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Castel Maggiore immagina la città del futuro con l’Università di Parma

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Presentati i modelli urbani elaborati dagli studenti: una raccolta di idee con al centro rigenerazione, verde, mobilità sostenibile e nuove connessioni tra i quartieri

Una città più verde, con migliori connessioni ciclopedonali e più attrezzata a sostenere il cambiamento climatico in essere. È la Castel Maggiore del futuro immaginata nel percorso di urbanistica partecipata realizzato dal Comune di Castel Maggiore in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell'Università degli Studi di Parma e gli studenti del Laboratorio di Progettazione Architettonica Sostenibile, i cui modelli urbani sono stati presentati alla cittadinanza venerdì 10 luglio in occasione della sessione d'esami e sabato 11 luglio durante la Sagra di Luglio.

L'iniziativa conclude un percorso avviato nell'autunno del 2025 coordinato dal professor Dario Costi. Il lavoro si è sviluppato attraverso un processo partecipativo che ha coinvolto amministratori, tecnici, associazioni, cittadini, Consulte territoriali e Consiglio delle Ragazze e dei Ragazzi.

Le proposte non rappresentano progetti già destinati alla realizzazione, ma scenari di studio che potranno contribuire alla redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) e alimentare il confronto sul futuro della città.

«Il lavoro svolto dall'Università di Parma rappresenta un importante patrimonio di idee e di analisi – sottolinea il Sindaco Luca Vignoli – capace di arricchire il percorso di pianificazione e contribuire alla costruzione di una visione condivisa del futuro di Castel Maggiore».

Il principio guida è la rigenerazione della città esistente: più verde e superfici permeabili, nuovi percorsi ciclopedonali, spazi pubblici più vivibili e migliori connessioni tra i quartieri.

Gli studenti hanno lavorato su alcuni ambiti strategici: il sistema della ferrovia e della stazione, il collegamento tra piazza Pace e piazza Amendola, l'area del "grattacielo vecchio" e piazza Due Agosto, il sistema delle scuole e del centro sportivo, i collegamenti verdi tra i quartieri, il rapporto tra il centro e la zona industriale e un'area centrale di Trebbo di Reno.

Tra le ipotesi figurano la trasformazione del margine ferroviario in un corridoio verde ciclopedonale, un nuovo parco urbano vicino alla stazione, la riqualificazione di via Nenni e dell'area tra via Lame e via Foscolo a Trebbo, una nuova piazza sopraelevata nell'area del "grattacielo vecchio" e un grande parco tra scuole e centro sportivo, pensato come campus dedicato allo sport, al tempo libero e alla formazione.

«La comunità è stata il committente del progetto», ha spiegato il professor Dario Costi, evidenziando il ruolo centrale dell'ascolto e della partecipazione nella costruzione delle diverse proposte.

Al termine del laboratorio, i modelli sono stati consegnati al Comune e resteranno a disposizione come strumenti di approfondimento e confronto: un patrimonio di idee per accompagnare la pianificazione urbanistica e continuare a immaginare, insieme alla comunità, la Castel Maggiore di domani.

In foto: da sinistra l'assessora Annalisa Cerrè, il sindaco Luca Vignoli, il prof. Dario Costi, il responsabile Urbanistica Matteo Asioli, il dott. Emanuele Ortolani dell'Università di Parma

Redazione

Più controlli sulle strade frequentate dai ciclisti in trentino

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Importante incontro al Commissariato del Governo di Trento

Dopo aver tristemente dovuto registrare l'ennesima vittima della violenza stradale, i rappresentanti del ciclismo trentino oggi hanno incontrato il Commissariato del Governo di Trento, che si è dimostrato disponibile all'ascolto e all'azione. Tema centrale dell'incontro è stata la richiesta di maggiori controlli, affinché tragedie come quelle che hanno colpito di recente la giovane biker Adele Cobelli e la sua famiglia - così come quelle che hanno causato le morti degli altri due giovani ciclisti Matteo Lorenzo e Sara Piffer - non debbano ripetersi.
Mentre si sta cercando di sviluppare un programma in accordo con il mondo dell'istruzione, necessario per creare una cultura del rispetto dell'utente debole della strada, il Comitato trentino della Federciclismo (con il consigliere Andrea Piechele) e i rappresentanti di Fiab Amici della Bicicletta di Trento (Maria Ines Garcia e Alessandro Monti) e della Uisp trentina (Massimo Frizzera) hanno avuto un incontro oggi con il Commissario del Governo di Trento, il Prefetto dott.ssa Isabella Fusiello.
«Abbiamo chiesto più controlli mirati sulle strade maggiormente frequentate dai ciclisti – spiegano i rappresentanti di Fci, Fiab e Uisp al termine dell'incontro -. Da parte del Commissario del Governo abbiamo trovato grande apertura e abbiamo visto accolta la nostra richiesta. Ci è stata garantita disponibilità a prevedere una maggiore presenza sulle strade più critiche, dove verranno effettuati più controlli, importanti in primis ai fini della sensibilizzazione, nell'ottica di un cambiamento culturale quanto mai necessario per una serena convivenza di auto e bici sulle strade, ricordando ancora una volta che la strada è di tutti».
Nell'occasione, inoltre, il Commissario del Governo ha fatto presente che porterà il tema all'attenzione dell'Osservatorio per l'Incidentalità Stradale. Il Comitato della Federciclismo, Fiab e Uisp hanno fatto dunque un nuovo passo, un'altra azione concreta che fa seguito alla collaborazione già in atto per l'organizzazione dell'iniziativa «Sulla Buona Strada», la manifestazione proposta per la seconda volta nel marzo scorso.

Appennino bolognese, turismo e agricoltura spingono la crescita economica

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Presentati a sindaci e stakeholder i dati Unioncamere sull'andamento dell'economia nei comuni della montagna. E l'indagine sulla qualità della vita del Servizio Statistica metropolitano evidenzia livelli di soddisfazione elevati

L'Appennino bolognese conferma una buona capacità di tenuta in un quadro internazionale complesso. Le stime indicano una crescita del PIL dello 0,4% nel 2025 e dello 0,7% nel 2026, in linea con la Città metropolitana e superiore alla media nazionale prevista per il 2026.

A livello settoriale, secondo le previsioni il 2026 segnerà una forte ripresa dell'agricoltura (+6,2%) e una crescita dei servizi (+1,4%), mentre l'industria resta in calo (-1%) e le costruzioni rallentano pur mantenendo un segno positivo.

Questo in sintesi l'andamento dell'economia nell'Appennino bolognese presentato da Guido Caselli, direttore del Centro studi e vicesegretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna, Coordinatore del gruppo di lavoro dati e statistiche del Tavolo ripresa, martedì 30 giugno durante una riunione del Focus Appennino, l'organismo di concertazione delle politiche di sviluppo dei territori montani.

Il sistema economico appenninico (senza contare i numeri espressi da Valsamoggia) conta oltre 11 mila unità locali, quasi 30 mila addetti e genera un valore aggiunto di oltre 3,1 miliardi di euro. Accanto ai comparti tradizionali, negli ultimi anni si sono sviluppate nuove attività legate ai servizi alle imprese, all'e-commerce, alla consulenza, all'accoglienza turistica, alla cura della persona e alla sostenibilità, a conferma di dinamiche in linea con le trasformazioni in corso a livello metropolitano e nazionale. Per quanto riguarda il turismo, nel 2025 l'Appennino ha registrato quasi 379 mila presenze, con una crescita del 7% rispetto all'anno precedente, arrivando a pesare il 5,3% del totale metropolitano. Si tratta di un turismo ancora prevalentemente italiano: circa sette visitatori su dieci provengono infatti dal mercato nazionale, sia in termini di arrivi sia di presenze.

Accanto ai segnali di resilienza economica, emerge con forza la questione demografica. Le proiezioni al 2050 indicano una crescita complessiva della popolazione appenninica del 2,9%, ma accompagnata da un profondo cambiamento nella sua composizione: la popolazione in età lavorativa diminuirà del 6,7%, mentre gli over 74 aumenteranno di oltre il 47%. Cresceranno conseguentemente anche gli indicatori di invecchiamento: gli anziani ogni 100 bambini passeranno da 264 a 298 e il tasso di ricambio generazionale passerà dagli attuali 144 a 157 persone in uscita dal mercato del lavoro ogni 100 giovani in ingresso, ponendo nuove sfide per il mercato del lavoro e la sostenibilità del sistema territoriale. Un tema che riguarda l'intera area metropolitana bolognese e che si accompagna a un crescente mismatch tra domanda e offerta di competenze: oggi oltre la metà delle figure professionali ricercate dalle imprese risulta difficile da reperire, mentre aumenta la richiesta di competenze tecniche, digitali e specialistiche.

Nel corso dell'incontro sono stati inoltre presentati dal Servizio Programmazione strategica, Controllo e Statistica della Città metropolitana di Bologna l'Atlante Statistico Metropolitano, un sito web con prodotti interattivi finalizzati a raccogliere e rendere consultabili dati e analisi sul territorio metropolitano, e i risultati dell'Indagine 2024 sulla qualità della vita dei cittadini dell'area metropolitana, con un focus dedicato ai territori dell'Appennino.

L'indagine sulla qualità della vita, realizzata nel 2024 su un campione complessivo di 3.800 cittadini dell'area metropolitana, di cui 777 nei comuni dell'Appennino, evidenzia livelli di soddisfazione complessivamente elevati rispetto alla qualità della vita nel proprio Comune, con giudizi per lo più in linea con la media metropolitana. Particolarmente positiva risulta la soddisfazione per la vita nel suo complesso, che si attesta su valori superiori alla media dell'area metropolitana. Si conferma inoltre un gradiente territoriale favorevole ai contesti montani rispetto a quelli collinari in relazione al giudizio sulla qualità ambientale della zona di residenza. L'indagine mette in evidenza anche alcune criticità diffuse, in particolare il costo della vita e l'aumento dei prezzi, indicati come i principali fattori di preoccupazione per i cittadini. Al tempo stesso, nell'Appennino emerge una valutazione più positiva della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro rispetto alla media metropolitana.

"I dati presentati ci restituiscono un quadro positivo. In Appennino si vive bene, ma ci sono ancora problemi da affrontare, come il costo della vita, la mobilità e l'invecchiamento della popolazione - commenta Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto e delegata del Sindaco alle Politiche per l'Appennino bolognese – Da alcuni anni lavoriamo insieme su obiettivi condivisi, Istituzioni locali e Regione, sindacati e associazioni di categoria e tutti gli altri soggetti che operano in Appennino, dimostrando come lo sviluppo e la crescita dell'Appennino sia fattibile. Su questi obiettivi condivisi confido che possiamo accelerare il processo di rilancio del territorio".

Nel corso dell'incontro sono stati inoltre illustrati gli aggiornamenti sullo stato di attuazione delle STAMI e sulle attività di BIS Appennino - Bologna Innovation Square, con un punto sulle progettualità in corso e sulle prossime iniziative dedicate allo sviluppo dell'Appennino metropolitano, nonché sul PSM.

Le presentazioni complete dell'analisi economica, dell'Atlante Statistico Metropolitano e dell'Indagine sulla qualità della vita sono disponibili nella sezione dedicata Gruppo di Lavoro Dati statistici e monitoraggio del Tavolo di Ripresa sul sito della Città metropolitana di Bologna.

Redazione

Castel Maggiore. Nuova Caserma Carabinieri - l'Arma è entrata in possesso dell'immobile

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Caserma CCl1Un evento di natura tecnica, ma colmo di significato: dopo un lunghissimo iter realizzativo, complicato da vicissitudini finanziarie e burocratiche, è giunto il momento atteso dalla comunità locale e dell'Arma da 9 lunghi anni, il 12 giugno, il maggiore Claudio Bartoletti dell'Ufficio Logistico del Comando legione Carabinieri "Emilia Romagna", il Maggiore Giorgia De Acutis, comandante della Compagnia Carabinieri Borgo Panigale, l'Ingegnere Gianluca Malagò responsabile del 3° Settore Gestione del Territorio del Comune di Castel Maggiore, alla presenza del Sindaco Vignoli e del Comandante della locale Stazione M.llo Domenico Marrocco, hanno firmato il verbale che assegna operativamente l'immobile alla gestione dell'Arma.

Il Sindaco Luca Vignoli ha espresso "soddisfazione per un risultato ottenuto grazie alla collaborazione intercorsa tra il Comune e l'Arma, nell'auspicio che la nuova struttura possa portare ad un incremento della dotazione organica della Stazione carabinieri di Castel Maggiore, con maggiore sicurezza per la nostra cittadina".

La Caserma potrà essere pienamente operativa già nel corso dell'estate.

Nuova caserma: la scheda

L'edificio realizzato all'angolo tra Via Ungaretti e Via Neruda ospita la nuova caserma dell'Arma dei Carabinieri, e in un'area separata e con accesso indipendente, gli spazi, già operativi da marzo 2024, per la sede della Polizia Municipale e la sede del Centro Operativo Comunale, attivato in caso di emergenze di protezione Civile.

La porzione di edificio destinata a Caserma dei Carabinieri impegna circa 1150 mq ed è dimensionata per una forza Operativa maggiore di 7 unità (Stazione Media), tenendo in considerazione i "parametri dimensionali orientativi per la progettazione di infrastrutture tipo" redatto dal Comando Generale dell'arma dei Carabinieri.

Il Comune e il Ministero dell'Interno hanno già stipulato il contratto di affitto per l'immobile, fissato in 99.550 euro all'anno.

La Zona operativa, collocata interamente al piano terra, comprende un ampio atrio e sala d'attesa con una porta a vetri blindata, il box militare di servizio, un ambiente destinato ad archivio, due camere di sicurezza e una di massima sicurezza, l'ufficio del comandante della stazione, un ufficio sottufficiale e due ulteriori uffici; è prevista la realizzazione della "stanza rosa" per accogliere vittime di violenza. Sono inoltre presenti 3 autorimesse e un garage per tre auto e due moto.

La Zona alloggi al primo piano può accogliere almeno 11 militari: comprende tre appartamenti per i militari di grado superiore, da circa 90 mq, e un'ala con le camerate, con 4 ampie camere doppie e relativi bagni, una sala ritrovo, un'area mensa e cucina.

La caserma, la foresteria e gli appartamenti sono classificati con Classe energetica A4.

Il cantiere del "Polo della Sicurezza" è stato attraversato da numerose e avverse vicende che hanno segnato l'esecuzione e il completamento dell'opera. La prima pietra fu posta alla fine del 2017, ma fallimenti, abbandoni di cantiere da parte delle imprese, un mercato edile in grave crisi e contenziosi legali hanno comportato pesanti ritardi. Dopo una lunga fermata, nell'ottobre 2022 sono ripresi i lavori che finalmente oggi ci consegnano un manufatto adeguato alle aspettative e alle necessità operative dei Carabinieri.

A causa dei rallentamenti e delle problematiche insorte la spesa è lievitata dal preventivo originale di 1.8000.000 euro a 3.160.000 euro.

( Nella foto: da destra il maggiore Bartoletti, il Maggiore De Acutis, il Sindaco Vignoli, il Maresciallo Marrocco, l'Ing. Malagò )

Redazione

Sasso Marconi: tornano le Giornate Teatrali di Colle Ameno

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Due week-end dedicati alla formazione e innovazione teatrale con spettacoli, mostre, seminari e un laboratorio sul rapporto tra musica e teatro

Le Giornate Teatrali di Colle Ameno, rassegna dedicata alla ricerca e all'innovazione teatrale, tornano a Sasso Marconi con una nuova edizione che dal 12 al 21 giugno animerà il settecentesco Borgo di Colle Ameno, a Pontecchio, con momenti di formazione rivolti ad appassionati, studenti e giovani artisti, e una serie di eventi aperti al pubblico che comprendono spettacoli, mostre e performance.

Promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune con la direzione artistica di Teatrino Giullare (compagnia teatrale di Sasso Marconi già insignita di importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale) e il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, la rassegna propone quest'anno un focus sul rapporto tra musica e teatro. Un tema al centro non solo del laboratorio "Il suono del gesto" e del seminario teatrale "Turandot, notte, sogni", ma anche dei diversi appuntamenti aperti alla cittadinanza, a partire dalla mostra con i disegni realizzati da Cikuska (dieci manifesti che raccontano la musica nel teatro), visitabile nei due week-end della rassegna.

Le Giornate Teatrali propongono anche momenti di spettacolo come Sono fatta così, performance ispirata alla figura di Juliette Greco - l'artista che negli anni '40/50 divenne il volto musicale del movimento esistenzialista (domenica 14 giugno, ore 19) - e Turandot. Una fiaba, progetto nato dalla collaborazione tra Teatrino Giullare e l'associazione "Tra un atto e l'altro", realizzato nel 100° anniversario della 'prima' alla Scala di Milano della Turandot di Puccini (sabato 20 giugno, ore 20).

La rassegna si chiude domenica 21 giugno con Drone tragico, evento dedicato all'Orestea di Eschilo, e un incontro con il gruppo musicale "Cleaning Women", per approfondire il lavoro svolto dalla band finlandese su suono e immagine.

Tutti gli eventi si svolgono nel Salone delle Decorazioni e negli spazi di Villa Davia, al borgo di Colle Ameno.

Redazione

Pianoro, chiusura al transito della SP 36 “Val di Zena”

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ZENA STRADA CHIUSAPer lavori di consolidamento e ripristino della sede stradale danneggiata da frane delle scarpate di monte ed erosioni spondali causati dai passati eventi alluvionali, lungo la strada provinciale SP 36 "Val di Zena" dal Km 10+200 al Km 10+500
- chiusura al transito in entrambi i sensi di marcia dalle 8,30 alle 18,30
- istituzione di un senso unico alternato regolato da semaforo dalle 18,30 alle 8,30
da mercoledì 3 giugno fino al termine dei lavori (previsto presumibilmente per il 31 ottobre).

Redazione

Castel Maggiore, nuova gestione dei rifiuti - addio alla TARI

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Luca Vignoli 2026Nuova gestione dei rifiuti: dal 2027 arriva la Tariffa Corrispettiva Puntuale. Si potrà scegliere tra libero conferimento e raccolta porta a porta. A giugno incontri pubblici nel territorio

Dal 1° gennaio 2027 il Comune di Castel Maggiore introdurrà la nuova Tariffa Corrispettiva Puntuale (TCP), che sostituirà l'attuale Tassa sui Rifiuti (TARI). Una novità, prevista anche dalla normativa nazionale, che punta a rendere il sistema più equo, premiando i comportamenti virtuosi e incentivando la riduzione del rifiuto indifferenziato.

Lo ha deciso il Consiglio comunale nella seduta del 27 maggio 2026, approvando la proposta della Giunta comunale a larga maggioranza, con la sola astensione del consigliere Negri del centrodestra.

"Vogliamo trasformare questo obbligo normativo in un'opportunità per contenere gli aumenti dei costi del servizio, premiare i comportamenti più responsabili e migliorare ulteriormente la qualità della raccolta differenziata", ha spiegato il Sindaco Luca Vignoli, aggiungendo che per rafforzare l'attenzione politica al tema è stata attribuita al Consigliere comunale Lorenzo Tartarini una specifica delega alla Tariffa Corrispettiva Puntuale e Libero conferimento dei rifiuti.

Attualmente la raccolta differenziata nel territorio comunale si attesta attorno al 77%, il dato più basso tra gli 11 Comuni serviti da Geovest, l'azienda di proprietà pubblica incaricata della gestione rifiuti. Un risultato che l'Amministrazione comunale intende migliorare, sia per aumentare la tutela ambientale sia per contenere i costi di smaltimento.

Con la nuova tariffa, una parte del costo del servizio sarà legata alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotto: ogni utenza avrà a disposizione un numero annuale di svuotamenti compresi nella tariffa, mentre gli svuotamenti aggiuntivi comporteranno un costo extra.

I cittadini potranno scegliere tra due modalità di conferimento:

Libero conferimento presso le Ecostation presenti sul territorio, opzione riservata alle utenze domestiche che consentirà anche uno sconto in tariffa;

Raccolta porta a porta per carta, plastica e rifiuto indifferenziato, attraverso il nuovo bidone grigio dotato di microchip associato alla singola utenza.

Per accompagnare la cittadinanza verso il nuovo sistema, il Comune organizzerà tre incontri pubblici informativi:

Mercoledì 10 giugno, ore 20.30, Teatro Biagi D'Antona.

Martedì 16 giugno, ore 20.30, Contea Malossi di Trebbo di Reno.

Giovedì 18 giugno, ore 20.30, Centro Sociale Primo Maggio.

( In foto il Sindaco Luca Vignoli )

Redazione

"Anche agli Dei piace giallo X" dieci anni di cammini inclusivi lungo la Via degli Dei

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10Anni VDDUn cammino può essere molto più di un percorso: può diventare un simbolo di inclusione, condivisione e cambiamento culturale. È da questa visione che nasce "Anche agli Dei piace giallo X", l'evento promosso da NoisyVision e Appennino Slow per celebrare dieci anni di cammini inclusivi lungo la Via degli Dei.

L'iniziativa, in programma dal 21 al 24 maggio tra Bologna, Firenze e l'Appennino tosco-emiliano, rappresenta un traguardo importante: dieci anni di esperienze che hanno trasformato il modo di vivere la montagna e la disabilità. Il programma prevede la partenza a piedi di due gruppi - uno da Bologna e uno da Firenze - che partiranno in contemporanea e si incontreranno a Madonna dei Fornelli sabato 23 maggio per una grande festa finale. Il gruppo di Bologna partirà da eXtraBO giovedì 21 maggio alle 9.

Dieci anni di inclusione, passo dopo passo
Il progetto nasce nel 2016, quando un gruppo misto e internazionale di persone con e senza disabilità sensoriali ha intrapreso per la prima volta il cammino, dimostrando che la condivisione può superare ogni barriera.
Da allora, l'esperienza è diventata un format replicabile, capace di coinvolgere centinaia di partecipanti e di promuovere una nuova cultura dell'inclusione: non più assistenza, ma collaborazione tra pari.

L'edizione 2026: una celebrazione simbolica
Per celebrare questo anniversario, l'edizione "X" introduce un format speciale: due gruppi partiranno contemporaneamente da Bologna e Firenze per incontrarsi il 23 maggio a Madonna dei Fornelli, in un momento collettivo aperto anche al pubblico.
La "X" non è solo il numero dieci, ma anche un simbolo di incontro, incrocio.
L'incrocio tra le persone – vedenti, ipovedenti e non vedenti – che uniscono le loro forze per camminare insieme.
L'incrocio tra territori e regioni: la Via degli Dei unisce due importanti città italiane con le loro tradizioni, culture e risorse.
"Dieci anni fa non avrei mai pensato di arrivare a questo punto. Ci saranno cinquanta persone in cammino sui sentieri e un centinaio di persone che parteciperanno alla festa. Sarà una vera invasione del nostro giallo", afferma Dario Sorgato, fondatore di NoisyVision.

Un modello di inclusione reale
I gruppi saranno composti da persone con e senza disabilità sensoriali, unite da un'esperienza che elimina le etichette di "accompagnatore" e "accompagnato". Camminare insieme diventa così uno strumento concreto per sviluppare empatia, autonomia e spirito di squadra.

NoisyVision, organizzazione impegnata nella promozione dell'accessibilità e nella valorizzazione delle diversità, continua a dimostrare come la disabilità possa diventare una risorsa e non un limite, contribuendo a un cambiamento culturale profondo.

"La collaborazione con NoisyVision ha permesso di portare valore aggiunto alla Via degli Dei, che da due anni ha ottenuto il certificato internazionale di destinazione sostenibile come primo cammino al mondo. La sostenibilità è anche sociale e l'idea di inclusione, di collaborazione e di rete è alla base della costruzione di ogni nostro viaggio", sottolinea Stefano Lorenzi, responsabile di Appennino Slow.

"Abbiamo detto più volte che i cammini e il turismo outdoor non sono solo prodotti di consumo" - ribadisce Mattia Santori, presidente del Territorio Turistico Bologna-Modena, che camminerà per un tratto insieme al gruppo in partenza da Bologna - "ma esperienze di cittadinanza, umanità e consapevolezza ambientale, e ancora una volta la Via degli Dei ci aiuta a comprendere che il concetto di sostenibilità non riguarda solo gli aspetti ambientali ed economici ma anche e soprattutto un nuovo modo di valutare e tradurre nel concreto l'impatto sociale e inclusivo."

Oltre il cammino: un messaggio per il futuro
"Anche agli Dei piace giallo X" non è solo una celebrazione, ma una dichiarazione di intenti: costruire un mondo in cui l'inclusione sia naturale, quotidiana e condivisa.

Un messaggio che guarda avanti, verso nuove generazioni di camminatori e cittadini, capaci di vedere nella diversità una ricchezza e non un ostacolo.

Bologna, il modello metropolitano di “Un piatto per tutti e tutte”

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Il progetto della Città metropolitana contro spreco e povertà alimentare

"Un piatto per tutti e tutte. Come alimentare un ideale" è il titolo dell'incontro che il 19 maggio ha riunito i soggetti della rete di donatori del Fondo di comunità: imprese, associazioni, istituzioni e volontariato territoriale. Al centro del confronto il tema del dono, della redistribuzione delle eccedenze e della collaborazione tra pubblico e privato sociale. Il progetto, oggi attivo su tutta l'area metropolitana, nel 2025 ha coinvolto 86 organizzazioni e raggiunto oltre 20.900 persone

C'è un pezzo di welfare territoriale che passa anche da eccedenze alimentari recuperate, reti di volontariato, disponibilità delle imprese e capacità di coordinamento tra soggetti molto diversi. È da qui che parte "Un piatto per tutti e tutte", il programma promosso dal Fondo di comunità "Dare per fare" della Città metropolitana di Bologna in collaborazione con Volabo e i partner territoriali per il contrasto allo spreco alimentare e il sostegno alle persone in condizioni di fragilità.

"Come alimentare un ideale" è  l'evento che il 19 maggio ha fatto incontrare alle Serre dei Giardini Margherita imprese, associazioni, istituzioni e volontariato territoriale per condividere esperienze, attivare nuove connessioni e confrontarsi sui temi dello spreco alimentare, del recupero e del dono. Ma soprattutto ha messo nello stesso spazio chi dona e chi ogni giorno trasforma quelle donazioni in aiuto concreto per le persone e le famiglie che ne hanno bisogno.

Il pomeriggio di lavoro ha alternato momenti in plenaria e gruppi tematici dedicati alla responsabilità sociale d'impresa, agli strumenti fiscali e normativi legati al recupero alimentare e ai temi del cibo sano e dell'equilibrio alimentare. A guidare il confronto sono stati rappresentanti del mondo delle imprese, delle istituzioni e del terzo settore, insieme a volontari e operatori che lavorano quotidianamente sul territorio.

Il progetto "Un piatto per tutti e tutte"

Secondo gli ultimi dati del progetto, nel 2025 la rete ha coinvolto 86 organizzazioni distribuite nei sette distretti territoriali e ha raggiunto oltre 20.900 persone, circa il 36% delle quali minori. Il tema si inserisce inoltre in un quadro nazionale segnato dalla crescita delle vulnerabilità economiche e alimentari: l'Atlante della Fame in Italia 2025 evidenzia infatti un aumento delle difficoltà legate all'accesso al cibo e al costo della vita, in un contesto in cui precarietà e lavoro povero stanno ampliando la platea delle persone esposte a fragilità sociali.

Dalla sua nascita il progetto ha costruito una rete metropolitana diffusa, organizzata per distretti, con l'obiettivo di rendere più semplice ed efficace l'incontro tra disponibilità delle aziende e bisogni delle associazioni. Un modello che punta non solo a recuperare cibo, ma anche a semplificare processi logistici e organizzativi che, soprattutto per le realtà più piccole, rischiano altrimenti di assorbire tempo, energie e risorse. La logica è quella di sostenere le associazioni anche nella parte più complessa del lavoro di rete, permettendo loro di concentrarsi maggiormente sulle attività di aiuto alle persone.

Il pomeriggio è stato condotto da Filippo Solibello, autore e conduttore radiofonico, storica voce di Caterpillar, che da anni segue e racconta dove si incontrano i temi sociali con quelli ambientali. Solibello ha introdotto e coordinato gli interventi istituzionali di Sara Accorsi, consigliera delegata a Welfare e contrasto alla povertà e Politiche per l'abitare della Città metropolitana di Bologna; Elena Mazzoni, assessora all'Agenda digitale, Legalità e Contrasto alle povertà della Regione Emilia-Romagna; Maria Chiara Patuelli del Settore Istruzione e Sviluppo Sociale della Città metropolitana di Bologna; Mauro Bosi, presidente di Volabo Centro servizi per il volontariato della città metropolitana di Bologna.

Un momento particolarmente concreto della plenaria è stato l'intervento dello chef Max Poggi, che ha portato esempi ed esperienze maturate negli anni sul rapporto tra inclusione sociale, territorio e cultura del cibo, mostrando come anche il mondo della ristorazione e dell'alta cucina possa contribuire a costruire relazioni e attenzione attorno ai temi sociali.

I gruppi di lavoro, facilitati e restituiti da Social Seed, hanno invece affrontato tre temi centrali: il valore delle imprese per la comunità e la comunicazione della collaborazione tra pubblico e privato, le opportunità offerte dalla Legge Gadda per il recupero alimentare e il tema del cibo sano e dell'equilibrio alimentare. Ai tavoli hanno partecipato rappresentanti del mondo delle imprese, delle istituzioni, della sanità pubblica e del volontariato, tra cui Myriam Finocchiaro del Gruppo Granarolo, Giovanna Trombetti della Città metropolitana di Bologna, Gianluca Benini di Banco Alimentare Emilia-Romagna, Cinzia Migani di Volabo, Roberta Carli dell'AUSL di Bologna.

A chiudere il pomeriggio è stato il dialogo tra Matteo Lepore, Sindaco della Città metropolitana di Bologna, e Filippo Solibello. Al centro del confronto, il valore delle collaborazioni tra pubblico, imprese e volontariato territoriale nel costruire strumenti di welfare diffuso capaci di raggiungere in modo più efficace persone, quartieri e comunità.

I numeri della povertà alimentare in Italia

Secondo l'Atlante della Fame in Italia 2025, nel 2024:

4,2 milioni di famiglie hanno manifestato almeno un segnale di deprivazione alimentare;2,9 milioni di famiglie non hanno potuto permettersi un pasto proteico almeno ogni due giorni;681.000 famiglie hanno avuto momenti in cui non disponevano del denaro necessario per acquistare cibo;l'insicurezza alimentare moderata riguarda il 9,9% della popolazione, quasi 6 milioni di persone;766.000 persone si sono trovate in condizioni di insicurezza alimentare moderata o grave.

Come funziona "Un piatto per tutti e tutte" (puoi donare anche tu!)

"Un piatto per tutti e tutte" mette in rete istituzioni, imprese, Volabo e associazioni territoriali per raccogliere beni, organizzare donazioni, migliorare la logistica e distribuire le risorse dove servono. Nel 2025 la rete ha coinvolto 86 organizzazioni, distribuite in 7 reti distrettuali, e ha raggiunto oltre 20.900 persone. Il progetto funziona anche come interlocutore unico per le imprese, così da programmare meglio le donazioni e alleggerire il lavoro organizzativo delle associazioni.

Anche cittadini e cittadine possono partecipare alla rete o sostenere il progetto con una donazione direttamente dal sito www.dareperfare.it

Redazione  

 

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