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Paesaggio e spiritualità, il cammino Mater Dei è pronto

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Treking gruppoDomenica 9 maggio una speciale inaugurazione

Nuove tappe e nuovi punti di interesse sono pronti ad accogliere i camminatori lungo il tracciato della Via Mater Dei: 157 Km, 7 suggestive tappe da Bologna a Riola, sforando in Toscana nella 5a tappa (località Bruscoli del Comune di Firenzuola), per poi rientrare nel bolognese a Castiglione dei Pepoli, località Barigazza.

L'avvio ufficiale della "nuova" Via Mater Dei, sarà dato durante una conferenza stampa itinerante

domenica 9 maggio alle ore 9.
Appuntamento davanti all'Arcivescovado di Bologna (via Altabella) per proseguire verso
la tappa iniziale del Cammino, nella Chiesa di Santa Maria della Vita (via Clavature)

All'interno della Chiesa di Santa Maria della Vita il musicista Carlo Maver si esibirà assieme al violoncellista Giuseppe Franchellucci (evento solo per i giornalisti)

Alla conferenza stampa itinerante interverranno:

Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna
Matteo Lepore, presidente di Destinazione turistica Bologna metropolitana
Andrea Babbi, presidente dell'Associazione Mater Dei
Michele Boschi, responsabile Area tecnica Foiatonda

A suggellare l'importanza per le comunità toccate dal Cammino saranno presenti i rappresentanti dei Comuni: Giuseppe Argentieri sindaco di Vergato, Silvia Benaglia assessora alla Cultura Comune di Pianoro, Gianpaolo Butti sindaco di Firenzuola, Maurizio Fabbri sindaco di Castiglione dei Pepoli e presidente Unione Appennino Bolognese, Ivan Mantovani sindaco di Monterenzio, Marco Masinara sindaco di Camugnano, Fabrizio Morganti sindaco di Loiano, Barbara Panzacchi sindaca di Monghidoro e presidente Unione Savena Idice, Franco Rubini sindaco di Grizzana Morandi, Alessandro Santoni sindaco di San Benedetto Val di Sambro.

Il Cammino Via Mater Dei è un progetto dell'Associazione Mater Dei e Arcidiocesi di Bologna, sostenuto da Destinazione turistica Bologna metropolitana, Unione Appennino Bolognese, Unione Savena Idice e attuato da Cooperativa di comunità Foiatonda.

In contemporanea con Bologna sempre alle ore 9 di domenica 9 maggio partiranno verso i santuari gruppi autonomi di circa 20 persone e anche di ciclisti.

In alcuni di questi santuari si terrà un evento musicale e precisamente:

Rastignano Altare Mater Pacis: musicisti Samuele Pini e Brenda Di Mecola

Santuario Madonna dei Boschi Monghidoro: coro E Bene Venga Maggio
Chiesa di Qualto: Coro Farthan

Santuario di Montovolo: musicisti Claudio Carboni, Riccardo Tesi, Maurizio Geri

"Il cammino della Via Mater Dei è di riscoperta dei territori straordinari del nostro appennino e della sua gente appassionata -dichiara don Massimo Vacchetti, responsabile dell'Ufficio Sport e Turismo della Chiesa di Bologna-. E' un cammino di incontro tra storia e devozione, tradizione e arte ma è soprattutto un percorso spirituale in cui poter trovare sé stessi nella familiarità con la Madonna".

"Mater Dei è un cammino che permette di visitare luoghi straordinari del nostro Appennino in maniera responsabile, attraverso un turismo lento - dichiara Matteo Lepore, presidente di Destinazione turistica Bologna metropolitana -. Rinnovato nel percorso e nelle tappe, offrirà un'esperienza unica, tra luoghi d'arte e natura, dimostrando ancora una volta come il nostro territorio sia tutto da scoprire. La forza di questo cammino è data anche dalla collaborazione di un territorio unito, che continua a lavorare insieme attraverso la collaborazione di tanti soggetti, che per questo ringrazio: la Curia Arcidiocesi di Bologna, le Unioni dell'Appennino Bolognese e Savena Idice, l'associazione Via Mater Dei, la Cooperativa di Comunità Foiatonda e il CAI di Bologna".

"Siamo solo al secondo anno ma Via Mater Dei è già cresciuta - dichiara Andrea Babbi, presidente dell'Associazione Mater Dei -, tanto da essere ormai il prossimo 19esimo cammino ufficiale della Regione. A piedi o in bicicletta i Santuari delle nostre colline richiamano pellegrini e viandanti bolognesi e anche forestieri, abbiamo valorizzato spazi in disuso, canoniche, case per ferie, valorizzato l'economia locale, fatto scoprire un bel mondo vicino a casa. In ogni tappa la possibilità di un ritiro spirituale e di incontri significativi con chi "regge" questi luoghi dell'anima".

Via Mater Dei: migliorato il tracciato con una tappa in più

Il tracciato del cammino Mater Dei, che pur mantiene in gran parte la percorrenza originale, è stato oggetto di un restyling che lo rende più agevole per i camminatori e propone maggiori servizi e punti di interesse.

Queste modifiche hanno coinvolto anche il Comune di Monterenzio, allargando il territorio delle municipalità attraversate e dunque arricchendolo di una tappa in più rispetto al passato.

Le migliorie alla Via Mater Dei, messe in campo dopo aver ascoltato i diversi suggerimenti pervenuti dai frequentatori, si devono al lavoro congiunto dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese, dell'Unione Savena Idice, dell'Associazione Via Mater Dei, della Destinazione turistica Bologna metropolitana e della Cooperativa di Comunità Foiatonda, con l'aiuto di tantissime realtà locali.

Mater Dei, così rinnovata, è pronta per essere presentata agli escursionisti che desiderano immergersi nella spiritualità e nella bellezza delle montagne bolognesi, attraverso diversi eventi promozionali annunciati per la prossima primavera, nel rispetto dei protocolli vigenti correlati alla situazione pandemica, comprendenti anche la nuova cartoguida.

La nuova cartoguida

Per il rilancio del cammino è pronta anche la nuova versione della cartoguida Mater Dei. Contiene una mappa, in scala 1:25000, con il nuovo tracciato dettagliato, l'indicazione di tappa e dei punti di interesse lungo e in prossimità del cammino stesso, oltre alle tracce di tutti i sentieri CAI presenti nell'archivio cartografico regionale. La guida, in formato tascabile 12,5 x 17,5 cm circa, contiene una descrizione generale del cammino, tutte le note tecniche tappa per tappa (lunghezza, altimetria, durata stimata), oltre a una breve descrizione dei punti di interesse. Attenzione particolare è chiaramente dedicata ai 10 santuari mariani che fungono da riferimento per il cammino.

La Cartoguida è in vendita a 12 Euro a eXtraBo, a Petroniana Viaggi e in tutti gli uffici di informazione turistica dell'aria metropolitana di Bologna, oltre che in librerie e negozi specializzati. E' possibile acquistarla anche online direttamente dall'editore DREAM ITALIA http://www.dream-italia.it/ambiti/gestione-sostenibile-ambienti-naturali-e-fauna/cartografia-turismo-e-territorio/i-servizi/  oppure si può richiedere alla Cooperativa di comunità Foiatonda Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

Questo lo schema del tracciato:

La Via Mater Dei

La Via Mater Dei è il cammino che unisce alcuni fra i principali santuari mariani del Bolognese, attraverso molte aree di interesse storico, naturalistico e culturale dell'Appennino. Un percorso di circa 157 km divisi in 7 tappe, alternando crinali e vallate.
Dal cuore della città, un itinerario in cui si fondono spiritualità, cultura, tradizione e bellezza del territorio: un cammino di grande impatto emotivo per ritrovare serenità e armonia con la natura.

Tappe:

Bologna – Rastignano

Da Vedere: Chiesa di Santa Maria della Vita, Basilica di San Luca, Monte Paderno e Forte Bandiera

Rastignano – Zena/Pianoro

Da Vedere: Altare Mater Pacis, Via del Fantini, Gorgognano

Zena/Pianoro - Loiano

Da Vedere: Santuario del Monte delle Formiche, Area Archeologica di Monte Bibele

Loiano – Madonna dei Fornelli

Da Vedere: Osservatorio Astronomico di Loiano, Santuario di Campeggio, Santuario di Madonna dei Boschi, Santuario di Piamaggio e Lago di Castel dell'Alpi

Madonna dei Fornelli – Baragazza

Da Vedere: Santuario della Madonna della Neve, Borgo di Qualto, Bruscoli, Santuario di Boccadirio

Baragazza – Ripoli

Da Vedere: Castiglione dei Pepoli, Monte Catarelto, Lagaro, Santuario Madonna della Serra

Ripoli – Riola

Da Vedere: Santuario Beata Vergine di Montovolo, Borgo La Scola, Rocchetta Mattei, Chiesa Santa Maria Assunta di Riola

La guida contiene inoltre Consigli per un buon cammino e l'elenco delle strutture ricettive lungo il cammino.

Redazione

Una vita tra "Polizia e Sindacato", Vandelli si racconta

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VANDELLI SINDACATO POLIZIAPolizia&Sindacato . Sono nato a Bologna nel 1950 e ho vissuto la mia prima infanzia tra la strada, l'oratorio e il bar. Così passavano le giornate in quegli anni del dopoguerra. Nel 1963 ho abbandonato la scuola, che all'epoca non rientrava, ahimè, nelle mie "priorità". Poi ho recuperato il tempo perduto da adulto, tra lavoro e studio, iscrivendomi anche all'università. La mia mamma, con tutti i guai che le ho procurato da ragazzo, se lo avesse vissuto ne sarebbe stata molto fiera. Nei cinque anni successivi ho svolto nella mia bella città diversi lavori come fattorino e apprendista.
Poi, nel 1968, la svolta della mia vita lavorativa tramite l'arruolamento nel Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza. Anni difficili per chi si trovava da questa parte della barricata. Tre a Piacenza, uno a Nettuno, trentasei a Cesena (con trasferte operative in parte anche lunghe a Milano, Torino, Bologna, Venezia, Roma, Napoli e Parigi), poi gli ultimi due anni della mia carriera al comando della polizia ferroviaria di Forlì Cesena, con la qualifica di sostituito commissario. A quarant'anni dall'approvazione della legge 1° aprile 1981, n. 121 (Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della pubblica sicurezza) desidero soffermarmi sull'attività sindacale che ho svolto nel tempo. Perché se è vero che mi ha dato tante soddisfazioni, è altrettanto vero che mi ha creato anche diversi "grattacapi". Essere sindacalista all'epoca era relativamente semplice, ma molto pericoloso; oggi è molto più complesso, ma ritengo si sia più tutelati. Va anche detto, a mio modesto avviso, che si sta registrando una grave crisi del sistema di rappresentanza, causa la troppa frammentazione delle sigle che oggi sono circa una trentina, prima tra tutte il SIULP (confederale), poi il SAP (autonomo) e così via. Mi sono avvicinato attivamente al "movimento per la sindacalizzazione e smilitarizzazione della polizia" nel 1975, durante il corso sottufficiali a Nettuno, a fianco del compianto Angelo Giacobelli (1944-1987) e Francesco Forleo (1941-2018). Quest'ultimo diventato poi segretario generale nazionale del SIULP; entrambi "carbonari" in quel periodo storico e prime rarità tra gli ufficiali. Anni nei quali si era costantemente a rischio perdite del posto di lavoro o colpiti a "tradimento" da provvedimenti disciplinari da parte dei tanti censori. Nel 1980, a Roma, ho avuto anche la fortuna di conoscere - diventando un suo collaboratore - Franco Fedeli, direttore di testate giornalistiche specializzate quali "Ordine Pubblico", "Nuova Polizia" e "Polizia e Democrazia". Fino al termine dei suoi giorni (1951-1997), Franco è stato per me una guida illuminata e uno dei più strenui fautori della smilitarizzazione e sindacalizzazione della polizia. Un amico e vero eroe in abito civile, un combattente testardo, molto più di un padre fondatore. Essendo stato un "apprendista sindacalista", oggi mi chiedo perché, oltre a dedicarmi alla carriera in polizia, decisi di occuparmi anche del sindacato? Per rispondere alla domanda riporto fedelmente una frase scritta da mia moglie Cristina, prezioso angelo custode nel percorso di vita, in occasione del mio settantesimo​ compleanno avvenuto lo scorso 10 agosto: "... se fossi una qualità, saresti la generosità per il tuo schierarti sempre dalla parte dei più deboli incurante delle conseguenze..." . È bene rilevare che il sindacato di polizia alle origini ha dovuto combattere per ottenere il riconoscimento sul campo dei diritti fondamentali che spettavano per legge ai poliziotti. Quando ancora non esistevano un contratto e/o una vera tutela personale. Il più delle volte ci si confrontava con una classe dirigente che aveva mantenuto una mentalità prettamente militare e che si preoccupava di tutto, tranne le condizioni di disagio in cui operava il personale. È risaputo che in quegli anni tutto ciò che accadeva in Italia, si tramutava in un problema di ordine pubblico, con le evidenti ricadute sugli operatori di polizia, privi di qualsiasi tutela lavorativa.
Dal 1981, data di entrata in vigore della legge di riforma della polizia di Stato, fino al momento in cui ho lasciato il servizio nel 2010, ho ricoperto cariche sindacali direttive a livello locale, provinciale, regionale e nazionale, senza soluzione di continuità. Spesso e volentieri ritenuto "scomodo" dai superiori gerarchici , così come, a volte, considerato "ingombrante" dagli stessi colleghi sindacalisti, che nel tempo non hanno disdegnato sgambetti dolosi e/o a tradimento , barattando - a volte - anche, e non solo, l'amicizia per una poltrona o "40 denari". Per questo occorre sempre avere timore di quelli che sanno fare peggio o meno di te.
Ovviamente ho avuto anche la fortuna di conoscere dei formidabili "maestri" di vita e sindacali, ai quali ho sempre cercato di "rubare" il meglio. Purtroppo, a quei tempi, chi rappresentava l'Amministrazione guardava più agli effetti che non alla causa delle vertenze. Veniamo ora al primo incidente di percorso - non come poliziotto - ma come sindacalista. Atto p rimo: dicembre 1998. La sezione di Cesena del SIULP divulgava un comunicato interno dal titolo " VERGOGNA ", che terminava con gli auguri di Natale e alcune strofe ironiche in rima con l'obiettivo di sollecitare un intervento del questore di Forlì Cesena sulle mancanze organizzative rilevate durante un servizio operativo, sotto copertura, nella capitale. Per tutta risposta, il questore, ritenendo lesa la sua maestà, querelò gli otto poliziotti/sindacalisti firmatari del documento (lo scrivente nella veste di segretario provinciale) per "diffamazione aggravata a mezzo stampa". Con avviso di garanzia il Pubblico Ministero chiese il rinvio a giudizio per tutti gli imputati. Atto secondo: giugno 2000. Quale segretario regionale Emilia Romagna del SIULP presentai un secondo documento dal titolo "IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI ". Oltre a ripercorrere le fasi salienti della vicenda, lo scritto aggiungeva ulteriori "mancanze" addebitabili all'Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza. Come accadde per il primo documento, fui nuovamente querelato, sempre per lo stesso reato. Accusa che in questo caso fu immediatamente archiviata dal GIP. Atto terzo: maggio 2003. Nell'udienza preliminare il Giudice del Tribunale di Forlì dichiarò tutti gli imputati assolti perché​ "il fatto non costituisce reato". Il PM, evidentemente non soddisfatto dell'assoluzione - così come il denunciante - presentò ricorso in Appello avverso la sentenza di primo grado. Atto quarto: ottobre 2011. Il presidente della Corte d'Appello di Bologna dichiarò il "non doversi procedere nei confronti di tutti gli imputati". Al termine di questa lunga vicenda giudiziaria, per certi versi costosa e anche dolorosa, durata tredici (13) anni, nessuno ha ovviamente "pagato" per il danno materiale, morale e psicologico subito dagli otto poliziotti/sindacalisti che operarono nel pieno esercizio delle proprie funzioni e prerogative sindacali. Questo è uno dei tanti esempi dell'attività sindacale, svolta dagli operatori di polizia, ai quali era riservato poco "onore" ma molti "oneri". Le ingiustizie andrebbero fermate sul nascere perché altrimenti procurano inutili sofferenze! Infatti, nell' ottobre 2007 , un altro "solerte" questore della Repubblica Italiana, non essendomi allineato come sindacalista al suo modus operandi, si accanì capziosamente contro la mia persona a livello penale, disciplinare e amministrativo. Uno dei provvedimenti attuati a tempo di record fu il trasferimento con effetto immediato dalla provincia di Forlì - alla stregua del peggiore dei poliziotti - a quella di Ravenna per incompatibilità ambientale . In questo caso, non avendo a sua disposizione episodi sindacali da sfruttare, fui deferito all'Autorità Giudiziaria a causa dei miei rapporti istituzionali con la stampa. Nel periodo "incriminato" dirigevo il Settore Ordine Sicurezza Pubblica Attività di Prevenzione ed ero Coordinatore dei Poliziotti di Quartiere presso il Commissariato di Cesena. Dopo circa un anno di braccio di ferro tra il sottoscritto (UILPS) e il questore di Forlì Cesena - con al centro il Ministero degli Interni - il fatto incriminato fu archiviato dall'A.G. perché non costituiva reato. A settembre 2008 , quale "risposta" al trasferimento punitivo, il Direttore Generale della Pubblica Sicurezza - Capo della Polizia Antonio Manganelli - mi fece rientrare in provincia affidandomi il comando della Polizia Ferroviaria di Forlì Cesena. Anche questa vicenda, in sintesi, nel bene e nel male rientrava nella vita quotidiana di un operatore di polizia e sindacalista come tanti.

Ugo Vandelli

Fondo sociale di comunità "Dare per Fare" cresce la rete del welfare metropolitano

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Incontro di Merola e Barigazzi con mondo economico e sindacati. Al via la campagna di comunicazione: sito, spot e canali social

Il Fondo sociale di comunità "Dare per Fare" cresce. E' stato presentato alle realtà imprenditoriali del board di Insieme per il lavoro e alle organizzazioni sindacali dal sindaco metropolitano Virginio Merola e dal presidente della CTSSM Giuliano Barigazzi, insieme all'assessore al Lavoro del Comune di Bologna Marco Lombardo e alla vicesindaca metropolitana Mariaraffaella Ferri.

Proprio oggi è stato annunciato l'accordo tra Alleanza delle Cooperative Italiane di Bologne e Imola con CGIL-CISL-UIL metropolitane e CGIL Imola, per la promozione della donazione ore lavoro al Fondo tra i lavoratori e dell'equivalente contributo da parte delle imprese cooperative.

Nelle scorse settimane lo stesso accordo sulla donazione di ore era stato stipulato anche tra Confindustria Emilia e sindacati confederali mentre Hera ha già avviato l'iniziativa al suo interno e nelle prossime settimane si allargherà anche ai lavoratori di Comuni e Città metropolitana.

L'incontro di questa mattina è stata un'occasione per ribadire l'importanza di questo nuovo strumento di welfare metropolitano che necessita della messa in rete di tutte le realtà pubbliche e private del territorio per offrire risposte concrete alle difficoltà economiche e sociali nate dall'emergenza sanitaria.

"Si tratta di uno strumento di governance – ha sottolineato Barigazzi – che ha l'ambizione di diventare nel medio periodo un luogo di governo e di coordinamento per le politiche di welfare. Perché il welfare del futuro o è di comunità o non è: questa è la sfida del Fondo".

Sempre oggi è stata presentata la campagna di comunicazione "Dare per Fare" curata dall'agenzia Jack Blutharsky, che contribuirà alla promozione degli obiettivi del Fondo anche sui social dedicati (Facebook e Instagram) e con uno spot appena realizzato. Campagna che darà voce anche alle singole realtà che contribuiranno al progetto.

In questi mesi il Fondo ha inoltre ottenuto l'adesione di diverse realtà attraverso donazioni di beni di prima necessità tra cui WeWorld-GVC Bologna che ha donato beni per un valore di 280 mila euro.

Fondamentale il sostegno di CAAB che ha messo a disposizione locali per lo stoccaggio di merci, di Autostazione e Acer che rendono disponibili spazi di loro proprietà e di Tper che ha offerto la collaborazione nella diffusione dei materiali di comunicazione

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Importante anche il contributo di  VOLABO-Centro servizi per il volontariato della città metropolitana che grazie alla convenzione avviata con Città metropolitana darà il proprio supporto al rafforzamento e consolidamento delle reti distrettuali dei soggetti e delle organizzazioni che si occupano di contrasto alle povertà.

"Considero il Fondo sociale di comunità – ha concluso il sindaco Merola ringraziando tutti i presenti – uno strumento valido per l'emergenza ma anche per il futuro.

Bologna metropolitana dimostra di essere predisposta ad avviare un nuovo modello di welfare grazie al coinvolgimento e alla partecipazione di più attori possibili unendo l'impegno pubblico all'attenzione delle imprese a sostegno della nostra comunità".

Il Fondo sociale di comunità "Dare per Fare" è un progetto che si allarga a cerchi concentrici, un continuo work in progress che è più della somma delle singole azioni.

I primi ambiti di intervento definiti risentono della risposta emergenziale ma l'ambizione è di allargarli e di integrare con progetti nuovi, di respiro ampio grazie alla co-progettazione da attuare insieme a tutti i componenti.

Il Fondo parte con 3,5 milioni di euro di risorse pubbliche messe a disposizione dagli enti locali:

2 milioni dal comune di Bologna per lo sviluppo e il rafforzamento dell'inserimento lavorativo a sostegno del reddito
1 milione da Unioni e Comuni per rafforzare azioni di sostegno al reddito
560 mila euro della Città metropolitana per l'acquisto di dispositivi digitali e connessioni

Per partecipare al Fondo: www.dareperfare.it

Redazione

 

28 Aprile 2021: Lamborghini festeggia i 105 anni dalla nascita di Ferruccio Lamborghini

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Ferruccio Lamborghini Auto TrattoreSant'Agata Bolognese.  Automobili Lamborghini festeggia il centocinquesimo anniversario della nascita del suo fondatore, Ferruccio Lamborghini, un uomo fondamentale nella storia dell'azienda, non solo per averla fondata nel 1963, ma anche per essere stato l'ispiratore, spinto dal suo perenne desiderio di migliorare e di innovare, dei modelli più iconici, quali Miura e Countach. Quando Ferruccio Lamborghini, nel 1973-1974, vende la società, già entrata nel novero dei costruttori più affermati ed ammirati al mondo, le lascia proprio questo desiderio di innovazione continua e lo spirito insofferente alle abitudini consolidate, che la contraddistingue ancora oggi.

Ferruccio Lamborghini nasce il 28 aprile 1916 a Renazzo, una frazione del Comune di Cento (provincia di Ferrara). E' il primogenito di Antonio ed Evelina Lamborghini, agricoltori, ed il suo destino sembra essere scritto, visto che è tradizione che sia il primogenito ad ereditare il podere di famiglia. Il giovane Ferruccio, però, più che dalla terra è attratto dalla meccanica e, sin da giovanissimo, preferisce passare i suoi pomeriggi nell'officina della cascina. Esattamente come nelle principali caratteristiche riconosciute ai nati sotto il segno del Toro, Ferruccio è concreto, tenace e convinto delle proprie idee e riesce, appena ragazzo, a farsi assumere dalla migliore officina di Bologna dove può, finalmente, scoprire tutti i segreti della meccanica. Allo scoppio della seconda guerra mondiale Ferruccio, ormai esperto ed apprezzato meccanico, viene arruolato ed assegnato al 50° Autoparco Misto di Manovra, di stanza a Rodi, che si occupa della manutenzione di tutti gli automezzi militari presenti sull'isola, compresi i camion a motore Diesel e i trattori che vengono utilizzati per trainare gli aerei. Le alterne fortune della guerra, vedranno Ferruccio riparare (ed ogni tanto anche guastare, come ricorderà in seguito) con successo mezzi appartenenti agli Italiani, ai Tedeschi ed agli Inglesi. Proprio a Rodi, appena terminata la guerra, apre la sua prima azienda: una piccola officina di riparazioni meccaniche.

Nel 1946, rientra in Italia e, beneficiando di alcune agevolazioni messe in atto per sostenere la ripresa economica, apre un'officina meccanica a Cento, dove ripara automezzi e prepara piccole utilitarie. E' lavorando in officina ed osservando la crisi in cui versa l'agricoltura locale, ripensando ai trattori che aveva riparato a Rodi, che Ferruccio Lamborghini sviluppa la sua idea: realizzare trattori agricoli economici, alla portata anche dei piccoli proprietari terrieri, utilizzando le componenti dei vecchi mezzi militari. Il primo ad essere trasformato è un camion Morris a cui Ferruccio, oltre le modifiche principali, applica un vaporizzatore del carburante di sua invenzione. Viene presentato il 3 Febbraio del 1948 in paese, durante la festa del Santo Patrono di Cento. Ne vende 11. E' il successo da cui nasce Ferruccio Lamborghini imprenditore che, per comprare un lotto di 1000 motori Morris si indebita con la banca dando a garanzia tutto quello che ha, compreso, con il beneplacito del padre, il podere di famiglia.

Quando, nel 1963, ormai annoverato tra gli industriali più importanti d'Italia, Ferruccio Lamborghini decide di costruire le migliori automobili granturismo al mondo, nasce l'esigenza di trovare un logo idoneo che le caratterizzi. Fino ad allora i trattori usavano, sotto la scritta Lamborghini, un marchio molto semplice, color argento: un triangolo con le lettere FLC (Ferruccio Lamborghini Cento). Ferruccio si rivolge ad un rinomato grafico locale, Paolo Rambaldi, che chiede a Ferruccio quali caratteristiche personali si sente di avere. "Sono tamugno, (tradotto dal dialetto significa duro, forte, testardo) come un toro" è la risposta di Ferruccio, ed è da quello, abbinato al suo segno zodiacale, che nasce il logo oggi famoso in tutto il mondo delle Automobili Lamborghini.

Le caratteristiche di innovazione e curiosità tecnica (oggi si direbbe innovazione) rimangono il tratto distintivo di Ferruccio Lamborghini e degli uomini, spesso i migliori ingegneri al mondo, che lo circondano. La Miura del 1966 riscrive la storia delle Granturismo, obbligando i giornalisti che la provano a coniare una nuova parola per descriverla: nasce il termine Supercar. Il Countach, nato come prototipo nel 1971, è così all'avanguardia che è ancora moderna nel 1990, quando, dopo 17 anni di produzione e 1999 esemplari prodotti, viene rimpiazzato dalla Diablo, che sarà la prima supersportiva di Lamborghini ad essere disponibile anche nella versione a 4 ruote motrici.

Ferruccio non è più in azienda da anni, ma il suo spirito basato sulla convinzione che anche il meglio possa essere ancora migliorato e la sua voglia di percorrere nuove strade, sono rimasti: nel 2018 debutta la Urus, il primo Super SUV che apre un nuovo mercato, e, ancora, nel 2020 la Sián, la prima Lamborghini ibrida, una 12 cilindri che adotta dei super condensatori per immagazzinare e rilasciare nel modo più rapido ed efficiente, potenza elettrica. Ferruccio, scomparso il 20 Febbraio del 1993, ne sarebbe fiero.

Redazione

Nuova suite di servizi connessi per la gamma Lamborghini Huracán EVO

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Lambroghini Smartphone reportAutomobili Lamborghini è la prima a integrare Amazon Alexa per il completo controllo dell'auto

Dall'inizio del 2021 Automobili Lamborghini migliora l'offerta di servizi connessi – navigazione, comfort, sicurezza, intrattenimento - nella gamma Huracán EVO.

Lamborghini Connect integra nuovi servizi "peace of mind" che vanno a completare le esistenti funzionalità in vettura relative alla ''Connected Navigation'' e al ''Entertainment'': il report sullo stato del veicolo e le funzioni di Geofencing, come il controllo in remoto della velocità, del perimetro di movimento della vettura e il controllo in modalità ''Valet'' sono ora accessibili tramite la connessione all'APP Lamborghini UNICA. Infine gli aggiornamenti del Lamborghini Infotainment System (LIS) sono ora disponibili da remoto, in modalità "over the air".

Lamborghini è la prima casa automobilistica a integrare Amazon Alexa per il completo controllo dell'auto. Amazon Alexa Integration affiancherà Apple Carplay®, Android Auto® e Web Radio sui modelli Huracan MY21 equipaggiati con l'opzione ''Smartphone Interface e Connected Services''. Nella Huracán EVO i conducenti possono regolare funzioni come il clima, l'ambient light e il riscaldamento dei sedili, nonché controllare la navigazione, le telefonate e l'intrattenimento con il semplice comando vocale "Alexa", rimanendo quindi concentrati sulla strada.

Alexa è anche integrata nel sistema LDVI (Lamborghini Dinamica Veicolo Integrata) nella Huracán EVO a trazione integrale. Un semplice comando vocale accede in tempo reale al feedback sulle dinamiche di guida della vettura tramite la schermata LIS, come la distribuzione della coppia, il Lamborghini Dynamic Steering (LDS) e il controllo della trazione.

La funzione Alexa consente inoltre di connettersi con altri dispositivi supportati da Alexa: con un comando vocale, i conducenti possono controllare i varchi di accesso all'abitazione, i termostati e i sistemi di illuminazione domestici direttamente dalla loro Lamborghini.

Lamborghini Connected semplifica l'aggiornamento di tutte le funzionalità di Alexa nel tempo, tramite aggiornamenti periodici del software "over the air". La funzione è disponibile nella maggior parte dell'Europa e del Nord America, dove anche Alexa è disponibile, con ulteriori mercati a partire dal 2022.

Anche i proprietari delle attuali Huracán EVO possono usufruire dei nuovi servizi connessi: tutte le funzionalità di Lamborghini Connected possono essere aggiornate da metà aprile, gratuitamente, presso i concessionari Lamborghini autorizzati, così come gli aggiornamenti opzionali. Tutte le funzionalità connesse sono soggette alla disponibilità nei singoli mercati.

La collaborazione strategica di Automobili Lamborghini con Amazon consentirà il continuo aggiornamento delle funzionalità di Alexa applicato alla gamma delle supersportive Lamborghini, tramite un lavoro volto a sviluppare ulteriori innovazioni e integrazioni di connettività.

Redazione

Mobilità Sostenibile: la Città metropolitana propone al Ministero finanziamento di 340 mila euro

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Ciclabile cittàFondi per la mobilità sostenibile (derivanti da economie sulla progettazione precedente) per progettare la terza linea Metrobus (Bologna-Galliera), 4 Centri di Mobilità e il corridoio verde della Ciclovia del Sole

Bologna. La Città metropolitana ha approvato la modifica degli interventi da comunicare al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per il loro finanziamento nell'ambito del "Fondo per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, nonché per la project review delle infrastrutture già finanziate".

Questi i progetti nel dettaglio:

- 270.254,40 euro per i progetti di fattibilità della linea Metrobus Bologna-Galliera (la terza dopo le due linee Bologna-Granarolo-Baricella e Bologna-Castenaso-Medicina per cui è già stato richiesto il finanziamento a inizio 2021 per 91 milioni di euro) e dei Centri di Mobilità di San Pietro in Casale, San Giorgio di Piano e Castel Maggiore. La linea Metrobus è prevista dal PUMS tra le 7 linee della rete bus metropolitana identificata all'interno del sistema portante del Trasporto Pubblico Metropolitano insieme al Servizio Ferroviario Metropolitano ed al Tram della Città di Bologna e con essi correlata.

- 40.284,14 euro per il progetto di fattibilità del Centro di Mobilità di S. Benedetto Val di Sambro.

- 30.000 euro per il progetto di qualificazione a corridoio verde della Ciclovia del Sole: a completamento della realizzazione del tratto nord (Bologna-Mirandola) della Ciclovia del Sole lungo l'ex-ferrovia Bologna-Verona si intende sviluppare un progetto dedicato di inserimento paesaggistico e riforestazione per la sua qualificazione a corridoio verde.

"Il PUMS – ha sottolineato il consigliere delegato Marco Monesi - fa un altro importante passo avanti. Questi nuovi progetti vanno infatti ad affiancarsi ai due Progetti di Fattibilità dei Metrobus Bologna-Medicina e Bologna-Baricella già inviati al Ministero per il finanziamento e ai due progetti di Fattibilità dei Centri di Mobilità di Vergato e Castel San Pietro per i quali si sono avviate le attività, in coordinamento con i Comuni interessati".

Redazione

Automobili Lamborghini al Salone dell'auto di Shanghai 2021

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Lamborghini Shanghai 2021Shanghai - Automobili Lamborghini presenta al Salone dell'auto di Shanghai 2021 tre modelli che portano sotto i riflettori la passione e il DNA sportivo del marchio italiano di supersportive.

In esposizione allo stand Lamborghini l'hypercar Essenza SCV12, di cui sono stati realizzati soli 40 esemplari, svelata insieme alla Huracán STO, vettura da pista omologata per l'uso su strada al suo debutto in Cina. Oltre a questi due modelli, i visitatori della regione Asia-Pacifico hanno potuto ammirare anche la Huracán Fluo Capsule, l'ultima collezione dei vivaci colori destinati alle supersportive con motore V10. Con il Super SUV Urus, l'esposizione della gamma prodotto è completa, per sottolineare l'importanza della presenza al Salone di Shanghai, il più importante appuntamento cinese dall'anno.

Stephan Winkelmann, presidente e CEO di Automobili Lamborghini, e Francesco Scardaoni, direttore regionale di Automobili Lamborghini Asia-Pacifico, hanno illustrato gli ottimi risultati aziendali e i nuovi prodotti del marchio, salutando il pubblico cinese in collegamento video a causa delle attuali limitazioni agli spostamenti.

"Automobili Lamborghini ha concluso il 2020 con il livello di redditività più alto mai raggiunto e il secondo valore più elevato nella sua storia in termini di fatturato e vendite, nonostante la fabbrica sia stata chiusa per circa due mesi a causa del COVID-19. Questa crescita è proseguita anche nel 2021: le previsioni di inizio anno sono molto positive e il numero di consegne è il più alto mai registrato nei primi tre mesi. Gli ordini effettuati finora coprono già nove mesi di produzione", ha affermato Stephan Winkelmann, tornato alla guida di Lamborghini dopo cinque anni. "Sono orgoglioso e onorato di essere di nuovo al timone di Lamborghini, in particolare in questo momento cruciale nella storia dell'azienda. Stiamo lavorando sodo e preparando Lamborghini a una nuova era. Lamborghini diventerà un marchio ancora più forte, sia qui in Cina sia nel resto del mondo, grazie ai nuovi piani di sviluppo che saranno annunciati a breve".

Commentando le previsioni relative al marchio sul mercato cinese, Winkelmann ha aggiunto: "Ci sono sviluppi estremamente positivi nel mercato cinese. Sono molto felice di confermare che è già stata pianificata tutta la produzione destinata al mercato cinese nel 2021. Con l'aumento dei volumi di produzione, prevediamo che il mercato cinese salirà al secondo posto in termini di vendite, restando uno dei mercati più importanti per Lamborghini a livello globale".

Anche Francesco Scardaoni ha aspettative decisamente positive: "In Cina stiamo raggiungendo un gruppo di clienti molto diversificato, con un'età media più avanzata rispetto al pubblico mondiale; abbiamo anche più clienti attenti alle esigenze della famiglia e più clienti donne. Continueremo ad allargare la nostra rete di concessionari in altre città per poter fornire un'assistenza migliore ai clienti cinesi in tutto il Paese. Quest'anno, nonostante le costanti incertezze, Lamborghini continuerà a regalare eventi esclusivi ai clienti e agli appassionati del marchio, concentrandosi in particolare sul lancio commerciale dell'Essenza SCV12 e della Huracán STO. In quanto produttore di supersportive autentiche, prevediamo anche che il motorsport rivestirà un ruolo ancora più importante per Lamborghini in Cina, grazie all'introduzione della nuova GT Super Sprint Challenge. In Cina, Lamborghini guarda al futuro con fiducia e presenterà un portafoglio prodotti senza paragoni, con un design e una tecnologia all'avanguardia. I tre importanti modelli presentati in anteprima al Salone dell'auto di Shanghai sottolineano la nostra fiducia nella Cina e il nostro impegno concreto verso i clienti cinesi".

Dopo il suo lancio virtuale nel 2020 la Lamborghini Essenza SCV12 viene mostrata al pubblico per la prima volta al Salone dell'auto di Shanghai 2021, con l'esclusiva livrea Verde Selvans, Grigio Linx, Nero Aldebaran lucido e Arancio California.

L'Essenza SCV12, realizzata in un'edizione limitata di 40 esemplari, si ispira all'esperienza di Squadra Corse in prestigiose gare di motorsport. Le soluzioni innovative presenti in questa hypercar danno vita a una nuova esperienza di guida assoluta, mentre il design futuristico eredita tutti gli elementi iconici del marchio, raggiungendo allo stesso tempo un equilibrio tra leggerezza, funzionalità ed estetica.

Diretta discendente di vetture come Miura Jota e Diablo GTR, l'Essenza SCV12 è equipaggiata con il più potente motore 12 cilindri aspirato mai sviluppato da Lamborghini, che eroga oltre 830 CV anche grazie al contributo della sovralimentazione dinamica alle alte velocità. La potenza è da gestire con un inedito cambio portante 6 rapporti X-trac, posto trasversalmente sul retrotreno e abbinato alla trazione posteriore, per garantire compattezza, continuità strutturale e maggiore rigidezza torsionale.

Inoltre Essenza vanta un eccezionale rapporto peso-potenza (1,66 CV/kg) ed è la prima vettura GT che utilizza una monoscocca in fibra di carbonio di nuova generazione priva di rollcage interno, rispettando le norme di sicurezza previste per i prototipi FIA.

L'Essenza SCV12 è nata con l'obiettivo di regalare l'esperienza di guida in pista più pura che Lamborghini è in grado di offrire. Ogni cliente entrerà a far parte di un club esclusivo, per guidare la propria hypercar sui circuiti più prestigiosi di tutto il mondo e accedere a programmi di preparazione atletica simili a quelli seguiti dai piloti ufficiali Lamborghini.

Oltre all'Essenza SCV12, anche la Huracán STO ha entusiasmato il pubblico alla sua prima apparizione in Cina. Questa supersportiva, omologata per l'uso su strada con l'anima e le caratteristiche di una vera auto da corsa, rappresenta l'incarnazione più pura dell'abilità e della tradizione di Lamborghini Squadra Corse nel motorsport: le tecnologie sono mutuate dalle auto da corsa Lamborghini Huracán Super Trofeo EVO e GT3 EVO e dal know-how acquisito grazie alle numerose vittorie, tre alla 24 Ore di Daytona e due alla 12 Ore di Sebring.

Grazie a un potente motore V10 naturalmente aspirato che sprigiona una potenza di 640 CV e 565 Nm di coppia a 6500 giri/min, la Huracán STO a trazione posteriore è in grado di passare da 0 a 100 km/h in soli 3,0 secondi, da 0 a 200 km/h in 9,0 secondi e raggiungere una velocità massima di 310 km/h. Anche la velocità del cambio è stata ulteriormente potenziata per cambiare marcia in modo estremamente reattivo e rapido.

L'aerodinamica superiore di Lamborghini e l'ingegneria di un'auto da corsa regala a chi è al volante della Huracán STO la più autentica emozione di guida possibile; la vettura raggiunge la massima deportanza della sua classe con il migliore bilanciamento aerodinamico per un'auto a trazione posteriore grazie al suo nuovo design esterno che rinnova l'inconfondibile profilo Lamborghini per ottimizzare il flusso d'aria e comprende il Cofango, unico nel suo genere: un componente monopezzo in fibra di carbonio che integra cofano anteriore, parafango e paraurti anteriore.

Anche le altre caratteristiche rispecchiano il trasferimento di tecnologia dalle Huracán sportive di Lamborghini: lo splitter anteriore e i louver sui passaruota anteriori, il parafango posteriore con prese d'aria NACA, il cofano del vano motore posteriore con air scoop e pinna aerodinamica integrata e un alettone posteriore regolabile manualmente.

Per ridurre ulteriormente il peso, oltre il 75% dei pannelli esterni della Huracán STO è realizzato in fibra di carbonio. L'ampio uso della tecnologia leggera regala alla Huracán STO un rapporto peso-potenza di 2,09 kg/CV, con un peso a secco di soli 1339 kg.

Tre nuove modalità di guida esprimono lo spirito sportivo della Huracán STO, finalizzato agli ambienti di guida a elevate prestazioni: STO, Trofeo e Pioggia. La modalità standard STO è adatta alla guida su strada e al divertimento su percorsi tortuosi, mentre nelle modalità Trofeo e Pioggia tutti i sistemi sono ottimizzati rispettivamente per l'asfalto asciutto e bagnato.

Il nuovo impianto frenante Brembo CCM-R sfrutta l'esperienza nei materiali delle applicazioni nate per la F1 per garantire maggiore resistenza al calore e uniformità e prestazioni di alto livello, a dimostrazione del carattere sportivo della Huracán STO.

La Huracán STO è la vettura ideale per chi desidera provare la stessa adrenalina e le stesse emozioni sperimentate alla guida di un'auto da corsa. I proprietari potranno personalizzare nei minimi dettagli sia gli esterni sia gli interni grazie al programma Ad Personam. Grazie alla vasta selezione di combinazioni di colore e finiture, la scelta per i proprietari della Huracán STO è praticamente illimitata.

La Huracán EVO Fluo Capsule è stata presentata per la prima volta in Asia-Pacifico nell'esclusiva area Ad Personam dello stand Lamborghini. Lanciata nel mese di novembre 2020, la Huracán EVO Fluo Capsule è una collezione di colori brillanti e decisi, audace e allo stesso tempo elegante, pensata per la supersportiva V10, che propone esterni in vernice opaca e opzioni di finiture e colori interni complementari.

La Huracán EVO è stata presentata in Verde Shock, colore che mette in risalto le sue forme e linee inimitabili. La Capsule comprende, oltre alla vettura esposta, altre quattro configurazioni per interni ed esterni in Arancio Livrea, Celeste Fedra, Arancio Dac e Giallo Clarus, abbinate a dettagli in nero opaco e linee decorative colorate: un ulteriore livello di varietà e personalizzazione delle possibilità praticamente infinite offerte dal programma Ad Personam.

La gamma in esposizione è completata dalla Urus color Bianco Monocerus. Il Super SUV in esposizione propone i cerchi optional Taigete nero lucido da 23'': un rimando allo spirito sportivo e al lusso esclusivo del marchio. Le pinze rosse, disponibili come optional in questo SUV con l'anima di una supersportiva, sono sinonimo di prestazioni allo stato puro. Nel mese di marzo, al Days of Speed sul ghiaccio del lago Baikal, una Lamborghini Urus ha affrontato una sfida estrema per stabilire il record sui 1000 metri a una velocità media di 114 km/h con partenza da fermo. La strabiliante velocità massima registrata durante lo sprint da record è stata di 298 km/h. La Urus ha ridefinito i parametri di riferimento in termini di potenza, prestazioni, dinamica di guida, ma anche di design insuperabile, lusso e fruibilità quotidiana, diventando subito una delle vetture preferite dai clienti fin dal suo esordio sul mercato. Continua a trasmettere un dinamismo apprezzato sia dal conducente sia dai passeggeri.

Anche la linea di abbigliamento a marchio Lamborghini, gli accessori esclusivi e i diversi progetti in co-branding sono stati esposti in un'area dedicata, caratterizzata con gli elementi iconici di design del marchio Lamborghini.

Redazione

Il Trofeo Senza Fine del Giro d’Italia alla Stazione Porta Nuova a Torino fino al 29 aprile

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Trofeo senza fine - Stazione TorinoTorino – Inizia il countdown verso la partenza del Giro d'Italia, in programma dall'8 al 30 maggio. Il Trofeo Senza Fine, che verrà consegnato al vincitore della Corsa Rosa, rimarrà esposto nella stazione di Porta Nuova a Torino fino al 29 aprile. Poi, viaggiando su un Freccia Rossa, raggiungerà Milano, dove, dal 30 aprile, ad un mese esatto dal termine di questa 104esima edizione, sarà esposto in Galleria Vittorio Emanuele e attenderà il suo padrone. Questa iniziativa è stata organizzata in collaborazione con Trenitalia e Tissot, rispettivamente Official Green Carrier e Official Time Keeper del Giro, e GS Retail.

In foto: Lo svelamento a cui hanno partecipato Paolo Bellino, Amministratore Delegato di RCS Sport, e Marco Della Monica, Direttore Trasporto Regionale Piemonte.

( Credit Photo: LaPresse )

Redazione

Ciclabili, dalla Città metropolitana 1,8 milioni di euro a Comuni e Unioni

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Taglio del nastro ciclovia del sole Bonaccini Merola CassaniStanzimenti per ampliare la Bicipolitana bolognese e migliorare la sicurezza della circolazione

A pochi giorni dall'apertura della Ciclovia del Sole ( foto taglio del nastro ) la Città metropolitana compie un ulteriore passo per l'ampliamento della rete ciclabile metropolitana con lo stanziamento di 1,8 milioni di euro di contributi a Comuni e Unioni per realizzare interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina e nuove corsie ciclabili.

Comuni e Unioni dovranno presentare entro il 5 maggio le proposte che verranno valutate tecnicamente. Il cronoprogramma del finanziamento prevede la conclusione degli interventi entro il 10 agosto 2022. Inoltre sarà valutata positivamente la disponibilità del proponente, o di altri soggetti, a cofinanziare l'intervento.

La valutazione degli interventi proposti terrà inoltre conto dei seguenti criteri:

- carattere metropolitano dell'intervento e sua aderenza agli strumenti pianificatori;

- livello della progettazione;
- valenza trasportistica e aumento della sicurezza: capacità del progetto di attrarre/servire spostamenti in una modalità più sostenibile come quella ciclistica oltre all'aumento della sicurezza per i ciclisti e categorie deboli in generale;

- continuità e completamento dell'intervento con la rete esistente o sua integrazione con assi esistenti o di progetto;

- ente proponente: sarà positivamente valutata la candidatura da parte di Unione di Comuni, a seguire se presentata da più Comuni in forma associata o se predisposta da un singolo comune;

- estensione dell'intervento e, in caso di lotti funzionali, che siano autonomamente fruibili.

Per garantire la massima riconoscibilità e fruibilità degli itinerari, tra gli impegni dei beneficiari ci saranno anche quelli di collaborare alla realizzazione della segnaletica ed immagine coordinata condivisa della Bicipolitana bolognese, la rete di quasi 1.000 km di cui 493 km sulle principali direttrici di spostamento che la Città metropolitana sta realizzando proponendosi come apripista a livello nazionale per attuare quella Bologna "ad altra velocità" prevista dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.

Gli enti proponenti candidando un progetto si impegnano, qualora assegnatari delle risorse, a presentare entro il 10 settembre il Progetto Definitivo.

"Con l'apertura del primo tratto metropolitano della Ciclovia del Sole – ha dichiarato Marco Monesi consigliere metropolitano delegato alla Mobilità Sostenibile - abbiamo posizionato una tessera di ben due puzzle, uno riguarda l'Eurovelo 7, l'altro è la Bicipolitana bolognese. Questo tratto fa infatti parte anche di quest'ultima infrastruttura (Linea 2) e consentirà anche spostamenti locali tra i nostri comuni in sicurezza. Il lavoro continua: la Bicipolitana bolognese per essere realizzata interamente deve vedere il concorso di tutti i comuni della città metropolitana. Per facilitare il loro lavoro e il completamento del disegno, abbiamo destinato le risorse del Decreto Ministeriale per l'ampliamento della rete ciclabile."

Redazione

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