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SIULP: grazie gli italiani per aver confermato che la Polizia è strumento per la democrazia

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FELICE ROMANORingraziamo i cittadini per l'ennesima conferma conferita con il loro gradimento nella Polizia di Stato a dimostrazione di come il servizio svolto sia stato percepito come garanzia della democrazia e strumento fondamentale per rispondere ai loro bisogni e a quelli dei territori del nostro Paese.
Un ringraziamento anche all'Eurispes che con il proprio rapporto annuale ha riscontrato, anche quest'anno a dimostrazione della capacità dell'intera Istituzione di saper leggere e interpretare i bisogni della gente, come sette cittadini su dieci esprimono il loro gradimento nei confronti della Polizia di Stato. Un risultato che assume una valenza ancora più importante se pensiamo che questo gradimento si riferisce ad uno degli anni che ha registrato, per effetto della pandemia, uno dei momenti più drammatici dal dopoguerra ad oggi.
Questo risultato, che rende merito allo sforzo straordinario fatto dalle donne e dagli uomini della Polizia di Stato in un momento di gravissima difficoltà e di grande smarrimento persino dei valori etici della nostra società e durante il quale sono stati messi in discussione persino i valori fondanti della coesione sociale, è foriero di rinvigorimento del senso di appartenenza e dell'azione al servizio dei cittadini.
Così in una nota Felice Romano ( in foto ), Segretario Generale del SIULP commenta il risultato emerso dal rapporto annuale dell'Eurispes.
Senso etico, spirito di abnegazione, cordialità, professionalità e rigorosa equidistanza nell'esercizio delle proprie funzioni, caratteristiche imprescindibili nell'essere poliziotti al servizio del Paese, sono gli ingredienti che hanno consentito ai cittadini di percepire la Polizia di Stato come una fondamentale istituzione per i loro bisogni e per la salvaguardia della loro sicurezza e del sereno quieto vivere.
Ma questo risultato, conclude Romano, è anche una gratificazione al lavoro svolto dal sindacato che da quarant'anni opera per rendere l'istituzione Polizia come una casa trasparente e al servizio dei cittadini. Giacché il progetto del SIULP voleva garantire l'equilibrio dei poteri decisionali e delle funzioni, emancipando la dignità del lavoratore di polizia elevandola a professionista della sicurezza per arrivare a costruire un sistema che fosse una filiera coerente, capace di produrre servizi correlati ai bisogni dei cittadini, compatibile con le risorse disponibili, in modo da garantire quella precondizione indispensabile per lo sviluppo politico, sociale ed economico del nostro paese.

Redazione

La Ciclovia del sole riservata solo ai ciclisti

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cicloviavisto il grande afflusso delle prime settimane, si è valutata pericolosa l'apertura della ciclabile anche ai pedoni

La Ciclovia del Sole sarà riservata al transito dei soli ciclisti senza promiscuità con i pedoni. La decisione presa dalla Città metropolitana deriva dalla registrazione - in queste prime settimane di apertura - del grande flusso di traffico "su due ruote" che rende pericolosa la condivisione del tracciato con persone a piedi, sui 32 km del rilevato dell'ex ferrovia Bologna-Verona tra Mirandola e Sala bolognese (Osteria Nuova).

L'accesso all'itinerario è inoltre consentito esclusivamente ai mezzi destinati alla manutenzione della ciclovia, ai mezzi autorizzati di RFI e ai mezzi di soccorso.

Rimangono invece promiscui (bici e pedoni) i tratti di attraversamento dei centri abitati nei quali si raccomanda prudenza e velocità ridotte.

Redazione

Lamborghini debutta nel videogioco Asphalt 9: Legends con la hypercar Essenza SCV12

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Lamborghini Essenza SCV12Essenza SCV12, la hypercar da pista prodotta in edizione limitata di 40 esemplari, debutterà dal 13 maggio su Asphalt 9: Legends, videogioco mobile scaricabile gratuitamente, che ha recentemente superato il miliardo di download e che permetterà ai giocatori di sperimentare, per la prima volta sulle strade più famose del mondo, l'esclusiva hypercar Lamborghini.

Gameloft - casa di produzione di Asphalt - ha scelto Essenza SCV12 in virtù della sua unicità, del design filante e futuristico combinati con un'aerodinamica raffinata e per il suo motore – il più potente 12 cilindri aspirato mai sviluppato da Automobili Lamborghini, capace di sviluppare oltre 830 CV.

Essenza SCV12, progettata da Lamborghini Squadra Corse e disegnata dal Centro Stile Lamborghini, viene presentata nel 2020 ed è destinata alla pura esperienza di guida in pista. I clienti Essenza SCV12 fanno parte di un esclusivo club che dà accesso a programmi di guida per pilotare la propria hypercar in tutti i più prestigiosi circuiti del mondo vivendo emozioni uniche e speciali.

Lamborghini continua dunque ad investire nel panorama esport e, dopo le precedenti esperienze su altre piattaforme, debutta su un videogioco mobile. Giorgio Sanna, Head Of Motorsport di Automobili Lamborghini, ha commentato: "In tutti i campionati GT in cui corrono le Lamborghini c'è' una versione digitale che permette a piloti reali e fans di divertirsi ma anche di fare esperienza attraverso la simulazione sui circuiti virtuali. Il gaming ha certamente un approccio più ludico e meno realistico, tuttavia è uno strumento importante per far conoscere le nostre vetture al grande pubblico e alle nuove generazioni. Per questo siamo molto felici che Essenza SCV12 sia stata scelta da Asphalt 9, consentendo di provare l'emozione di mettersi al volante della nostra hypercar da pista."

A partire dal 13 maggio i gamers di tutto il mondo potranno selezionare la "loro" SCV12 tra le otto colorazioni disponibili e sfidarsi nella prima competizione esport mobile "Lamborghini Essenza SCV12 Challenge" che si disputerà in un girone di tre qualifiche aperte: la prima dal 13 al 16 maggio, la seconda dal 10 al 13 giugno e la terza dall'1 al 4 luglio. I migliori 100 parteciperanno alle qualifiche chiuse, che si terranno dal 5 all'8 di agosto: i migliori otto si scontreranno nella finale che si terrà il 18 settembre.

Redazione

Paesaggio e spiritualità, il cammino Mater Dei è pronto

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Treking gruppoDomenica 9 maggio una speciale inaugurazione

Nuove tappe e nuovi punti di interesse sono pronti ad accogliere i camminatori lungo il tracciato della Via Mater Dei: 157 Km, 7 suggestive tappe da Bologna a Riola, sforando in Toscana nella 5a tappa (località Bruscoli del Comune di Firenzuola), per poi rientrare nel bolognese a Castiglione dei Pepoli, località Barigazza.

L'avvio ufficiale della "nuova" Via Mater Dei, sarà dato durante una conferenza stampa itinerante

domenica 9 maggio alle ore 9.
Appuntamento davanti all'Arcivescovado di Bologna (via Altabella) per proseguire verso
la tappa iniziale del Cammino, nella Chiesa di Santa Maria della Vita (via Clavature)

All'interno della Chiesa di Santa Maria della Vita il musicista Carlo Maver si esibirà assieme al violoncellista Giuseppe Franchellucci (evento solo per i giornalisti)

Alla conferenza stampa itinerante interverranno:

Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna
Matteo Lepore, presidente di Destinazione turistica Bologna metropolitana
Andrea Babbi, presidente dell'Associazione Mater Dei
Michele Boschi, responsabile Area tecnica Foiatonda

A suggellare l'importanza per le comunità toccate dal Cammino saranno presenti i rappresentanti dei Comuni: Giuseppe Argentieri sindaco di Vergato, Silvia Benaglia assessora alla Cultura Comune di Pianoro, Gianpaolo Butti sindaco di Firenzuola, Maurizio Fabbri sindaco di Castiglione dei Pepoli e presidente Unione Appennino Bolognese, Ivan Mantovani sindaco di Monterenzio, Marco Masinara sindaco di Camugnano, Fabrizio Morganti sindaco di Loiano, Barbara Panzacchi sindaca di Monghidoro e presidente Unione Savena Idice, Franco Rubini sindaco di Grizzana Morandi, Alessandro Santoni sindaco di San Benedetto Val di Sambro.

Il Cammino Via Mater Dei è un progetto dell'Associazione Mater Dei e Arcidiocesi di Bologna, sostenuto da Destinazione turistica Bologna metropolitana, Unione Appennino Bolognese, Unione Savena Idice e attuato da Cooperativa di comunità Foiatonda.

In contemporanea con Bologna sempre alle ore 9 di domenica 9 maggio partiranno verso i santuari gruppi autonomi di circa 20 persone e anche di ciclisti.

In alcuni di questi santuari si terrà un evento musicale e precisamente:

Rastignano Altare Mater Pacis: musicisti Samuele Pini e Brenda Di Mecola

Santuario Madonna dei Boschi Monghidoro: coro E Bene Venga Maggio
Chiesa di Qualto: Coro Farthan

Santuario di Montovolo: musicisti Claudio Carboni, Riccardo Tesi, Maurizio Geri

"Il cammino della Via Mater Dei è di riscoperta dei territori straordinari del nostro appennino e della sua gente appassionata -dichiara don Massimo Vacchetti, responsabile dell'Ufficio Sport e Turismo della Chiesa di Bologna-. E' un cammino di incontro tra storia e devozione, tradizione e arte ma è soprattutto un percorso spirituale in cui poter trovare sé stessi nella familiarità con la Madonna".

"Mater Dei è un cammino che permette di visitare luoghi straordinari del nostro Appennino in maniera responsabile, attraverso un turismo lento - dichiara Matteo Lepore, presidente di Destinazione turistica Bologna metropolitana -. Rinnovato nel percorso e nelle tappe, offrirà un'esperienza unica, tra luoghi d'arte e natura, dimostrando ancora una volta come il nostro territorio sia tutto da scoprire. La forza di questo cammino è data anche dalla collaborazione di un territorio unito, che continua a lavorare insieme attraverso la collaborazione di tanti soggetti, che per questo ringrazio: la Curia Arcidiocesi di Bologna, le Unioni dell'Appennino Bolognese e Savena Idice, l'associazione Via Mater Dei, la Cooperativa di Comunità Foiatonda e il CAI di Bologna".

"Siamo solo al secondo anno ma Via Mater Dei è già cresciuta - dichiara Andrea Babbi, presidente dell'Associazione Mater Dei -, tanto da essere ormai il prossimo 19esimo cammino ufficiale della Regione. A piedi o in bicicletta i Santuari delle nostre colline richiamano pellegrini e viandanti bolognesi e anche forestieri, abbiamo valorizzato spazi in disuso, canoniche, case per ferie, valorizzato l'economia locale, fatto scoprire un bel mondo vicino a casa. In ogni tappa la possibilità di un ritiro spirituale e di incontri significativi con chi "regge" questi luoghi dell'anima".

Via Mater Dei: migliorato il tracciato con una tappa in più

Il tracciato del cammino Mater Dei, che pur mantiene in gran parte la percorrenza originale, è stato oggetto di un restyling che lo rende più agevole per i camminatori e propone maggiori servizi e punti di interesse.

Queste modifiche hanno coinvolto anche il Comune di Monterenzio, allargando il territorio delle municipalità attraversate e dunque arricchendolo di una tappa in più rispetto al passato.

Le migliorie alla Via Mater Dei, messe in campo dopo aver ascoltato i diversi suggerimenti pervenuti dai frequentatori, si devono al lavoro congiunto dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese, dell'Unione Savena Idice, dell'Associazione Via Mater Dei, della Destinazione turistica Bologna metropolitana e della Cooperativa di Comunità Foiatonda, con l'aiuto di tantissime realtà locali.

Mater Dei, così rinnovata, è pronta per essere presentata agli escursionisti che desiderano immergersi nella spiritualità e nella bellezza delle montagne bolognesi, attraverso diversi eventi promozionali annunciati per la prossima primavera, nel rispetto dei protocolli vigenti correlati alla situazione pandemica, comprendenti anche la nuova cartoguida.

La nuova cartoguida

Per il rilancio del cammino è pronta anche la nuova versione della cartoguida Mater Dei. Contiene una mappa, in scala 1:25000, con il nuovo tracciato dettagliato, l'indicazione di tappa e dei punti di interesse lungo e in prossimità del cammino stesso, oltre alle tracce di tutti i sentieri CAI presenti nell'archivio cartografico regionale. La guida, in formato tascabile 12,5 x 17,5 cm circa, contiene una descrizione generale del cammino, tutte le note tecniche tappa per tappa (lunghezza, altimetria, durata stimata), oltre a una breve descrizione dei punti di interesse. Attenzione particolare è chiaramente dedicata ai 10 santuari mariani che fungono da riferimento per il cammino.

La Cartoguida è in vendita a 12 Euro a eXtraBo, a Petroniana Viaggi e in tutti gli uffici di informazione turistica dell'aria metropolitana di Bologna, oltre che in librerie e negozi specializzati. E' possibile acquistarla anche online direttamente dall'editore DREAM ITALIA http://www.dream-italia.it/ambiti/gestione-sostenibile-ambienti-naturali-e-fauna/cartografia-turismo-e-territorio/i-servizi/  oppure si può richiedere alla Cooperativa di comunità Foiatonda Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

Questo lo schema del tracciato:

La Via Mater Dei

La Via Mater Dei è il cammino che unisce alcuni fra i principali santuari mariani del Bolognese, attraverso molte aree di interesse storico, naturalistico e culturale dell'Appennino. Un percorso di circa 157 km divisi in 7 tappe, alternando crinali e vallate.
Dal cuore della città, un itinerario in cui si fondono spiritualità, cultura, tradizione e bellezza del territorio: un cammino di grande impatto emotivo per ritrovare serenità e armonia con la natura.

Tappe:

Bologna – Rastignano

Da Vedere: Chiesa di Santa Maria della Vita, Basilica di San Luca, Monte Paderno e Forte Bandiera

Rastignano – Zena/Pianoro

Da Vedere: Altare Mater Pacis, Via del Fantini, Gorgognano

Zena/Pianoro - Loiano

Da Vedere: Santuario del Monte delle Formiche, Area Archeologica di Monte Bibele

Loiano – Madonna dei Fornelli

Da Vedere: Osservatorio Astronomico di Loiano, Santuario di Campeggio, Santuario di Madonna dei Boschi, Santuario di Piamaggio e Lago di Castel dell'Alpi

Madonna dei Fornelli – Baragazza

Da Vedere: Santuario della Madonna della Neve, Borgo di Qualto, Bruscoli, Santuario di Boccadirio

Baragazza – Ripoli

Da Vedere: Castiglione dei Pepoli, Monte Catarelto, Lagaro, Santuario Madonna della Serra

Ripoli – Riola

Da Vedere: Santuario Beata Vergine di Montovolo, Borgo La Scola, Rocchetta Mattei, Chiesa Santa Maria Assunta di Riola

La guida contiene inoltre Consigli per un buon cammino e l'elenco delle strutture ricettive lungo il cammino.

Redazione

Una vita tra "Polizia e Sindacato", Vandelli si racconta

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VANDELLI SINDACATO POLIZIAPolizia&Sindacato . Sono nato a Bologna nel 1950 e ho vissuto la mia prima infanzia tra la strada, l'oratorio e il bar. Così passavano le giornate in quegli anni del dopoguerra. Nel 1963 ho abbandonato la scuola, che all'epoca non rientrava, ahimè, nelle mie "priorità". Poi ho recuperato il tempo perduto da adulto, tra lavoro e studio, iscrivendomi anche all'università. La mia mamma, con tutti i guai che le ho procurato da ragazzo, se lo avesse vissuto ne sarebbe stata molto fiera. Nei cinque anni successivi ho svolto nella mia bella città diversi lavori come fattorino e apprendista.
Poi, nel 1968, la svolta della mia vita lavorativa tramite l'arruolamento nel Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza. Anni difficili per chi si trovava da questa parte della barricata. Tre a Piacenza, uno a Nettuno, trentasei a Cesena (con trasferte operative in parte anche lunghe a Milano, Torino, Bologna, Venezia, Roma, Napoli e Parigi), poi gli ultimi due anni della mia carriera al comando della polizia ferroviaria di Forlì Cesena, con la qualifica di sostituito commissario. A quarant'anni dall'approvazione della legge 1° aprile 1981, n. 121 (Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della pubblica sicurezza) desidero soffermarmi sull'attività sindacale che ho svolto nel tempo. Perché se è vero che mi ha dato tante soddisfazioni, è altrettanto vero che mi ha creato anche diversi "grattacapi". Essere sindacalista all'epoca era relativamente semplice, ma molto pericoloso; oggi è molto più complesso, ma ritengo si sia più tutelati. Va anche detto, a mio modesto avviso, che si sta registrando una grave crisi del sistema di rappresentanza, causa la troppa frammentazione delle sigle che oggi sono circa una trentina, prima tra tutte il SIULP (confederale), poi il SAP (autonomo) e così via. Mi sono avvicinato attivamente al "movimento per la sindacalizzazione e smilitarizzazione della polizia" nel 1975, durante il corso sottufficiali a Nettuno, a fianco del compianto Angelo Giacobelli (1944-1987) e Francesco Forleo (1941-2018). Quest'ultimo diventato poi segretario generale nazionale del SIULP; entrambi "carbonari" in quel periodo storico e prime rarità tra gli ufficiali. Anni nei quali si era costantemente a rischio perdite del posto di lavoro o colpiti a "tradimento" da provvedimenti disciplinari da parte dei tanti censori. Nel 1980, a Roma, ho avuto anche la fortuna di conoscere - diventando un suo collaboratore - Franco Fedeli, direttore di testate giornalistiche specializzate quali "Ordine Pubblico", "Nuova Polizia" e "Polizia e Democrazia". Fino al termine dei suoi giorni (1951-1997), Franco è stato per me una guida illuminata e uno dei più strenui fautori della smilitarizzazione e sindacalizzazione della polizia. Un amico e vero eroe in abito civile, un combattente testardo, molto più di un padre fondatore. Essendo stato un "apprendista sindacalista", oggi mi chiedo perché, oltre a dedicarmi alla carriera in polizia, decisi di occuparmi anche del sindacato? Per rispondere alla domanda riporto fedelmente una frase scritta da mia moglie Cristina, prezioso angelo custode nel percorso di vita, in occasione del mio settantesimo​ compleanno avvenuto lo scorso 10 agosto: "... se fossi una qualità, saresti la generosità per il tuo schierarti sempre dalla parte dei più deboli incurante delle conseguenze..." . È bene rilevare che il sindacato di polizia alle origini ha dovuto combattere per ottenere il riconoscimento sul campo dei diritti fondamentali che spettavano per legge ai poliziotti. Quando ancora non esistevano un contratto e/o una vera tutela personale. Il più delle volte ci si confrontava con una classe dirigente che aveva mantenuto una mentalità prettamente militare e che si preoccupava di tutto, tranne le condizioni di disagio in cui operava il personale. È risaputo che in quegli anni tutto ciò che accadeva in Italia, si tramutava in un problema di ordine pubblico, con le evidenti ricadute sugli operatori di polizia, privi di qualsiasi tutela lavorativa.
Dal 1981, data di entrata in vigore della legge di riforma della polizia di Stato, fino al momento in cui ho lasciato il servizio nel 2010, ho ricoperto cariche sindacali direttive a livello locale, provinciale, regionale e nazionale, senza soluzione di continuità. Spesso e volentieri ritenuto "scomodo" dai superiori gerarchici , così come, a volte, considerato "ingombrante" dagli stessi colleghi sindacalisti, che nel tempo non hanno disdegnato sgambetti dolosi e/o a tradimento , barattando - a volte - anche, e non solo, l'amicizia per una poltrona o "40 denari". Per questo occorre sempre avere timore di quelli che sanno fare peggio o meno di te.
Ovviamente ho avuto anche la fortuna di conoscere dei formidabili "maestri" di vita e sindacali, ai quali ho sempre cercato di "rubare" il meglio. Purtroppo, a quei tempi, chi rappresentava l'Amministrazione guardava più agli effetti che non alla causa delle vertenze. Veniamo ora al primo incidente di percorso - non come poliziotto - ma come sindacalista. Atto p rimo: dicembre 1998. La sezione di Cesena del SIULP divulgava un comunicato interno dal titolo " VERGOGNA ", che terminava con gli auguri di Natale e alcune strofe ironiche in rima con l'obiettivo di sollecitare un intervento del questore di Forlì Cesena sulle mancanze organizzative rilevate durante un servizio operativo, sotto copertura, nella capitale. Per tutta risposta, il questore, ritenendo lesa la sua maestà, querelò gli otto poliziotti/sindacalisti firmatari del documento (lo scrivente nella veste di segretario provinciale) per "diffamazione aggravata a mezzo stampa". Con avviso di garanzia il Pubblico Ministero chiese il rinvio a giudizio per tutti gli imputati. Atto secondo: giugno 2000. Quale segretario regionale Emilia Romagna del SIULP presentai un secondo documento dal titolo "IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI ". Oltre a ripercorrere le fasi salienti della vicenda, lo scritto aggiungeva ulteriori "mancanze" addebitabili all'Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza. Come accadde per il primo documento, fui nuovamente querelato, sempre per lo stesso reato. Accusa che in questo caso fu immediatamente archiviata dal GIP. Atto terzo: maggio 2003. Nell'udienza preliminare il Giudice del Tribunale di Forlì dichiarò tutti gli imputati assolti perché​ "il fatto non costituisce reato". Il PM, evidentemente non soddisfatto dell'assoluzione - così come il denunciante - presentò ricorso in Appello avverso la sentenza di primo grado. Atto quarto: ottobre 2011. Il presidente della Corte d'Appello di Bologna dichiarò il "non doversi procedere nei confronti di tutti gli imputati". Al termine di questa lunga vicenda giudiziaria, per certi versi costosa e anche dolorosa, durata tredici (13) anni, nessuno ha ovviamente "pagato" per il danno materiale, morale e psicologico subito dagli otto poliziotti/sindacalisti che operarono nel pieno esercizio delle proprie funzioni e prerogative sindacali. Questo è uno dei tanti esempi dell'attività sindacale, svolta dagli operatori di polizia, ai quali era riservato poco "onore" ma molti "oneri". Le ingiustizie andrebbero fermate sul nascere perché altrimenti procurano inutili sofferenze! Infatti, nell' ottobre 2007 , un altro "solerte" questore della Repubblica Italiana, non essendomi allineato come sindacalista al suo modus operandi, si accanì capziosamente contro la mia persona a livello penale, disciplinare e amministrativo. Uno dei provvedimenti attuati a tempo di record fu il trasferimento con effetto immediato dalla provincia di Forlì - alla stregua del peggiore dei poliziotti - a quella di Ravenna per incompatibilità ambientale . In questo caso, non avendo a sua disposizione episodi sindacali da sfruttare, fui deferito all'Autorità Giudiziaria a causa dei miei rapporti istituzionali con la stampa. Nel periodo "incriminato" dirigevo il Settore Ordine Sicurezza Pubblica Attività di Prevenzione ed ero Coordinatore dei Poliziotti di Quartiere presso il Commissariato di Cesena. Dopo circa un anno di braccio di ferro tra il sottoscritto (UILPS) e il questore di Forlì Cesena - con al centro il Ministero degli Interni - il fatto incriminato fu archiviato dall'A.G. perché non costituiva reato. A settembre 2008 , quale "risposta" al trasferimento punitivo, il Direttore Generale della Pubblica Sicurezza - Capo della Polizia Antonio Manganelli - mi fece rientrare in provincia affidandomi il comando della Polizia Ferroviaria di Forlì Cesena. Anche questa vicenda, in sintesi, nel bene e nel male rientrava nella vita quotidiana di un operatore di polizia e sindacalista come tanti.

Ugo Vandelli

Fondo sociale di comunità "Dare per Fare" cresce la rete del welfare metropolitano

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Incontro di Merola e Barigazzi con mondo economico e sindacati. Al via la campagna di comunicazione: sito, spot e canali social

Il Fondo sociale di comunità "Dare per Fare" cresce. E' stato presentato alle realtà imprenditoriali del board di Insieme per il lavoro e alle organizzazioni sindacali dal sindaco metropolitano Virginio Merola e dal presidente della CTSSM Giuliano Barigazzi, insieme all'assessore al Lavoro del Comune di Bologna Marco Lombardo e alla vicesindaca metropolitana Mariaraffaella Ferri.

Proprio oggi è stato annunciato l'accordo tra Alleanza delle Cooperative Italiane di Bologne e Imola con CGIL-CISL-UIL metropolitane e CGIL Imola, per la promozione della donazione ore lavoro al Fondo tra i lavoratori e dell'equivalente contributo da parte delle imprese cooperative.

Nelle scorse settimane lo stesso accordo sulla donazione di ore era stato stipulato anche tra Confindustria Emilia e sindacati confederali mentre Hera ha già avviato l'iniziativa al suo interno e nelle prossime settimane si allargherà anche ai lavoratori di Comuni e Città metropolitana.

L'incontro di questa mattina è stata un'occasione per ribadire l'importanza di questo nuovo strumento di welfare metropolitano che necessita della messa in rete di tutte le realtà pubbliche e private del territorio per offrire risposte concrete alle difficoltà economiche e sociali nate dall'emergenza sanitaria.

"Si tratta di uno strumento di governance – ha sottolineato Barigazzi – che ha l'ambizione di diventare nel medio periodo un luogo di governo e di coordinamento per le politiche di welfare. Perché il welfare del futuro o è di comunità o non è: questa è la sfida del Fondo".

Sempre oggi è stata presentata la campagna di comunicazione "Dare per Fare" curata dall'agenzia Jack Blutharsky, che contribuirà alla promozione degli obiettivi del Fondo anche sui social dedicati (Facebook e Instagram) e con uno spot appena realizzato. Campagna che darà voce anche alle singole realtà che contribuiranno al progetto.

In questi mesi il Fondo ha inoltre ottenuto l'adesione di diverse realtà attraverso donazioni di beni di prima necessità tra cui WeWorld-GVC Bologna che ha donato beni per un valore di 280 mila euro.

Fondamentale il sostegno di CAAB che ha messo a disposizione locali per lo stoccaggio di merci, di Autostazione e Acer che rendono disponibili spazi di loro proprietà e di Tper che ha offerto la collaborazione nella diffusione dei materiali di comunicazione

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Importante anche il contributo di  VOLABO-Centro servizi per il volontariato della città metropolitana che grazie alla convenzione avviata con Città metropolitana darà il proprio supporto al rafforzamento e consolidamento delle reti distrettuali dei soggetti e delle organizzazioni che si occupano di contrasto alle povertà.

"Considero il Fondo sociale di comunità – ha concluso il sindaco Merola ringraziando tutti i presenti – uno strumento valido per l'emergenza ma anche per il futuro.

Bologna metropolitana dimostra di essere predisposta ad avviare un nuovo modello di welfare grazie al coinvolgimento e alla partecipazione di più attori possibili unendo l'impegno pubblico all'attenzione delle imprese a sostegno della nostra comunità".

Il Fondo sociale di comunità "Dare per Fare" è un progetto che si allarga a cerchi concentrici, un continuo work in progress che è più della somma delle singole azioni.

I primi ambiti di intervento definiti risentono della risposta emergenziale ma l'ambizione è di allargarli e di integrare con progetti nuovi, di respiro ampio grazie alla co-progettazione da attuare insieme a tutti i componenti.

Il Fondo parte con 3,5 milioni di euro di risorse pubbliche messe a disposizione dagli enti locali:

2 milioni dal comune di Bologna per lo sviluppo e il rafforzamento dell'inserimento lavorativo a sostegno del reddito
1 milione da Unioni e Comuni per rafforzare azioni di sostegno al reddito
560 mila euro della Città metropolitana per l'acquisto di dispositivi digitali e connessioni

Per partecipare al Fondo: www.dareperfare.it

Redazione

 

28 Aprile 2021: Lamborghini festeggia i 105 anni dalla nascita di Ferruccio Lamborghini

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Ferruccio Lamborghini Auto TrattoreSant'Agata Bolognese.  Automobili Lamborghini festeggia il centocinquesimo anniversario della nascita del suo fondatore, Ferruccio Lamborghini, un uomo fondamentale nella storia dell'azienda, non solo per averla fondata nel 1963, ma anche per essere stato l'ispiratore, spinto dal suo perenne desiderio di migliorare e di innovare, dei modelli più iconici, quali Miura e Countach. Quando Ferruccio Lamborghini, nel 1973-1974, vende la società, già entrata nel novero dei costruttori più affermati ed ammirati al mondo, le lascia proprio questo desiderio di innovazione continua e lo spirito insofferente alle abitudini consolidate, che la contraddistingue ancora oggi.

Ferruccio Lamborghini nasce il 28 aprile 1916 a Renazzo, una frazione del Comune di Cento (provincia di Ferrara). E' il primogenito di Antonio ed Evelina Lamborghini, agricoltori, ed il suo destino sembra essere scritto, visto che è tradizione che sia il primogenito ad ereditare il podere di famiglia. Il giovane Ferruccio, però, più che dalla terra è attratto dalla meccanica e, sin da giovanissimo, preferisce passare i suoi pomeriggi nell'officina della cascina. Esattamente come nelle principali caratteristiche riconosciute ai nati sotto il segno del Toro, Ferruccio è concreto, tenace e convinto delle proprie idee e riesce, appena ragazzo, a farsi assumere dalla migliore officina di Bologna dove può, finalmente, scoprire tutti i segreti della meccanica. Allo scoppio della seconda guerra mondiale Ferruccio, ormai esperto ed apprezzato meccanico, viene arruolato ed assegnato al 50° Autoparco Misto di Manovra, di stanza a Rodi, che si occupa della manutenzione di tutti gli automezzi militari presenti sull'isola, compresi i camion a motore Diesel e i trattori che vengono utilizzati per trainare gli aerei. Le alterne fortune della guerra, vedranno Ferruccio riparare (ed ogni tanto anche guastare, come ricorderà in seguito) con successo mezzi appartenenti agli Italiani, ai Tedeschi ed agli Inglesi. Proprio a Rodi, appena terminata la guerra, apre la sua prima azienda: una piccola officina di riparazioni meccaniche.

Nel 1946, rientra in Italia e, beneficiando di alcune agevolazioni messe in atto per sostenere la ripresa economica, apre un'officina meccanica a Cento, dove ripara automezzi e prepara piccole utilitarie. E' lavorando in officina ed osservando la crisi in cui versa l'agricoltura locale, ripensando ai trattori che aveva riparato a Rodi, che Ferruccio Lamborghini sviluppa la sua idea: realizzare trattori agricoli economici, alla portata anche dei piccoli proprietari terrieri, utilizzando le componenti dei vecchi mezzi militari. Il primo ad essere trasformato è un camion Morris a cui Ferruccio, oltre le modifiche principali, applica un vaporizzatore del carburante di sua invenzione. Viene presentato il 3 Febbraio del 1948 in paese, durante la festa del Santo Patrono di Cento. Ne vende 11. E' il successo da cui nasce Ferruccio Lamborghini imprenditore che, per comprare un lotto di 1000 motori Morris si indebita con la banca dando a garanzia tutto quello che ha, compreso, con il beneplacito del padre, il podere di famiglia.

Quando, nel 1963, ormai annoverato tra gli industriali più importanti d'Italia, Ferruccio Lamborghini decide di costruire le migliori automobili granturismo al mondo, nasce l'esigenza di trovare un logo idoneo che le caratterizzi. Fino ad allora i trattori usavano, sotto la scritta Lamborghini, un marchio molto semplice, color argento: un triangolo con le lettere FLC (Ferruccio Lamborghini Cento). Ferruccio si rivolge ad un rinomato grafico locale, Paolo Rambaldi, che chiede a Ferruccio quali caratteristiche personali si sente di avere. "Sono tamugno, (tradotto dal dialetto significa duro, forte, testardo) come un toro" è la risposta di Ferruccio, ed è da quello, abbinato al suo segno zodiacale, che nasce il logo oggi famoso in tutto il mondo delle Automobili Lamborghini.

Le caratteristiche di innovazione e curiosità tecnica (oggi si direbbe innovazione) rimangono il tratto distintivo di Ferruccio Lamborghini e degli uomini, spesso i migliori ingegneri al mondo, che lo circondano. La Miura del 1966 riscrive la storia delle Granturismo, obbligando i giornalisti che la provano a coniare una nuova parola per descriverla: nasce il termine Supercar. Il Countach, nato come prototipo nel 1971, è così all'avanguardia che è ancora moderna nel 1990, quando, dopo 17 anni di produzione e 1999 esemplari prodotti, viene rimpiazzato dalla Diablo, che sarà la prima supersportiva di Lamborghini ad essere disponibile anche nella versione a 4 ruote motrici.

Ferruccio non è più in azienda da anni, ma il suo spirito basato sulla convinzione che anche il meglio possa essere ancora migliorato e la sua voglia di percorrere nuove strade, sono rimasti: nel 2018 debutta la Urus, il primo Super SUV che apre un nuovo mercato, e, ancora, nel 2020 la Sián, la prima Lamborghini ibrida, una 12 cilindri che adotta dei super condensatori per immagazzinare e rilasciare nel modo più rapido ed efficiente, potenza elettrica. Ferruccio, scomparso il 20 Febbraio del 1993, ne sarebbe fiero.

Redazione

Nuova suite di servizi connessi per la gamma Lamborghini Huracán EVO

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Lambroghini Smartphone reportAutomobili Lamborghini è la prima a integrare Amazon Alexa per il completo controllo dell'auto

Dall'inizio del 2021 Automobili Lamborghini migliora l'offerta di servizi connessi – navigazione, comfort, sicurezza, intrattenimento - nella gamma Huracán EVO.

Lamborghini Connect integra nuovi servizi "peace of mind" che vanno a completare le esistenti funzionalità in vettura relative alla ''Connected Navigation'' e al ''Entertainment'': il report sullo stato del veicolo e le funzioni di Geofencing, come il controllo in remoto della velocità, del perimetro di movimento della vettura e il controllo in modalità ''Valet'' sono ora accessibili tramite la connessione all'APP Lamborghini UNICA. Infine gli aggiornamenti del Lamborghini Infotainment System (LIS) sono ora disponibili da remoto, in modalità "over the air".

Lamborghini è la prima casa automobilistica a integrare Amazon Alexa per il completo controllo dell'auto. Amazon Alexa Integration affiancherà Apple Carplay®, Android Auto® e Web Radio sui modelli Huracan MY21 equipaggiati con l'opzione ''Smartphone Interface e Connected Services''. Nella Huracán EVO i conducenti possono regolare funzioni come il clima, l'ambient light e il riscaldamento dei sedili, nonché controllare la navigazione, le telefonate e l'intrattenimento con il semplice comando vocale "Alexa", rimanendo quindi concentrati sulla strada.

Alexa è anche integrata nel sistema LDVI (Lamborghini Dinamica Veicolo Integrata) nella Huracán EVO a trazione integrale. Un semplice comando vocale accede in tempo reale al feedback sulle dinamiche di guida della vettura tramite la schermata LIS, come la distribuzione della coppia, il Lamborghini Dynamic Steering (LDS) e il controllo della trazione.

La funzione Alexa consente inoltre di connettersi con altri dispositivi supportati da Alexa: con un comando vocale, i conducenti possono controllare i varchi di accesso all'abitazione, i termostati e i sistemi di illuminazione domestici direttamente dalla loro Lamborghini.

Lamborghini Connected semplifica l'aggiornamento di tutte le funzionalità di Alexa nel tempo, tramite aggiornamenti periodici del software "over the air". La funzione è disponibile nella maggior parte dell'Europa e del Nord America, dove anche Alexa è disponibile, con ulteriori mercati a partire dal 2022.

Anche i proprietari delle attuali Huracán EVO possono usufruire dei nuovi servizi connessi: tutte le funzionalità di Lamborghini Connected possono essere aggiornate da metà aprile, gratuitamente, presso i concessionari Lamborghini autorizzati, così come gli aggiornamenti opzionali. Tutte le funzionalità connesse sono soggette alla disponibilità nei singoli mercati.

La collaborazione strategica di Automobili Lamborghini con Amazon consentirà il continuo aggiornamento delle funzionalità di Alexa applicato alla gamma delle supersportive Lamborghini, tramite un lavoro volto a sviluppare ulteriori innovazioni e integrazioni di connettività.

Redazione

Mobilità Sostenibile: la Città metropolitana propone al Ministero finanziamento di 340 mila euro

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Ciclabile cittàFondi per la mobilità sostenibile (derivanti da economie sulla progettazione precedente) per progettare la terza linea Metrobus (Bologna-Galliera), 4 Centri di Mobilità e il corridoio verde della Ciclovia del Sole

Bologna. La Città metropolitana ha approvato la modifica degli interventi da comunicare al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per il loro finanziamento nell'ambito del "Fondo per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, nonché per la project review delle infrastrutture già finanziate".

Questi i progetti nel dettaglio:

- 270.254,40 euro per i progetti di fattibilità della linea Metrobus Bologna-Galliera (la terza dopo le due linee Bologna-Granarolo-Baricella e Bologna-Castenaso-Medicina per cui è già stato richiesto il finanziamento a inizio 2021 per 91 milioni di euro) e dei Centri di Mobilità di San Pietro in Casale, San Giorgio di Piano e Castel Maggiore. La linea Metrobus è prevista dal PUMS tra le 7 linee della rete bus metropolitana identificata all'interno del sistema portante del Trasporto Pubblico Metropolitano insieme al Servizio Ferroviario Metropolitano ed al Tram della Città di Bologna e con essi correlata.

- 40.284,14 euro per il progetto di fattibilità del Centro di Mobilità di S. Benedetto Val di Sambro.

- 30.000 euro per il progetto di qualificazione a corridoio verde della Ciclovia del Sole: a completamento della realizzazione del tratto nord (Bologna-Mirandola) della Ciclovia del Sole lungo l'ex-ferrovia Bologna-Verona si intende sviluppare un progetto dedicato di inserimento paesaggistico e riforestazione per la sua qualificazione a corridoio verde.

"Il PUMS – ha sottolineato il consigliere delegato Marco Monesi - fa un altro importante passo avanti. Questi nuovi progetti vanno infatti ad affiancarsi ai due Progetti di Fattibilità dei Metrobus Bologna-Medicina e Bologna-Baricella già inviati al Ministero per il finanziamento e ai due progetti di Fattibilità dei Centri di Mobilità di Vergato e Castel San Pietro per i quali si sono avviate le attività, in coordinamento con i Comuni interessati".

Redazione

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