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Centri Estivi, CISL Scuola Emila Romagna: “ Positivo sostenere le famigie "

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Battistelli: "Le scuole sono già aperte al territorio durante la sospensione delle attività. Il prolungamento a settembre va monitorato per evitare criticità su spazi e personale"

Bologna. Parte oggi, in Emila Romagna, la sperimentazione "La scuola che riparte insieme", che dal 31 agosto al 14 settembre coinvolgerà 42 Comuni e oltre 150 istituti scolastici, offrendo ai bambini attività educative, sportive, culturali e ricreative nei giorni che precedono l'avvio del nuovo anno scolastico.

"La necessità di sostenere le famiglie e trovare risposte ai loro bisogni è evidente e la sperimentazione regionale rappresenta un'iniziativa che guardiamo con interesse – evidenzia Luca Battistelli, segretario generale regionale CISL Scuola Emilia-Romagna –. Proprio perché si tratta di una sperimentazione, riteniamo importante seguirne con attenzione l'attuazione e valutarne gli effetti anche dal punto di vista dell'organizzazione scolastica."

La CISL Scuola sottolinea infatti come l'utilizzo degli edifici scolastici per attività extrascolastiche non sia una novità. Durante i periodi di sospensione delle attività didattiche, le scuole sono da anni utilizzate per ospitare centri estivi, attività sportive, culturali ed educative, attraverso la collaborazione tra Comuni, associazioni, cooperative, società sportive e altre realtà del territorio.

"Le scuole sono già normalmente spazi aperti alle comunità durante la sospensione delle attività didattiche – prosegue Battistelli –. Non siamo quindi contrari all'utilizzo degli edifici scolastici per attività rivolte ai bambini e ai ragazzi. Anzi, crediamo che la collaborazione tra scuola e territorio sia importante e debba essere valorizzata."

"Quello che cambia con questa sperimentazione – continua Battistelli – è il periodo nel quale viene utilizzato lo spazio scolastico. La fine di agosto e i primi giorni di settembre non sono normalmente assimilabili agli altri periodi di sospensione, perché nelle scuole si concentra una parte significativa delle attività necessarie alla preparazione della ripresa: sistemazione degli ambienti, pulizie, organizzazione degli spazi e predisposizione degli edifici per accogliere nuovamente studenti e lavoratori."

Per questo la CISL Scuola Emilia-Romagna seguirà con attenzione l'attuazione della sperimentazione, verificando che l'utilizzo prolungato degli edifici scolastici non determini criticità nella preparazione dei plessi e nella ripresa delle attività didattiche.

"Dovremo prestare particolare attenzione alla gestione degli spazi e al personale scolastico – spiega Battistelli – affinché le attività extrascolastiche non interferiscano con la preparazione dei plessi, le pulizie, la sicurezza e tutte le attività necessarie alla regolare ripresa dell'anno scolastico."

"La nostra posizione è chiara: sostenere le famiglie è positivo e la scuola deve continuare a essere parte della comunità. Ma apertura al territorio non significa mettere in secondo piano le esigenze della scuola. Questa sperimentazione può essere un'occasione utile per capire come costruire un modello efficace e sostenibile, nel quale scuola, Comuni e realtà del territorio collaborino nel rispetto dei propri ruoli."

"Le scuole possono essere luoghi aperti alla comunità anche oltre l'attività didattica, come già avviene in tanti territori. Ma perché questa collaborazione funzioni, deve esserci equilibrio tra le esigenze delle famiglie, quelle del territorio e le necessità della scuola, garantendo le condizioni per una regolare e ordinata ripresa dell'anno scolastico."

Castel Maggiore intitola ad Alex Zanardi il suo Centro sportivo

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Il 12 settembre omaggio ai meriti sportivi e personali del nostro grande concittadino

La Giunta comunale di Castel Maggiore ha deciso di intitolare ad Alessandro Zanardi il Centro Sportivo - già Guido Guidi, sito a Castel Maggiore in via Lirone 46.La vicenda esistenziale e i successi sportivi di Alessandro Zanardi, nato a Bologna nel 1966, vissuto sin da bambino a Castel Maggiore, costituiscono un indiscutibile esempio di forza morale e resilienza da illustrare alla cittadinanza e in particolare alle giovani generazioni. Il Sindaco Luca Vignoli commenta: «Alex Zanardi "da Castel Maggiore" con la sua meravigliosa e incredibile tenacia, di fronte alle avversità che lo hanno travolto, ci ha mostrato che bisogna tenere sempre gli occhi fissi verso i propri sogni». Oltre ai tantissimi successi sportivi, Alessandro Zanardi è stato insignito di prestigiose onorificenze nazionali e nel 2013 la Città di Castel Maggiore gli ha conferito l'Ape d'Oro,  massima benemerenza civica. La cerimonia di intitolazione del Centro Sportivo si terrà sabato 12 settembre 2026 alle 11.30, alla presenza di familiari, autorità, esponenti del mondo dello sport, cittadini, amici. Nella stessa giornata, a partire dalle 9.30, si terrà l'Open Day dello sport: un'occasione per conoscere le attività delle associazioni e società sportive del territorio.

Redazione

Ciclovia del Reno, inaugurati oggi lavori di realizzazione del tratto verso Malalbergo

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Oltre 16 chilometri che si uniscono ai 42 esistenti da Calderara a San Prospero

Sono partiti oggi i lavori di costruzione di un nuovo tratto della Ciclovia del Reno, linea 25 della rete per il tempo libero della Bicipolitana. La ciclovia di rango regionale attualmente si estende per 42 chilometri già realizzati da Calderara a San Prospero attraverso 8 comuni.

Alla posa della prima pietra questa mattina vicino al ponte ferroviario sul Reno a San Venanzio, erano presenti Simona Larghetti, consigliera metropolitana delegata alla Mobilità sostenibile e i sindaci Massimiliano Vogli di Malalbergo, Bruno Bernardi di Molinella, Stefano Zanni di Galliera e Omar Mattioli di Baricella.

Il nuovo tracciato si sviluppa per 16,5 chilometri nel territorio metropolitano, prevalentemente lungo l'argine del fiume Reno nei Comuni di Galliera, Baricella, Malalbergo fino a Molinella e per circa 900 metri a margine della Porrettana.

L'opera, del valore di 1 milione e 100 mila euro è finanziata per 750 mila euro dalla Città metropolitana e per 350 mila euro con risorse regionali dal Fondo Unico Nazionale del Turismo ed è realizzata dal Comune di Baricella come capofila della convenzione tra Regione Emilia-Romagna, Città metropolitana e Comuni coinvolti.

L'ultimo tratto metropolitano della Ciclovia del Reno, di altri 3 chilometri, che dovrà connettere l'intero percorso dal Comune di Calderara di Reno a Bologna, è già in progettazione e finanziato in parte dalla Città metropolitana.

Il progetto regionale della Ciclovia del Reno (ER19) prevede l'estensione del tracciato per altri 68 km fino a raggiungere l'Adriatico, collegando così la città di Bologna al mare, attraversando la provincia di Ferrara e Ravenna fino a Porto Garibaldi.

La Bicipolitana per il tempo libero si estende per quasi 900 Km suddivisi in 16 linee, complessivamente un insieme di percorsi ciclabili naturalistici pensati per gite fuori porta e per il cicloturismo gradevolmente immersi nella natura valorizzando fiumi, parchi, paesaggi, centri storici e aree protette del nostro territorio.

 ( In foto ii sindaci di Malalbergo, Galliera, Baricella, Molinella e la  consigliera metropolitana Simona Larghetti )

Redazione

Alluvione, proseguono i lavori sulle strade SP 610 Selice Montanara Imolese e SP 15 Bordona

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Interventi per oltre 7 milioni di euro per il ripristino definitivo della sede stradale e delle scarpate

Proseguono i lavori sulle strade provinciali nei comuni di Castel del Rio e Casalfiumanese per riparare i danni dell'alluvione, con il ripristino definitivo della sede stradale e delle scarpate di monte e di valle della SP 610 "Selice Montanara Imolese" e della SP 15 "Bordona".
Nei giorni scorsi il consigliere metropolitano delegato al Coordinamento degli interventi di ricostruzione post alluvione Matteo Montanari, insieme ai tecnici della Struttura Speciale Alluvione della Città metropolitana, ai sindaci dei Comuni e ai direttori dei lavori, ha effettuato un sopralluogo nei cantieri per condividere lo stato di avanzamento dei lavori.

"I lavori sono in linea con le tempistiche programmate. L'obiettivo è arrivare a fine anno con circa il 60% degli interventi post alluvione conclusi. Un grande sforzo collettivo che i tecnici e le ditte esecutrici stanno attuando in piena collaborazione. – ha spiegato Montanari - Contiamo di poter avere presto ulteriori risorse dal Commissario per poter avviare quelle opere per ora non finanziate".

SP 610 "Selice Montanara Imolese"

Il progetto al km 59+500 prevede la realizzazione di un nuovo muro di sostegno in cemento armato ancorato su più livelli e una paratia provvisionale in micropali, funzionale alle operazioni di demolizione del muro esistente.  A oggi è già stata realizzata la prima parte di consolidamento del versante di valle. Le opere proseguono senza particolari imprevisti e in anticipo rispetto al cronoprogramma di progetto.
La Città metropolitana, in qualità di soggetto attuatore, lo scorso 4 febbraio ha dato il via ai lavori per il ripristino definitivo della sede stradale e delle scarpate di monte e di valle della SP 610 nel territorio comunale di Castel del Rio. L'importo totale dell'investimento ammonta a 4,1 milioni di euro, finanziato dall'Ordinanza n. 28/2023 del Commissario Straordinario e successivamente ricompreso nell'Ordinanza n. 28/2024 e ancora nell'Ordinanza n. 57/2026. I lavori sono affidati a un Raggruppamento temporaneo di imprese con mandataria Frantoio Fondovalle Srl, aggiudicataria dei lavori in Accordo Quadro.

SP 15 "Bordona"

L'intervento che prevedeva lavori su più punti critici della strada, fortemente colpiti dagli eventi alluvionali del maggio 2023, procede secondo il cronoprogramma e volge quasi al termine.
Intervento al Km 0+200
- consolidamento della frana in corrispondenza della rotatoria con la SP 21 "Val Sillaro";
- nuova aiuola in terra sulla rotatoria esistente e nuovo sistema di smaltimento acque meteoriche con l'inserimento di una tubazione di raccolta che le convoglia in uno scarico esistente dotato, a valle, di vasca di laminazione;
- allargamento della strada a monte della sede stradale e costruzione di un muro di sostegno a valle fondato su tre file di micropali; consolidamento della scarpata di valle con inserimento di chiodature.

Intervento al Km 2+700
- realizzazione di un muro di sostegno in calcestruzzo fondato su due file di micropali.

Intervento al 3+100
- consolidamento della parte superiore della scarpata con chiodatura;
- realizzazione di una mensola in cemento armato con fondazioni costituite da micropali;
- ricostruzione della piattaforma stradale.

L'importo totale dell'investimento ammonta a 3,4 milioni di euro, finanziato dall'Ordinanza n. 35/2024, del Commissario Straordinario e successivamente ricompreso nell'Ordinanza n. 57/2026. Anche in questo caso i lavori sono affidati a un Raggruppamento temporaneo di imprese con mandataria Frantoio Fondovalle Srl, aggiudicataria dei lavori in Accordo Quadro.

Castel Maggiore immagina la città del futuro con l’Università di Parma

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Presentati i modelli urbani elaborati dagli studenti: una raccolta di idee con al centro rigenerazione, verde, mobilità sostenibile e nuove connessioni tra i quartieri

Una città più verde, con migliori connessioni ciclopedonali e più attrezzata a sostenere il cambiamento climatico in essere. È la Castel Maggiore del futuro immaginata nel percorso di urbanistica partecipata realizzato dal Comune di Castel Maggiore in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell'Università degli Studi di Parma e gli studenti del Laboratorio di Progettazione Architettonica Sostenibile, i cui modelli urbani sono stati presentati alla cittadinanza venerdì 10 luglio in occasione della sessione d'esami e sabato 11 luglio durante la Sagra di Luglio.

L'iniziativa conclude un percorso avviato nell'autunno del 2025 coordinato dal professor Dario Costi. Il lavoro si è sviluppato attraverso un processo partecipativo che ha coinvolto amministratori, tecnici, associazioni, cittadini, Consulte territoriali e Consiglio delle Ragazze e dei Ragazzi.

Le proposte non rappresentano progetti già destinati alla realizzazione, ma scenari di studio che potranno contribuire alla redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) e alimentare il confronto sul futuro della città.

«Il lavoro svolto dall'Università di Parma rappresenta un importante patrimonio di idee e di analisi – sottolinea il Sindaco Luca Vignoli – capace di arricchire il percorso di pianificazione e contribuire alla costruzione di una visione condivisa del futuro di Castel Maggiore».

Il principio guida è la rigenerazione della città esistente: più verde e superfici permeabili, nuovi percorsi ciclopedonali, spazi pubblici più vivibili e migliori connessioni tra i quartieri.

Gli studenti hanno lavorato su alcuni ambiti strategici: il sistema della ferrovia e della stazione, il collegamento tra piazza Pace e piazza Amendola, l'area del "grattacielo vecchio" e piazza Due Agosto, il sistema delle scuole e del centro sportivo, i collegamenti verdi tra i quartieri, il rapporto tra il centro e la zona industriale e un'area centrale di Trebbo di Reno.

Tra le ipotesi figurano la trasformazione del margine ferroviario in un corridoio verde ciclopedonale, un nuovo parco urbano vicino alla stazione, la riqualificazione di via Nenni e dell'area tra via Lame e via Foscolo a Trebbo, una nuova piazza sopraelevata nell'area del "grattacielo vecchio" e un grande parco tra scuole e centro sportivo, pensato come campus dedicato allo sport, al tempo libero e alla formazione.

«La comunità è stata il committente del progetto», ha spiegato il professor Dario Costi, evidenziando il ruolo centrale dell'ascolto e della partecipazione nella costruzione delle diverse proposte.

Al termine del laboratorio, i modelli sono stati consegnati al Comune e resteranno a disposizione come strumenti di approfondimento e confronto: un patrimonio di idee per accompagnare la pianificazione urbanistica e continuare a immaginare, insieme alla comunità, la Castel Maggiore di domani.

In foto: da sinistra l'assessora Annalisa Cerrè, il sindaco Luca Vignoli, il prof. Dario Costi, il responsabile Urbanistica Matteo Asioli, il dott. Emanuele Ortolani dell'Università di Parma

Redazione

Più controlli sulle strade frequentate dai ciclisti in trentino

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Importante incontro al Commissariato del Governo di Trento

Dopo aver tristemente dovuto registrare l'ennesima vittima della violenza stradale, i rappresentanti del ciclismo trentino oggi hanno incontrato il Commissariato del Governo di Trento, che si è dimostrato disponibile all'ascolto e all'azione. Tema centrale dell'incontro è stata la richiesta di maggiori controlli, affinché tragedie come quelle che hanno colpito di recente la giovane biker Adele Cobelli e la sua famiglia - così come quelle che hanno causato le morti degli altri due giovani ciclisti Matteo Lorenzo e Sara Piffer - non debbano ripetersi.
Mentre si sta cercando di sviluppare un programma in accordo con il mondo dell'istruzione, necessario per creare una cultura del rispetto dell'utente debole della strada, il Comitato trentino della Federciclismo (con il consigliere Andrea Piechele) e i rappresentanti di Fiab Amici della Bicicletta di Trento (Maria Ines Garcia e Alessandro Monti) e della Uisp trentina (Massimo Frizzera) hanno avuto un incontro oggi con il Commissario del Governo di Trento, il Prefetto dott.ssa Isabella Fusiello.
«Abbiamo chiesto più controlli mirati sulle strade maggiormente frequentate dai ciclisti – spiegano i rappresentanti di Fci, Fiab e Uisp al termine dell'incontro -. Da parte del Commissario del Governo abbiamo trovato grande apertura e abbiamo visto accolta la nostra richiesta. Ci è stata garantita disponibilità a prevedere una maggiore presenza sulle strade più critiche, dove verranno effettuati più controlli, importanti in primis ai fini della sensibilizzazione, nell'ottica di un cambiamento culturale quanto mai necessario per una serena convivenza di auto e bici sulle strade, ricordando ancora una volta che la strada è di tutti».
Nell'occasione, inoltre, il Commissario del Governo ha fatto presente che porterà il tema all'attenzione dell'Osservatorio per l'Incidentalità Stradale. Il Comitato della Federciclismo, Fiab e Uisp hanno fatto dunque un nuovo passo, un'altra azione concreta che fa seguito alla collaborazione già in atto per l'organizzazione dell'iniziativa «Sulla Buona Strada», la manifestazione proposta per la seconda volta nel marzo scorso.

Appennino bolognese, turismo e agricoltura spingono la crescita economica

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Presentati a sindaci e stakeholder i dati Unioncamere sull'andamento dell'economia nei comuni della montagna. E l'indagine sulla qualità della vita del Servizio Statistica metropolitano evidenzia livelli di soddisfazione elevati

L'Appennino bolognese conferma una buona capacità di tenuta in un quadro internazionale complesso. Le stime indicano una crescita del PIL dello 0,4% nel 2025 e dello 0,7% nel 2026, in linea con la Città metropolitana e superiore alla media nazionale prevista per il 2026.

A livello settoriale, secondo le previsioni il 2026 segnerà una forte ripresa dell'agricoltura (+6,2%) e una crescita dei servizi (+1,4%), mentre l'industria resta in calo (-1%) e le costruzioni rallentano pur mantenendo un segno positivo.

Questo in sintesi l'andamento dell'economia nell'Appennino bolognese presentato da Guido Caselli, direttore del Centro studi e vicesegretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna, Coordinatore del gruppo di lavoro dati e statistiche del Tavolo ripresa, martedì 30 giugno durante una riunione del Focus Appennino, l'organismo di concertazione delle politiche di sviluppo dei territori montani.

Il sistema economico appenninico (senza contare i numeri espressi da Valsamoggia) conta oltre 11 mila unità locali, quasi 30 mila addetti e genera un valore aggiunto di oltre 3,1 miliardi di euro. Accanto ai comparti tradizionali, negli ultimi anni si sono sviluppate nuove attività legate ai servizi alle imprese, all'e-commerce, alla consulenza, all'accoglienza turistica, alla cura della persona e alla sostenibilità, a conferma di dinamiche in linea con le trasformazioni in corso a livello metropolitano e nazionale. Per quanto riguarda il turismo, nel 2025 l'Appennino ha registrato quasi 379 mila presenze, con una crescita del 7% rispetto all'anno precedente, arrivando a pesare il 5,3% del totale metropolitano. Si tratta di un turismo ancora prevalentemente italiano: circa sette visitatori su dieci provengono infatti dal mercato nazionale, sia in termini di arrivi sia di presenze.

Accanto ai segnali di resilienza economica, emerge con forza la questione demografica. Le proiezioni al 2050 indicano una crescita complessiva della popolazione appenninica del 2,9%, ma accompagnata da un profondo cambiamento nella sua composizione: la popolazione in età lavorativa diminuirà del 6,7%, mentre gli over 74 aumenteranno di oltre il 47%. Cresceranno conseguentemente anche gli indicatori di invecchiamento: gli anziani ogni 100 bambini passeranno da 264 a 298 e il tasso di ricambio generazionale passerà dagli attuali 144 a 157 persone in uscita dal mercato del lavoro ogni 100 giovani in ingresso, ponendo nuove sfide per il mercato del lavoro e la sostenibilità del sistema territoriale. Un tema che riguarda l'intera area metropolitana bolognese e che si accompagna a un crescente mismatch tra domanda e offerta di competenze: oggi oltre la metà delle figure professionali ricercate dalle imprese risulta difficile da reperire, mentre aumenta la richiesta di competenze tecniche, digitali e specialistiche.

Nel corso dell'incontro sono stati inoltre presentati dal Servizio Programmazione strategica, Controllo e Statistica della Città metropolitana di Bologna l'Atlante Statistico Metropolitano, un sito web con prodotti interattivi finalizzati a raccogliere e rendere consultabili dati e analisi sul territorio metropolitano, e i risultati dell'Indagine 2024 sulla qualità della vita dei cittadini dell'area metropolitana, con un focus dedicato ai territori dell'Appennino.

L'indagine sulla qualità della vita, realizzata nel 2024 su un campione complessivo di 3.800 cittadini dell'area metropolitana, di cui 777 nei comuni dell'Appennino, evidenzia livelli di soddisfazione complessivamente elevati rispetto alla qualità della vita nel proprio Comune, con giudizi per lo più in linea con la media metropolitana. Particolarmente positiva risulta la soddisfazione per la vita nel suo complesso, che si attesta su valori superiori alla media dell'area metropolitana. Si conferma inoltre un gradiente territoriale favorevole ai contesti montani rispetto a quelli collinari in relazione al giudizio sulla qualità ambientale della zona di residenza. L'indagine mette in evidenza anche alcune criticità diffuse, in particolare il costo della vita e l'aumento dei prezzi, indicati come i principali fattori di preoccupazione per i cittadini. Al tempo stesso, nell'Appennino emerge una valutazione più positiva della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro rispetto alla media metropolitana.

"I dati presentati ci restituiscono un quadro positivo. In Appennino si vive bene, ma ci sono ancora problemi da affrontare, come il costo della vita, la mobilità e l'invecchiamento della popolazione - commenta Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto e delegata del Sindaco alle Politiche per l'Appennino bolognese – Da alcuni anni lavoriamo insieme su obiettivi condivisi, Istituzioni locali e Regione, sindacati e associazioni di categoria e tutti gli altri soggetti che operano in Appennino, dimostrando come lo sviluppo e la crescita dell'Appennino sia fattibile. Su questi obiettivi condivisi confido che possiamo accelerare il processo di rilancio del territorio".

Nel corso dell'incontro sono stati inoltre illustrati gli aggiornamenti sullo stato di attuazione delle STAMI e sulle attività di BIS Appennino - Bologna Innovation Square, con un punto sulle progettualità in corso e sulle prossime iniziative dedicate allo sviluppo dell'Appennino metropolitano, nonché sul PSM.

Le presentazioni complete dell'analisi economica, dell'Atlante Statistico Metropolitano e dell'Indagine sulla qualità della vita sono disponibili nella sezione dedicata Gruppo di Lavoro Dati statistici e monitoraggio del Tavolo di Ripresa sul sito della Città metropolitana di Bologna.

Redazione

Castel Maggiore. Nuova Caserma Carabinieri - l'Arma è entrata in possesso dell'immobile

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Caserma CCl1Un evento di natura tecnica, ma colmo di significato: dopo un lunghissimo iter realizzativo, complicato da vicissitudini finanziarie e burocratiche, è giunto il momento atteso dalla comunità locale e dell'Arma da 9 lunghi anni, il 12 giugno, il maggiore Claudio Bartoletti dell'Ufficio Logistico del Comando legione Carabinieri "Emilia Romagna", il Maggiore Giorgia De Acutis, comandante della Compagnia Carabinieri Borgo Panigale, l'Ingegnere Gianluca Malagò responsabile del 3° Settore Gestione del Territorio del Comune di Castel Maggiore, alla presenza del Sindaco Vignoli e del Comandante della locale Stazione M.llo Domenico Marrocco, hanno firmato il verbale che assegna operativamente l'immobile alla gestione dell'Arma.

Il Sindaco Luca Vignoli ha espresso "soddisfazione per un risultato ottenuto grazie alla collaborazione intercorsa tra il Comune e l'Arma, nell'auspicio che la nuova struttura possa portare ad un incremento della dotazione organica della Stazione carabinieri di Castel Maggiore, con maggiore sicurezza per la nostra cittadina".

La Caserma potrà essere pienamente operativa già nel corso dell'estate.

Nuova caserma: la scheda

L'edificio realizzato all'angolo tra Via Ungaretti e Via Neruda ospita la nuova caserma dell'Arma dei Carabinieri, e in un'area separata e con accesso indipendente, gli spazi, già operativi da marzo 2024, per la sede della Polizia Municipale e la sede del Centro Operativo Comunale, attivato in caso di emergenze di protezione Civile.

La porzione di edificio destinata a Caserma dei Carabinieri impegna circa 1150 mq ed è dimensionata per una forza Operativa maggiore di 7 unità (Stazione Media), tenendo in considerazione i "parametri dimensionali orientativi per la progettazione di infrastrutture tipo" redatto dal Comando Generale dell'arma dei Carabinieri.

Il Comune e il Ministero dell'Interno hanno già stipulato il contratto di affitto per l'immobile, fissato in 99.550 euro all'anno.

La Zona operativa, collocata interamente al piano terra, comprende un ampio atrio e sala d'attesa con una porta a vetri blindata, il box militare di servizio, un ambiente destinato ad archivio, due camere di sicurezza e una di massima sicurezza, l'ufficio del comandante della stazione, un ufficio sottufficiale e due ulteriori uffici; è prevista la realizzazione della "stanza rosa" per accogliere vittime di violenza. Sono inoltre presenti 3 autorimesse e un garage per tre auto e due moto.

La Zona alloggi al primo piano può accogliere almeno 11 militari: comprende tre appartamenti per i militari di grado superiore, da circa 90 mq, e un'ala con le camerate, con 4 ampie camere doppie e relativi bagni, una sala ritrovo, un'area mensa e cucina.

La caserma, la foresteria e gli appartamenti sono classificati con Classe energetica A4.

Il cantiere del "Polo della Sicurezza" è stato attraversato da numerose e avverse vicende che hanno segnato l'esecuzione e il completamento dell'opera. La prima pietra fu posta alla fine del 2017, ma fallimenti, abbandoni di cantiere da parte delle imprese, un mercato edile in grave crisi e contenziosi legali hanno comportato pesanti ritardi. Dopo una lunga fermata, nell'ottobre 2022 sono ripresi i lavori che finalmente oggi ci consegnano un manufatto adeguato alle aspettative e alle necessità operative dei Carabinieri.

A causa dei rallentamenti e delle problematiche insorte la spesa è lievitata dal preventivo originale di 1.8000.000 euro a 3.160.000 euro.

( Nella foto: da destra il maggiore Bartoletti, il Maggiore De Acutis, il Sindaco Vignoli, il Maresciallo Marrocco, l'Ing. Malagò )

Redazione

Sasso Marconi: tornano le Giornate Teatrali di Colle Ameno

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Due week-end dedicati alla formazione e innovazione teatrale con spettacoli, mostre, seminari e un laboratorio sul rapporto tra musica e teatro

Le Giornate Teatrali di Colle Ameno, rassegna dedicata alla ricerca e all'innovazione teatrale, tornano a Sasso Marconi con una nuova edizione che dal 12 al 21 giugno animerà il settecentesco Borgo di Colle Ameno, a Pontecchio, con momenti di formazione rivolti ad appassionati, studenti e giovani artisti, e una serie di eventi aperti al pubblico che comprendono spettacoli, mostre e performance.

Promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune con la direzione artistica di Teatrino Giullare (compagnia teatrale di Sasso Marconi già insignita di importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale) e il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, la rassegna propone quest'anno un focus sul rapporto tra musica e teatro. Un tema al centro non solo del laboratorio "Il suono del gesto" e del seminario teatrale "Turandot, notte, sogni", ma anche dei diversi appuntamenti aperti alla cittadinanza, a partire dalla mostra con i disegni realizzati da Cikuska (dieci manifesti che raccontano la musica nel teatro), visitabile nei due week-end della rassegna.

Le Giornate Teatrali propongono anche momenti di spettacolo come Sono fatta così, performance ispirata alla figura di Juliette Greco - l'artista che negli anni '40/50 divenne il volto musicale del movimento esistenzialista (domenica 14 giugno, ore 19) - e Turandot. Una fiaba, progetto nato dalla collaborazione tra Teatrino Giullare e l'associazione "Tra un atto e l'altro", realizzato nel 100° anniversario della 'prima' alla Scala di Milano della Turandot di Puccini (sabato 20 giugno, ore 20).

La rassegna si chiude domenica 21 giugno con Drone tragico, evento dedicato all'Orestea di Eschilo, e un incontro con il gruppo musicale "Cleaning Women", per approfondire il lavoro svolto dalla band finlandese su suono e immagine.

Tutti gli eventi si svolgono nel Salone delle Decorazioni e negli spazi di Villa Davia, al borgo di Colle Ameno.

Redazione

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