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Casa per le vacanze sull'Appennino, Castel d'Aiano la preferita

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Castel-Daiano-CastelDa una ricerca di Confabitare seguono Gaggio Montano, Lizzano in Belvedere e Porretta Terme.
Sono sempre di più i bolognesi che comprano casa e che trascorrono le vacanze nel nostro Appennino. Dove conviene acquistare una casa in Appennino? Qual è la meta più gradita dai bolognesi estimatori della montagna? La risposta ad entrambe le domande pare essere, non senza un po' di sorpresa, Castel d'Aiano. E' quanto emerge da una ricerca realizzata dall'osservatorio immobiliare di CONFABITARE - Associazione Proprietari Immobiliari - di Bologna. Dati e numeri davvero sorprendenti che vedono il piccolo comune appenninico battere altri centri ben più blasonati. Castel d'Aiano si colloca infatti al comando, sia per quanto riguarda la tenuta dei valori degli immobili negli ultimi tredici anni, sia sul fronte del gradimento come località turistica. Questi ultimi dati sono frutto di un sondaggio dove sono stati interpellati 5.000 bolognesi fra i mesi di maggio e giugno, i quali dichiarano di gradire Castel d'Aiano nel 68 % dei casi, tenendo conto della media dei parametri richiesti. Seguono a ruota Gaggio Montano, Lizzano in Belvedere - Vidiciatico e Porretta Terme.

Inaugurata la mostra fotografica dedicata al Grande Giro Lamborghini 50 ° Anniversario

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InaugurazioneLamborghiniSant'Agata Bolognese. Automobili Lamborghini in Collaborazione con il Comune di Sant'Agata Bolognese ha inaugurato  la Mostra fotografica DEDICATA al Grande Giro Lamborghini 50 ° Anniversario, alla Presenza del Presidente e AD Stephan Winkelmann e del Sindaco di Sant ' Agata Bolognese Daniela Occhiali. Tutti Gli Appassionati del Marchio del Toro potranno ammirare, Fino al 28 luglio, 40 scatti Arte Informando del Più ​​grande raduno Lamborghini di Semper, con 350 supercar da Tutto Il Mondo Giunte in Italia dal 7 all'11 maggio scorsi per celebrare i 50 Anni Dalla fondazione dell'Azienda. La Mostra Sarà, Aperta al Pubblico, con ingresso gratuito, Presso la Sala Nilla Pizzi, via 2 Agosto 1980 n. 41, a Sant'Agata Bolognese, nda seguenti Giorni e orari: - 10 luglio, Dalle 18 alle 22 - 11 - 18 - 25 luglio, Dalle 9 alle 12 e Dalle 19 alle 22 - 12 - 13 luglio, Dalle 18 alle 21.30 - 14 - 21-28 luglio, Dalle 10 alle 12 e Dalle 18 alle 20 - 19 - 20 - 26 - 27 luglio, Dalle 18 alle 20.

Redazione

Bologna. Confabitare: Compravendite sempre più " Multietniche " sotto le due torri

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BolognaConfabitare disegna la mappa dei proprietari di immobili a Bologna per nazionalità. Quasi un proprietario su dieci è straniero
Il sogno di comprare una casa non è più un'esclusiva degli italiani, più o meno benestanti che siano. Oggi, gli immigrati, tra le tante aspettative ed aspirazioni, coltivano anche quella di acquistare una casa nella città dove vivono e dove hanno deciso di far crescere i loro figli. Insomma, gli stranieri residenti in città entrano prepotentemente nel mondo delle compravendite immobiliari e, non deve sorprendere, se oggi, quasi 10 nuovi proprietari su 100, sotto le Due Torri, parlano un'altra lingua, sono perfettamente integrati e, "dulcis in fundo", hanno un lavoro dignitoso che permette loro di pagare la rata del mutuo. E' la fotografia che emerge da un'indagine di CONFABITARE – associazione proprietari immobiliari - che disegna un quadro positivo e sempre più "multietnico" del mercato immobiliare cittadino.
Bologna, spicca tra le province italiane, come una delle più "gettonate" dalla popolazione straniera: la percentuale di immigrati nel territorio comunale si attesta intorno al 7,52% e nel periodo Gennaio 2012– Dicembre 2012, le compravendite effettuate da famiglie straniere hanno costituito l'8,7% del totale delle transazioni concluse nel Comune di Bologna; il dato sale al 10,5% se si prende in considerazione l'intera provincia. Si tratta, comunque, di un fenomeno in continuo movimento con una crescita del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2011 nel Comune di Bologna e del 2% in provincia.
"E' un fenomeno sociale che non può più essere ignorato – afferma perentorio Alberto Zanni, presidente nazionale di CONFABITARE – Gli stranieri che riescono a comprare casa sono in continuo aumento e le motivazioni sono tante. A spingere gli immigrati in regola e con un lavoro sicuro e remunerato ad acquistare casa sono diversi fattori" – spiega Zanni. "Innanzitutto, senza nascondersi dietro a false demagogie, permane un atteggiamento di resistenza ed ostracismo degli italiani nei confronti degli stranieri, quando si deve affittare o vendere casa. Inoltre, nel desiderio di acquistare casa, influisce anche un fattore psicologico che tradisce il desiderio di radicarsi, in modo sempre più forte, alla città in cui si abita e in cui si è scelto di offrire un futuro migliore ai propri figli". "Di contralto – conclude Zanni – c'è anche da segnalare un fenomeno piuttosto curioso: gli stessi stranieri che, magari, sono riusciti a comprare una seconda casa, quando decidono di darla in affitto preferiscono come inquilini gli italiani a connazionali o ad altri stranieri".
Indiani, pakistani e bengalesi si dimostrano i più sensibili al richiamo dell'investimento nel "mattone". Dall'indagine di Confabitare risulta, infatti, che di quell'8,7% delle compravendite effettuate da famiglie straniere, il 46% degli immigrati che acquistano casa sotto le Due Torri sono indiani, pakistani e bengalesi. Se rapportiamo il dato con il totale delle transazioni su Bologna, emerge un aspetto interessante: ovvero che, il 4% delle compravendite nel capoluogo emiliano, compresi italiani e stranieri, è attribuibile a queste tre nazionalità. Nazionalità che risultano essere particolarmente presenti anche nel settore del commercio: secondo i dati raccolti dall'Osservatorio Immobiliare di CONFABITARE, i pakistani hanno avviato fino ad oggi ben 224 attività, perlopiù di generi alimentari e bigiotteria, borse e accessori; ebbene, in almeno 82 casi gli stessi gestori pakistani sono anche proprietari immobiliari delle mura dei negozi. Insomma, se, come vedremo in seguito, i cinesi che hanno disponibilità di denaro preferiscono investire nella prima casa, i pakistani, invece, hanno la tendenza a comperare le mura della loro attività commerciale quotidiana. Ancora diversa, invece, la situazione che si delinea per indiani e bengalesi, che, pur avendo avviato alcune decine di attività commerciali sotto le Due Torri, risultano sempre in affitto e nessuno di loro è proprietario del negozio che gestisce. Seguono i romeni e gli albanesi che, da soli, coprono il 31% delle compravendite immobiliari con protagonisti immigrati, il 2,69% delle transazioni totali. Romeni ed albanesi dimostrano di essersi radicati molto stabilmente nella nostra città con attività commerciali anche in proprietà: dei 234 romeni che gestiscono negozi, almeno 25 di loro sono proprietari dell'immobile, mentre dei 185 negozi di cui risultano titolari gli albanesi, 38 sono in proprietà.
Fanalino di coda sono i marocchini che coprono soltanto il 3% delle compravendite fra stranieri a Bologna. I nordafricani, infatti, pur essendo la comunità più numerosa in provincia (11915), è quella che si ritrova con somme meno consistenti di denaro per potere acquistare casa. Un aspetto che contraddistingue la comunità marocchina è l'acquisto, invece, delle attività commerciali (ristoranti, negozi di accessori e bigiotteria ed imprese di pulizia): a Bologna ce ne sono 262, di cui 85 in proprietà, ovvero il 32,44%. Abitudine frequente per la grande maggioranza di proprietari di negozi ed attività, è la tendenza ad adibire il retrobottega a piccola abitazione, dove, molto spesso, convive un nucleo familiare.
Un capitolo a parte merita la fotografia della comunità cinese che, sotto le Due Torri, conta 1950 persone, di cui il 61% abita nel quartiere Navile, mentre seguono a ruota San Donato e San Vitale. La presenza più massiccia di cinesi, però, è concentrata in zona Bolognina, dove vive il 45% della popolazione residente in città, seguita a distanza da Corticella. Emerge chiaramente per la comunità cinese, l'idea di radicarsi e la volontà di ricostruire il tessuto di una vera e propria "Chinatown" sotto le Due Torri. Un dato su tutti, però, è piuttosto eloquente ed è in grado di delineare un quadro chiaro e preciso: il 20% delle compravendite immobiliari fra immigrati a Bologna è coperto da cinesi che, da soli, arrivano a riempire l'1,74% delle compravendite totali. Tradotto vuol dire che, quasi due cinesi su dieci vive in una casa di proprietà.
La comunità cinese è, senza dubbio, quella che investe maggiormente nel "mattone" in città: l'aspetto curioso, però, è che i cinesi non acquistano soltanto case ed appartamenti ad uso abitativo, ma, avendone la possibilità, preferiscono diventare proprietari anche delle attività commerciali che gestiscono, siano essi ristoranti, take-away o negozi di abbigliamento. Dai dati dell'Osservatorio, emerge, infatti, che su 429 attività presenti in città, ben 282 ovvero il 10,42% sono in proprietà. Insomma, i cinesi non si limitano a prendere una residenza o un domicilio, fanno molto di più: tendono a radicarsi e a mettere radici profonde nel territorio in cui abitano, preferendo acquistare in proprietà case, negozi e ristoranti in cui poi lavorano e impiegano familiari e amici connazionali.
Una considerazione a parte merita anche la comunità filippina che sotto le Due Torri resta, comunque, la più numerosa: in città se ne contano 3300, di cui oltre un quinto abita nel quartiere Santo Stefano, mentre gli altri sarebbero distribuiti tra Navile, Saragozza e Toscana; alta la concentrazione di filippini anche nelle aree del centro storico. Un modello insediativo che la dice lunga anche su un fenomeno sociale e cioè che, di preferenza i filippini scelgono di abitare laddove è prevalente la richiesta di servizi domestici e di assistenza rivolti alle famiglie in condizioni più agiate. Molto spesso, i filippini risiedono proprio nelle case delle stesse famiglie che offrono loro un posto di lavoro stabile. L'unico dato di cui siamo in possesso, ci dice che su 28 attività di imprese di pulizie e servizi gestite da cittadini filippini, nessuna risulta in proprietà. Poche anche le case tra Bologna e la provincia, di cui risultano proprietari. Fattori che se sommati insieme, spingono ad una valutazione generale sulla comunità filippina che, al contrario ad esempio di quella cinese, non sente l'esigenza di radicarsi nel nostro territorio, limitandosi, invece, ad accumulare denaro lavorando, ma senza perdere mai di vista il sogno di ritornare nel proprio paese d'origine.

L’Italia guarda il futuro sempre più con occhi a mandorla

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BaldinicCina-1La società occidentale sta cambiando e guarda al futuro sempre più con occhi a mandorla, questo è il nuovo lifting che ridisegna, con inchiostro indelebile, il volto economico e sociale del sistema Italia. Una conseguenza di scelte decennali su politiche economiche e fiscali messe in atto dai precedenti Governi, fino all'ultimo presieduto dal Senatore Mario Monti che avendo optato solo su politiche di sacrificio sociale ha avuto, inevitabilmente, effetti deprimenti per la crescita economica e l'occupazione. Oggi il nuovo, ed inedito, Governo presieduto da Enrico Letta con Vicepremier Angelino Alfano sta, pur se con prudenza, tentando di intraprendere una nuova strada per cercare di ridare vitalità all'economia ed agli investimenti nel nostro paese. Un percorso, non innovativo o futuristico, che trova le proprie radici nella storia recente della Cina, paese in cui, fino a pochi anni orsono, il consumismo non era considerato un modello socio-culturale e la soglia della povertà era la vera priorità da affrontare. Questo Paese, grazie al coraggio e la lungimiranza del premier Deng Xiaoping, passò alla "demaoizzazione" del vecchio sistema di stampo sovietico mediante una serie di riforme del sistema industriale, finanziario, fiscale e commerciale col resto del mondo ed all'introduzione dei meccanismi di mercato, portando il Paese, pur essendo ancora oggi legato all'ideologia socialista, ad influenzare e determinare le scelte del mondo occidentale per politiche industriali e finanziarie con rilevanti riflessi sullo stile di vita della società. Riflessi che diventano dinamiche oggettive se si considera, anche solo, il dato che la Cina attualmente detiene in portafoglio il 4% del nostro debito pubblico ed ha, pochi mesi fa, espresso chiaramente la disponibilità ad aumentare la propria posizione di credito in Titoli di Stato. Oggi il sistema economico-finanziario del paese è sempre più dipendente dal Dragone e la strada che l'esecutivo deve intraprendere, mediante riforme urgenti per ridare vitalità e futuro al paese, è a senso unico mediante l'attivazione di sistemi di defiscalizzazione per le imprese estere che intendono investire nel nostro paese con una conseguente crescita occupazionale. Dare, altresì, energia al mezzogiorno mediante la creazione e di aree franche, in esenzioni d'imposta per un periodo di vent'anni, per gruppi industriali e turistici esteri. Dinamiche che porterebbero ricchezza al paese con crescita occupazionale e riflessi positivi nel mercato dei consumi, riduzione dei costi sociali di disoccupazione e una inversione l'attuale trend di delocalizzazione delle imprese.

Daniele Baldini

Prevenzione incendi, attivato il servizio di vigilanza antincendio boschivo

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incendioE' operativo da sabato 6 luglio, il "Servizio di vigilanza ed avvistamento incendi boschivi", predisposto dalla Provincia in collaborazione con la Consulta Provinciale del Volontariato di Protezione civile, in seguito all'attivazione della fase di attenzione contro gli incendi boschivi del 1 luglio scorso e nelle more delle dichiarazione dello stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi che scatterà presumibilmente dal 26 luglio fino al 1 settembre, da parte dell'Agenzia Regionale di Protezione civile. Il servizio, che sarà attivo tutti i fine settimana, Ferragosto compreso, fino a domenica 8 settembre, prevede 19 punti di avvistamento sul territorio collinare e montano e due automezzi itineranti per azioni di controllo e verifica delle segnalazioni, in collegamento radio con la sede della Consulta di "Villa Tamba" a Bologna. La Centrale Operativa di "Villa Tamba", presidiata da coordinatori e cartografi volontari, sarà in contatto continuo con le strutture operative del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco e con la Sala Operativa Unificata Permanente allestita dall'Agenzia Regionale di Protezione Civile, secondo le indicazioni previste nel modello di intervento e comunicazioni, contenute nel Piano Provinciale di emergenza incendi boschivi. L'Ufficio di protezione civile della Provincia raccomanda a tutti i fruitori dei boschi la massima attenzione e cautela. Si ricorda inoltre che nel "periodo di grave pericolosità", l'accensione dei fuochi è vietata nelle aree forestali, nei terreni saldi o pascolivi, o a distanza minore di 200 m dai loro margini esterni, come riportato dalle Prescrizioni di Massima e Polizia Forestale (P.M.P.F.), che si invita a consultare preventivamente presso il Comune o la Comunità Montana. Massima attenzione anche per quei comportamenti che possono causare un incendio come gettare fuori da un'auto in corsa un mozzicone di sigaretta acceso o parcheggiare l'auto vicino all'erba secca con la marmitta ancora calda. Per chi causa un incendio è prevista la reclusione da quattro a dieci anni in caso di dolo, da uno a cinque anni in caso di colpa per negligenza, imprudenza o imperizia e sono previste sanzioni amministrative da 1.000 a 10.000 euro.
In caso di avvistamento di un incendio da parte di chiunque, è necessario telefonare immediatamente, fornendo informazione precise sulla località interessata, ad uno dei seguenti numeri:
1515 – numero nazionale di Pronto intervento del Corpo Forestale dello Stato.
115 – numero nazionale di Pronto intervento dei Vigili del Fuoco.
In questo periodo sono attivi anche due numeri verdi gratuiti:
8008-41051 – numero verde del Corpo Forestale dello Stato per l'Emilia Romagna.
800-333-911 – numero verde dell'Agenzia Regionale di Protezione Civile.

A Martina Giangrande il Premio “La città delle dame”

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premioAlla figlia del Carabiniere ferito davanti a Palazzo Chigi il riconoscimento della Provincia di Bologna  per valorizzare l'universo femminile
"Per la semplicità del suo grande gesto, per il senso di responsabilità e lo spirito di servizio, per il senso alto delle istituzioni, per il valore umano e sociale del suo comportamento". Con queste motivazioni, lette oggi in aula dalla presidente Beatrice Draghetti, la Provincia di Bologna ha assegnato il Premio "La città delle dame" a Martina Giangrande, figlia del Brigadiere dei Carabinieri Giuseppe Giangrande gravemente ferito nell'aggressione del 28 aprile scorso davanti a Palazzo Chigi. La presidente Beatrice Draghetti ha ringraziato Martina per "l'esemplarità di donna, figlia e cittadina dimostrata" e ha poi consegnato a Martina Giangrande la scultura "Venere velata" donata dall'artista Maria Cristina Pacelli. Prima della lettura delle motivazioni da parte della presidente Draghetti, Caliandro ha rivolto a Giuseppe Giangrande un sincero augurio di pronta guarigione sottolineando che "questo paese non ha bisogno di eroi, ma di uomini che sappiano svolgere il proprio lavoro con dedizione e amore verso il prossimo".

Aperte le iscrizioni all'VIII edizione del 'Premio Diana Sabbi'.

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laureatiAperte sino al 26 luglio le iscrizioni per partecipare all'edizione 2013 del 'Premio Diana Sabbi' per tesi di laurea sulla storia delle donne

Istituito dalla Provincia di Bologna nel 2005, in collaborazione con Università di Bologna e ANPI-Bologna, il premio ha l'obiettivo di dare risalto alla storia delle donne, dei movimenti, delle resistenze e dei modelli femminili in età contemporanea, con particolare riferimento alla 2° guerra mondiale e alla lotta per la Liberazione. E' intitolato a Diana Sabbi (Pianoro, 1922–2005), decorata con la medaglia d'argento al valor militare per essersi distinta in azioni di particolare valore e coraggio durante la Resistenza. Possono partecipare, presentando la propria tesi, tutti i cittadini e cittadine italiani laureati negli atenei del nostro Paese entro il 26 luglio 2013. Al vincitore o alla vincitrice andrà il premio di 1.000 euro.

Bologna.“Quali e-service per l'azienda e le reti di impresa”: launch-event del Progetto Essence

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ESSENCEOggi, martedì 18 giugno, dalle 15 alle 18, nella Sala del Consiglio (via Zamboni 13), la Provincia di Bologna ospiterà l'incontro "Quali e-service per l'azienda e le reti di impresa", organizzato nell'ambito del progetto europeo Essence. Promuovere servizi innovativi per le piccole e medie imprese utilizzando le tecnologie dell'informatica per l'erogazione di e-service e incoraggiando la formazione e lo sviluppo di reti di imprese. Questo l'obiettivo che la Provincia si pone di realizzare nell'ambito di Essence, progetto europeo di cui l'ente è partner, in collaborazione con ITL Istituto per i trasporti e la logistica della Regione Emilia-Romagna. Nell'incontro il progetto sarà presentato al territorio, anche grazie ai contributi dal mondo dell'Università, della ricerca e dell'innovazione digitale. "Crediamo molto in questo progetto perché ci permette di sostenere l'innovazione delle nostre imprese" - dichiara Graziano Prantoni, assessore provinciale alle Attività produttive e Turismo. "Sappiamo bene quanto sia importante in questo momento di crisi fornire strumenti che permettano al sistema economico locale di rimanere al passo nonostante le difficoltà del tempo". Grazie ad Essence saranno analizzate buone pratiche e condotte analisi sui fabbisogni di innovazione delle piccole medie imprese, sarà sviluppata una piattaforma open source per erogare servizi online e saranno condotti casi pilota su reti di imprese. Apriranno i lavori l'assessore Prantoni e Carlo Boschetti, direttore del Dipartimento di Scienze aziendali dell'Università di Bologna. Marino Cavallo, coordinatore per la Provincia di Bologna del progetto Essence, e Stefano Dondi, referente del progetto per ITL, illustreranno le attività previste dal progetto e gli obiettivi attesi. A seguire gli interventi di: Enrico Supino, coordinatore delle attività di ricerca nell'ambito del progetto, Chiara Berti che illustrerà le azioni di progettazione e supporto alle imprese e Flavio Bonfatti, che interverrà sulle piattaforme informatiche per lo sviluppo di servizi alle imprese. Il contributo di Giulietta Fara (ExpoPixel) si focalizzerà sul ruolo che l'introduzione e lo sviluppo del digitale può svolgere nell'attività di impresa. A Giovanna Trombetti, direttore del settore Sviluppo economico della Provincia di Bologna e a Silvano Bertini della Regione Emilia-Romagna il compito di delineare le strategie locali per l'innovazione e lo sviluppo degli e-service e il ruolo del territorio per supportare la competitività basata sull'eccellenza tecnologica. Costantino Cipolla dell'Università di Bologna tirerà le conclusioni della giornata di lavoro e cercherà di inserire le riflessioni in un quadro più ampio di riferimento ai cambiamenti sociali e culturali che attendono le imprese e i territori nei prossimi anni.

Redazione

Boom di sfratti: Confabitare lancia l’allarme

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Zanni" L' escalation degli sfratti nei primi 5 mesi del 2013 è un fenomeno sempre più inquietante, l'ennesima spia della gravissima crisi che investe l'intero settore immobiliare". A lanciare l'allarme è Alberto Zanni  ( in foto ) – presidente nazionale di Confabitare - associazione proprietari immobiliari – che, dati alla mano, denuncia una situazione che rischia di diventare una vera e propria emergenza sociale.
" La gran parte degli sfratti in tutta Italia, spiega Zanni, è provocata dalla morosità degli inquilini. La crisi morde, molte famiglie non riescono a pagare l'affitto e i proprietari, nonostante buona volontà, dilazioni e quant'altro, alla fine spesso sono costretti a ricorrere a decisioni dolorose ma inevitabili. Non dimentichiamo che mediamente gli sfratti riguardano inquilini che non pagano da un anno". I dati che riportiamo nella tabella qui sotto sono eloquenti: in tutte le principali città si registra un netto aumento degli sfratti nei primi 5 mesi del 2013 rispetto all'anno scorso. Bologna è al top della classifica con un balzo del 42% passando dai 1681 sfratti del 2012 agli attuali 2387. Alle spalle di Bologna, Milano con il 39%, Torino col 36%, e Roma col 35%. Fanalino di coda Bari con un 12% in più. Che fare, allora per arginare il dilagare di un fenomeno da "allarme rosso"? Zanni una ricetta ce l'ha: "occorre ripristinare al più presto il fondo nazionale per l'affitto, uno strumento che già in passato si è rivelato un valido supporto alle famiglie in gravi difficoltà economiche . Al riguardo Confabitare ha già inviato una formale richiesta al Presidente del Consiglio Enrico Letta. Attendiamo fiduciosi di ricevere una risposta positiva".

Redazione

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