che hanno definitivamente smesso di cercare un'occupazione, rivolgendosi ad enti di solidarietà ed a centri di distribuzione di beni di prima necessità, segnando una resa passiva alle dinamiche economiche. Si viene così a creare un mondo sottostante della nuova povertà, che nelle città del nostro paese e dell'Europa si arricchisce ogni giorno di popolazione non censita e non percepita in modo tangibile dalle fasce sociali più abbienti del paese. Se questo fenomeno continua a dilagare, con inevitabili ripercussioni sulle prospettive delle generazioni future che, anche per riflesso, ne subiscono le conseguenze, il problema del disagio sociale di massa può, inevitabilmente, trasformarsi in un problema di "pace sociale" e "sicurezza pubblica". I confini sono estremamente sottili e già in qualche allarme, se per isolato, è un segnale preoccupante. Cosa può fare il legislatore, inteso anche nei livelli di competenza amministrativa locale? Dare interventi a pioggia per il sostegno del reddito? Questi sono già stati promossi, se pur con scarsi risultati, con gli ammortizzatori sociali in deroga (contratto Stato-Regioni). La considerazione è che gli interventi legati agli ammortizzatori sociali risolvono un'emergenza per un determinato periodo, ma non difendono i posti di lavoro ed i soggetti coinvolti dovrebbero, per un equilibrio socio-psicologico, continuare nell'impegno professionale e/o lavorativo. Oggi, come sempre, il posto di lavoro viene salvaguardato dalle dinamiche economiche e dalla solidità dell'impresa ed in particolare, in Italia, dalla piccola media impresa per cui sarebbe auspicabile l'attivazione di politiche a sostegno economico mirato a quelle imprese che intendono percorrere la strada dell'innovazione tecnologica, per restare in competizione con un'economia che è divenuta sempre più globalizzata.

Daniele Baldini

Bologna, venerdì 22 novembre. Copagri ER:“Ecco come cambierà l’agricoltura”

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Cosa cambierà per l'agricoltura emiliano – romagnola dopo il compromesso finale del bilancio europeo che riduce i sussidi Ue all'agricoltura a 374 miliardi, circa il 40% dell'intero bilancio comunitario? Quali produzioni saranno privilegiate e quali ridimensionate con la ridistribuzione degli aiuti ad aziende che prima ne erano escluse? Chi saranno i nuovi agricoltori, considerato che la nuova politica comunitaria introduce un aiuto obbligatorio a tutti gli agricoltori con meno 40 anni?
La Copagri (Confederazione produttori agricoli) Emilia Romagna si interroga sull' impatto che avrà questo nuovo impianto normativo sul comparto agricolo emiliano-romagnolo e presenta una serie articolata di proposte nel corso della tavola rotonda dal titolo "Agricoltura 2.0 il futuro è ora", che si terrà a Bologna, dalle ore 9.30 alle 13.30, presso il Centro Congressi Savoia Hotel Regency (via del Pilastro, 2).
Parteciperanno al dibattito, moderati dal giornalista RAI Attilio Romita::
- Paolo De Castro (presidente di Comagri - Parlamento europeo);
- Maurizio Martina (sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole);
- Gianni Fava (assessore all'agricoltura RegioneLombardia);
- Fabrizio Nardoni (coordinatore degli assessori regionali all' agricoltura);
- Tiberio Rabboni (assessore all'agricoltura Regione Emilia Romagna);
- Franco Verrascina (presidente nazionale Copagri).
Nel pomeriggio, dalle ore 15.00 alle ore 17.30, l'iniziativa proseguirà assumendo una valenza tecnica insieme a:
- Luca Rossetto (ordinario di Economia Agraria presso l'Università di Padova);
- Valtiero Mazzotti (direttore Assessorato Agricoltura Regione Emilia Romagna);
- Luciano Guglielmetti (responsabile nazionale CAA COPA.).

Redazione

Bologna. Sabato 23 novembre, Cisl ricorda Giuseppe Fanin

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A 65 anni dalla scomparsa una testimonianza del prof. Stupazzoni
Sabato 23 novembre, alle ore 10.00, presso la sede di via Milazzo 16 a Bologna, Cisl Area metropolitana, Fnp (pensionati) e Fai (federazione agro-alimentare) ricordano il sindacalista, assassinato 65 anni fa, Giuseppe Fanin. All'iniziativa, dal titolo "Giuseppe Fanin. Un'epoca, un ideale, un martirio", parteciperà il prof. Giorgio Stupazzoni, collaboratore di Fanin e del senatore Giovanni Bersani, nonché dirigente del Ministero dell'agricoltura. Saranno presenti per la Cisl: il segretario generale metropolitano Alessandro Alberani ed il segretario generale dei pensionati Sergio Palmieri. "Giuseppe Fanin – ricorda il segretario metropolitano dei pensionati Cisl, Sergio Palmieri – fortemente impegnato nelle lotte sindacali agrarie del secondo dopoguerra, rimane un punto di riferimento fondamentale per il nostro sindacato. Il suo pensiero, basato essenzialmente sulla ricerca di un bene comune nella società e nel lavoro attraverso il confronto, è ancora attuale e di grande monito per tutti noi". "Fanin –afferma il segretario generale, Alessandro Alberani - percorreva nel dopoguerra una strada riformista, certamente difficile. Perseguiva, infatti, il progresso economico e civile con un'azione che rifiutava il conflitto e che andava nella direzione del dialogo e della proposta. In quel tempo di grandi conflitti assumersi delle responsabilità davanti alle difficoltà ed ai cambiamenti, portava ad essere criticati e giudicati in modo semplicistico e a lui costò addirittura la vita".

Redazione

Bologna.La Provincia saluta il Prefetto Angelo Tranfaglia

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Prefetto in ProvinciaLa Provincia di Bologna ha salutato questa mattina, durante la seduta di Giunta e alla presenza del presidente del Consiglio Stefano Caliandro e dei capigruppo, il prefetto Angelo Tranfaglia in procinto di lasciare l'incarico di Bologna a conclusione della sua carriera.
"Con molti di noi – ha affermato la presidente Beatrice Draghetti aprendo l'incontro - Lei ha compiuto un lungo tratto di strada: le rispettive responsabilità di governo e di amministrazione si sono incontrate ed intrecciate in una volontà comune, che non è mai venuta meno, di perseguire il bene di questo territorio. Desidero ringraziarla – ha proseguito Draghetti - per questi intensi anni di servizio a Bologna: in particolare per la Sua volontà e la Sua determinazione a tendere alla soluzione dei tanti problemi e delle molte questioni che lo stare sul territorio con funzioni specifiche comporta. Non è sempre scontato, anche a prescindere dalla volontà delle persone: la complessità e la durezza delle vicende potrebbero qualche volta indurre a strappare, a trovare scorciatoie. La pazienza del confronto e della ricerca comune è risultata sempre essere la via maestra, che ci ha portato in genere ad approdare a risultati significativi ed efficaci, insieme. Finiscono i ruoli – ha concluso Draghetti - ma là dove c'è stato un onesto e qualificato lavoro comune, rimangono le relazioni e le amicizie. Sappia, caro Prefetto, che tutte le volte che tornerà a Bologna troverà una calda accoglienza". Il Prefetto Tranfaglia, nel ringraziare la Provincia per l'invito, ha ricordato come "da sempre i Prefetti riconoscono nella Provincia l'interlocutore naturale non solo per la corrispondenza territoriale ma anche per il ruolo di collante delle esigenze locali che ha sempre svolto individuando spazi di concertazione e mediazione. La Provincia di Bologna – ha proseguito Tranfaglia – svolge un'importante attività di osservazione dei bisogni sociali, di coordinamento territoriale e dei servizi, con una particolare attenzione al lavoro e all'economia, soprattutto in questi ultimi anni di crisi economica. In molte tematiche siamo stati impegnati insieme, Prefettura e Provincia: dalla mediazione sulle crisi aziendali al protocollo sfratti. Questa Provincia – ha concluso Tranfaglia - si é dimostrata quindi in grado di tradurre in politiche concrete i valori e le motivazioni della medaglia d'oro al merito civile che ha ricevuto nel 2006".

Redazione

Allarme acquisto droghe su Internet, la Provincia di Bologna lancia la campagna "sostanziale.it"

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Droghe sinteticheBologna. Come confermato in questi giorni dalle forze dell'ordine sono in forte aumento i siti dove è possibile acquistare online sostanze stupefacenti. E fra i giovani, primi utilizzatori della rete, è usuale lo scambio di informazioni a riguardo sui social network, nei forum o nei blog personali. In considerazione del primato di internet come fonte di notizie fra i giovani, il Servizio politiche sociali della Provincia di Bologna, grazie a risorse della Regione Emilia-Romagna e al supporto del Corso di Laurea magistrale in Scienze della Comunicazione pubblica e sociale dell'Università di Bologna e dell'Azienda USL di Bologna – Dipartimento di salute mentale – Area dipendenze patologiche, ha realizzato www.sostanziale.it la prima guida sull'uso/abuso di sostanze psicoattive, online da qualche settimana. Per diffondere la conoscenza di sostanziale.it è stato prodotto anche materiale informativo che in questi giorni è in distribuzione nel territorio provinciale. 250 copie della versione cartacea della guida sono state consegnate ai 31 istituti superiori mentre oltre 30mila locandine e 600 cartoline sono destinate a 26 locali notturni, 270 farmacie di Bologna e provincia (in collaborazione con Federfarma), 53 sportelli sociali, Urp di Comuni e Quartieri. Inoltre si sta cercando di diffondere il banner che rimanda alla guida online su diversi siti con particolare attenzione a quelli più frequentati dai giovani.

Cerca nel cassetto e condividi sul web

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Il progetto del Museo della Civiltà Contadina finanziato dall'Istituto Beni Culturali
Il Museo della Civiltà Contadina di San Marino di Bentivoglio è tra i cinque Musei di Qualità del territorio regionale finanziati dall'Istituto dei Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna (IBACN) per il progetto di comunicazione "Cerca nel cassetto e condividi sul web". Obiettivo del progetto è quello di realizzare una mappa digitale della memoria per raccontare il lavoro contadino e la vita rurale della pianura bolognese fino al 1950 attraverso immagini, testimonianze, testi e video, raccolti coinvolgendo innanzitutto i cittadini della pianura e successivamente quelli dell'intero territorio. Saranno proprio i cittadini i veri protagonisti del racconto che si verrà a costruire: a loro infatti sarà chiesto di far "uscire dai cassetti" i ricordi di famiglia e di condividerli sul web. Il contributo verrà utilizzato per la progettazione e realizzazione del sito interattivo, di una mostra itinerante e per la promozione del progetto curato dal Museo in collaborazione con Servizio Cultura e Servizio Comunicazione della Provincia di Bologna. Il progetto è promosso e coordinato da Provincia di Bologna (Servizio Cultura e Pari Opportunità e Istituzione Villa Smeraldi) in collaborazione con Distretto Pianura Est (Comuni di Argelato, Bentivoglio, Budrio, Castel Maggiore, Pieve di Cento), Comune di Medicina, Associazioni Gruppo della Stadura, Gruppo di Studi Pianura Reno, Pro Portonovi's. E' sostenuto da IBACN nell'ambito di "Comunicare il Museo" Collezioni, Comunità, Pubblici", percorso di sviluppo di tecniche e pratiche di comunicazione museale progettato da BAM! Strategie Culturali. Con questa iniziativa l'IBACN ha inteso dare agli operatori dei Musei di Qualità regionali l'opportunità di ottimizzare l'uso dei propri strumenti di comunicazione attraverso un approccio "intelligente" alle nuove opportunità offerte dal web 2.0.

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