In occasione delle Finali dei Mondiali Ferrari, venerdì 28 ottobre al Teatro Ebe Stignani di Imola, si è svolto un evento, promosso da Città metropolitana di Bologna e Comune di Imola, riservato alle imprese del territorio e dedicato alla Motor Valley, un'opportunità per raccontare le eccellenze dell'area metropolitana. L'iniziativa si è aperta con la mostra fotografica di Roberto Viva e Mirco Lazzari "Imola, Ferrari e le corse", allestita presso il Teatro per l'occasione e aperta al pubblico dal 29 ottobre al 6 novembre.
Ad accogliere gli ospiti Marco Panieri, Sindaco di Imola e Vicesindaco della Città metropolitana, con delega allo sviluppo economico. Panieri ha evidenziato come il percorso intrapreso insieme alla Regione Emilia-Romagna, presente con un contributo video del sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, Giammaria Manghi, abbia riportato a Imola e nell'area metropolitana eventi sportivi di rilevanza internazionale. "Nel cuore della Motor Valley" , questo il titolo individuato per valorizzare la rete tra imprese, la loro filiera e i grandi eventi che costituiscono fattori di promozione del territorio, delle eccellenze del Made in Italy e una fortissima ricaduta economica.
La serata è proseguita con un confronto tra alcuni dei protagonisti della Motor Valley, moderato da Carolina Tedeschi, conduttrice Sky e volto già noto al pubblico della Formula1. Il dibattito si è aperto con un intervento in diretta dal Messico di Stefano Domenicali, presidente e Ceo Formula1, che, ricordando le sue origini imolesi ed emiliane, ha raccontato come la Motor Valley sia sempre stata e continui a essere una risorsa fondamentale per il mondo della Formula1. Punto ripreso anche da Tomaso Trussardi, ambassador Motor Valley, che ha delineato il significato e il ruolo della Motor Valley non solo in termini di numero di imprese, di occupati, di fatturato, ma anche come costruttore di significati identitari che contribuiscono a definire un ideale di stile di vita, fonte inesauribile di attrattività per il territorio e per le imprese.
Non poteva mancare il dibattito sul tema della formazione e della ricerca a cui sono stati invitati a intervenire Francesco Leali, professore Ordinario dell'Università di Modena e Reggio Emilia - MUNER e Daniele Vacchi, direttore dell'ITS Maker. Il Professor Leali ha raccontato la passione che spinge ragazzi e ragazze da tutta Italia a venire in Emilia-Romagna per studiare al MUNER-Motorvehicle University of Emilia-Romagna, con l'obiettivo di stare nell'avamposto dell'innovazione e quale ruolo giochino, in questo, le grandi imprese di eccellenza. Vacchi ha acceso un faro sulla percentuale di ragazzi e ragazze che lasciano la scuola prima della conclusione del ciclo scolastico e dei molti NEET, giovani che non studiano e non lavorano. A questo fenomeno ITS Maker sta rispondendo attraverso corsi innovativi, realizzati in collaborazione con le grandi imprese della Motor Valley, per formare persone in grado di portare nel futuro la grande tradizione manifatturiera emiliano-romagnola.
Rosa Grimaldi, delegata del Sindaco alla promozione economica e attrattività internazionale, a partire dai precedenti interventi ha evidenziato il ruolo delle istituzioni, e della Città metropolitana in particolare, nel creare quelle condizioni abilitanti in grado di facilitare la crescita e l'innovazione delle imprese esistenti e lo sviluppo di nuova imprenditorialità. Ha poi sottolineato come la Motor Valley rappresenti un valore per le politiche dell'area metropolitana quale elemento di attrattività - per investimenti, talenti e turisti - globalmente riconosciuto che si esplicita attraverso una eccezionale concentrazione di imprese, di competenze, di valori che esprime il territorio.
A seguire, Pietro Benvenuti, Direttore dell'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, è intervenuto illustrando le strategie future dell'Autodromo, che intende diventare sempre più un'infrastruttura a servizio delle imprese e del territorio, aprendo le proprie porte e proiettandosi verso la sostenibilità e l'innovazione, anche attraverso il rafforzamento delle collaborazioni con le Università della regione.
A conclusione del dibattito, Antonello Coletta, responsabile Ferrari Attività Sportive GT, è intervenuto con un contributo video per raccontare la Motor Valley attraverso il grande evento delle Finali dei Mondiali Ferrari che quest'anno vedono la città di Imola protagonista.
La seconda parte della serata è stata dedicata alla proiezione del docufilm "Motor Valley", introdotto dal regista Stefano Ferrari, che racconta attraverso le voci dei protagonisti il passato, il presente e il futuro delle imprese che hanno fatto del territorio emiliano la "Motor Valley".
Redazione



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Tutto pronto per la notte di Halloween, festa arrivata dagli Stati Uniti, che anche in Italia è divenuta la festa più amata dai bambini che, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alle porte urlando con tono minaccioso: "Dolcetto o scherzetto". Un rito è quello di bussare tredici volte per allontanare la sfortuna, consuetudine che viene apprezzata e condivisa dalle famiglie che per la notte dei piccoli vampiri preparano dolci da distribuire. Halloween non solo è la festa dei bambini ma è divenuta un evento di moda coinvolgendo tutta la piattaforma dell'intrattenimento che è attiva a promuovere serata a tema con un giro di affari che si stima in milioni di euro. Ma da dove arriva la festa che ha appannato il nostro carnevale ? Le sue origini sono antichissime e da ricercarsi ai tempi in cui le popolazioni tribali usavano dividere l'anno del bestiame e fra ottobre e novembre preparandosi all'inverno, era necessario ricoverare le mandrie in luoghi riparati per garantirgli la sopravvivenza alla stagione del grande freddo e proprio questo perio-do prendeva il nome Halloween. In Europa le origini di Halloween sono da attribuirsi ai Celti, che non temevano i propri morti ai quali lasciavano del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi e proprio da questa usanza del trick-or-treat che tradotta in italiano nasce "dolcetto scherzetto?" . Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano ai demoni quanto piuttosto alle fate e agli elfi, entrambe creature considerate comunque pericolose: le fate per un risentimento verso gli esseri umani; gli elfi per le grandi differenze che intercorrevano con 'uomo. Secondo le storiche leggende Celtiche, nella notte di Samhain questi esseri facevano scherzi anche molto pericolosi nei confronti degli uomini e questo ha portato nella credenza popolare ad alimentare la nascita di molte altre storie dagli scenari terrificanti. Storie che ad oggi sono divenute una grande festa con la notte più bizzarra la notte più bizzarra e amata dai bambini e anche dagli adulti.
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