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Cisl: Imu prima casa a Bologna si paga la differenza

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casa Marella

Cisl denuncia "Ancora una volta pagano i cittadini"
Il decreto legge, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, prevede che chi risiede in un Comune che ha alzato le aliquote rispetto al 2012 dovrà pagare, entro il 16 gennaio 2014, la differenza tra il 50% del tributo pagato nel 2012 e il 50% di quello che avrebbe dovuto pagare per l'anno 2013. Ciò significa che i cittadini dei comuni di Bologna, Castello d'Argile, Loiano, San Benedetto Val di Sambro e San Pietro in Casale non beneficeranno dell'abolizione totale dell'Imu sulla prima casa ma dovranno versare la differenza nelle casse dei comuni.
Il Caf Cisl ha elaborato alcuni esempi sugli importi che i contribuenti di Bologna dovranno versare, entro il prossimo gennaio:
-Appartamento categoria A3, (abitazione di tipo economico, circa 70 mq) con rendita catastale di 520€, pagherà 22€
- Appartamento categoria A3 (abitazione di tipo economico, circa 110 mq) con rendita catastale di 812€, pagherà 68€
- Appartamento categoria A2 (abitazione di tipo signorile, circa 130 mq) con rendita catastale di 1350€, pagherà 113€
"Ancora una volta i cittadini – dichiara Alessandro Alberani, segretario generale Cisl Area metropolitana bolognese – pagheranno per scelte politiche sbagliate e inique ma soprattutto per la poca chiarezza di provvedimenti adottati dal Governo. E' impensabile che a fine novembre venga emanato un decreto legge di tale portata, che interessa comuni ad alta densità abitativa e che non siano stati soppesati, in maniera adeguata, gli effetti e le conseguenze".
"Trattasi – afferma Alberto Schincaglia della segreteria Cisl Area metropolitana bolognese - di un provvedimento allucinante che conferma ciò che come sindacato abbiamo affermato, ovvero per rilanciare l'economia del paese è necessario tagliare le tasse ai lavoratori, ai pensionati e alle imprese. L'abolizione totale dell'Imu prima casa è una scelta sbagliata e lo è ancora di più a fronte della decisione presa dal Governo ieri. Ancora una volta si scarica la responsabilità dell'aumento dell'imposizione fiscale agli Enti locali, gli stessi che, in questi anni, hanno mantenuto uno standard di servizi sociali dignitoso nonostante i tagli dei trasferimenti dallo Stato".
"I cittadini bolognesi – dichiara Augusto De Luca, presidente della Società di servizi della Cisl Area metropolitana bolognese- dovranno ricalcolare l'imposta dovuta con le novità previste dal decreto. Il Caf Cisl di Bologna sta predisponendo i propri uffici, per supportare i contribuenti in questo nuovo adempimento".