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Castel Maggiore: Alluvione - dal Comune aiuti alle imprese

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Aperto il bando per accedere ai fondi stanziati a seguito dell'alluvione del 19 ottobre 2024

Dal 13 maggio 2025 è possibile partecipare al bando che consente di chiedere un contributo del comune alle imprese colpite dall'alluvione dell'ottobre 2024.

Beneficiari del contributo sono piccole imprese, artigiani e liberi professionisti in attività al momento dell'esondazione che hanno subito un danno all'attività derivata dall'esondazione del Navile, avvenuta nella notte tra il 19 ed il 20 ottobre 2024, accertato da verbale di sopralluogo da parte dei tecnici comunali da cui risulta l'inondazione dei locali.

L'importo del contributo sarà di euro 2.500 per beneficiario e sarà forfettario ed indipendente dal reale ammontare dei danni subiti.

I requisiti saranno attestati dal legale rappresentante dell'attività, fermando la possibilità dell'amministrazione di procedere a verifica delle dichiarazioni rilasciate con revoca del beneficio ne caso si accertasse la falsa dichiarazione.

I locali alluvionati dovranno essere quelli in cui si svolge l'attività dell'impresa, sia amministrativa che produttiva, con presenza di personale e/o di macchinari, o stoccaggio a prescindere dalla qualificazione (sede legale, operativa ecc.).

Il bando è stato finanziato con delibera del Consiglio comunale che ha destinato la somma di euro 50.000 per l'erogazione dei contributi, e fa seguito a quello pubblicato a dicembre destinato ai soggetti privati residenti a Castello, finanziato grazie alle donazioni pervenute da privati, associazioni e imprese del territorio per 53.000 euro.

Gli interessati avranno 30 giorni di tempo per presentare domanda, entro le ore 24.00 del 12/06/2025.

Con questo bando si chiude la gestione immediatamente emergenziale dell'alluvione dell'ottobre scorso, in cui il Comune ha spese per 113.000 euro per interventi immediati di ripristino e sostegno come cibo e ospitalità in albergo per alcune famiglie, manutenzione degli scarichi fognari e pulizia delle aree inondate.

Informazioni e modulistica sono disponibili sul sito web del Comune: https://comune.castel-maggiore.bo.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=28777

Redazione

Giro d'Abruzzo, nell'ultima tappa per Zimmermann e Oliveira è una festa per due

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Giro dAbruzzoIl tedesco della Intermarché - Wanty difende con successo la Maglia BiancoVerdeBlu nella frazione finale. De la Cruz e Torres completano un podio per due terzi spagnolo. 30^ vittoria stagionale per la UAE Team Emirates XRG con il portoghese, di nuovo a segno dopo la tappa di Penne

Isola del Gran Sasso (Santuario di San Gabriele) E' Georg Zimmermann il successore di Alexey Lutsenko nell'albo d'oro de Il Giro d'Abruzzo che ha vissuto anche nella tappa Corropoli-Isola del Gran Sasso (Santuario di San Gabriele) una giornata ricca di emozioni che ha premiato il coraggio degli attaccanti. Ivo Oliveira, già vincitore a Penne, ha avuto la meglio su Sjoerd Bax nel duello tra i due corridoi capacità di finalizzare una lunga fuga alla quale il gruppo non ha mai concesso più di 1'30", senza però riuscire a ricucire il gap nel finale. Della situazione ha saputo sfruttare anche Georg Zimmermann, bravo a difendere la Maglia BiancoVerdeBlu ea conquistare la sua prima corsa a tappe in carriera davanti ai due spagnoli David De la Cruz e Pablo Torres. Nelle altre classifiche per Filippo Fiorelli (Maglia Ciclamino), Federico Guzzo (Maglia Azzurra), Pablo Torres (Maglia Bianca) e VF Group BardianiCSF-Faizanè (Classifica a Squadre).

CLASSIFICA GENERALE
1 - Georg Zimmermann (Intermarché - Wanty)
2 - David De la Cruz (Q36.5 Pro Cycling Team) a 11"
3 - Pablo Torres (UAE Team Emirates) a 18"

ORDINE D'ARRIVO
1 - Ivo Oliveira (UAE Team Emirates XRG) - 167 km in 3h58'49", media di 41.956 km/h
2 - Sjoerd Bax (Q36.5 Pro Cycling Team) st
3 - Giovanni Bortoluzzi (Magazzini Generali - Essegibi - F.lli Curia) a 12"

( Credit photo: LaPresse )

Redazione

Bologna provincia: SP 59 "Monzuno", in serata riapre a senso unico alternato in località Lodole

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Riaprirà questa sera la SP 59 "Monzuno" in località Lodole. Inizialmente sarà una "strada bianca" a senso unico alternato regolato da semaforo e successivamente a doppio senso di marcia. La strada era chiusa da novembre scorso a causa del collasso completo dell'intera carreggiata per un fronte di circa 100 metri al km 11+700, tra Monzuno e la Fondo Valle Savena, in località Lodole nel Comune di Monzuno. I lavori sono consistiti nella posa di pali trivellati in cemento armato e realizzazione di un muro di sostegno per il ripristino della fondazione stradale. Rivista completamente anche la regimazione delle acque, che è stata causa del cedimento della strada.
Si preferisce in questo momento lasciare la "strada bianca", per consentire l'assestamento degli scavi ed eventuali ricariche di materiale, utili a consolidare la carreggiata e a ottenere la quota definitiva per l'asfalto, che verrà realizzato prima dell'estate.

"Grazie ai cittadini e al Comune per la collaborazione. - commenta Matteo Montanari, consigliere metropolitano delegato al coordinamento degli interventi di ricostruzione post alluvione - È stato fatto un lavoro molto importante di consolidamento non solo della strada, ma anche della montagna e di gestione dell'acqua che è fondamentale per evitare il ripetersi di situazioni simili. Tecnici e ditta hanno lavorato davvero sodo. Stiamo dando un'accelerazione alla gestione della ricostruzione post alluvione e lo vogliamo fare ponendo un'attenzione particolare per le realtà dell'Appenino che sono state stravolte dai tanti eventi alluvionati".

"Siamo contenti della riapertura della SP 59 interrotta in località le Lodole. - commenta il sindaco di Monzuno, Bruno Pasquini - La strada sarà riaperta domani a senso unico alternato con un semaforo. Tra circa un mese circa sarà riaperta a due sensi, ma non asfaltata poiché saranno ancora da terminare i lavori di finitura delle cunette. L'impegno è quello di sistemare la strada con anche l'asfaltatura per l'estate. Ringraziamo la Città metropolitana di Bologna per l'enorme lavoro svolto. Così come ringraziamo coloro che hanno dovuto subire questo disagio, ma hanno dimostrato comprensione e collaborativa pazienza".

Redazione

Val di Zena, partiti i lavori per riconnettere la SP 36 a Cà di Lavacchio

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Lavori Cà di Lavacchio 2La Città metropolitana investe ulteriori 150 mila euro di risorse proprie. Il punto sugli interventi in corso lungo tutta la strada

Partiti i lavori per riconnettere la SP 36 "Val di Zena" al km 18, in località Cà Lavacchio, nel territorio del Comune di Pianoro, unico punto rimasto completamente inaccessibile dopo l'alluvione di ottobre 2024. I lavori prevedono la realizzazione di una nuova strada temporanea, percorribile a senso unico alternato dai soli residenti e mezzi di soccorso. L'opera temporanea è stata finanziata con 150 mila euro di risorse proprie della Città metropolitana di Bologna e una volta completata sarà utile anche al ripristino definitivo.

"In Val di Zena, per i danni derivanti dalle alluvioni del 2024, ancora non coperti da alcuna Ordinanza commissariale, la Città metropolitana di Bologna sta facendo fronte all'emergenza con strumenti ordinari e risorse proprie per circa 1,65 milioni di euro, largamente insufficienti a fronte di danni stimati in 40 milioni di euro – spiega Matteo Montanari, consigliere metropolitano delegato al Coordinamento degli interventi di ricostruzione post alluvione – L'intervento temporaneo in località Cà di Lavacchio è importante non solo per riconnettere la SP 36 nell'unico punto ancora inaccessibile, ma perché questi lavori saranno utili anche al ripristino definitivo".

Sulla SP 36 sono attualmente in corso interventi previsti dalle prime ordinanze del Commissario Straordinario Figliuolo per le alluvioni del maggio 2023, che riguardano la parte alta ai km 10+400 con il consolidamento del versante a monte e dell'alveo del fiume a valle, e 11+900 con la ricostruzione della strada a monte del tratto parzialmente crollato.

Per i danni derivanti dalle alluvioni del 2024, con le risorse proprie stanziate (1,65 milioni di euro), la Città metropolitana di Bologna ha completato la manutenzione straordinaria dei fossi fino al km 4 e il ripristino dell'erosione ai km 4+500 e 20, nonché un primo consolidamento del ponte al km 17+600; è in corso la riparazione della frana di monte e dell'erosione alle progressive 2+100, 2+200 (all'altezza del centro visita Parco, nel Comune di San Lazzaro di Savena), cui seguiranno i ripristini delle erosioni ai km 4+000, 4+100, 7+600 e 10+200 e la riasfaltatura dei tratti ammalorati al km 4+500.

Al reperimento di ulteriori fondi, le priorità sono: manutenzione straordinaria dei ponti e dell'alveo fluviale nei 20 metri a monte e a valle dell'attraversamento, del Farneto (torrente Zena e Comune San Lazzaro di Savena), presso l'ospedale Gruppioni (torrente Zena e Comune di Pianoro), la coppia al km 4+700 (torrente Zena e Comune di Pianoro), e al Botteghino (Rio Laurenzano e Comune di Pianoro); interventi anche sulle erosioni ai km 5+600, 7+500, 8+000, 9+000 e sulle frane dai versanti tra i km 10+600 e 11+600, 12+300 e 15+000, e 17+760.

Redazione

Bracconaggio a Ozzano dell’Emilia, la Polizia Locale della Città metropolitana denuncia un uomo

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BRACCONAGGIO SEQUESTO MATERIALESalvato un fagiano e sequestrate alcune trappole artigianali nascoste nella boscaglia

Un uomo è stato denunciato nei giorni scorsi dalla Polizia Locale della Città metropolitana con l'accusa di porto abusivo di armi, caccia senza licenza eseguita con mezzi vietati e in periodo di divieto generale per la selvaggina stanziale, per aver piazzato delle trappole artigianali nei boschi di Ozzano dell'Emilia.

Gli agenti, a seguito di una segnalazione, hanno condotto un'operazione anti-bracconaggio tramite appostamenti e presidio di un'area boscata, riuscendo a cogliere in flagranza il trasgressore.

L'uomo infatti, non era un cacciatore e aveva realizzato una serie di rudimentali, ma efficaci trappole per catturare fauna selvatica all'interno di un'area boschiva nel comune di Ozzano dell'Emilia, già zona di divieto di caccia come da ordinanza comunale. Gli strumenti di cattura erano nascosti nella vegetazione ed erano predisposti al fine di catturare volatili selvatici, nella fattispecie fagiani.

Al momento dell'intervento, in una delle trappole, gli agenti hanno infatti trovato un fagiano, che è stato successivamente liberato.

Nell'area oltre alle trappole sono state ritrovate numerose pannocchie di mais, utilizzate proprio per attirare gli animali.
Al termine dell'operazione le trappole e i mezzi vietati, sono stati sequestrati e l'area è stata bonificata e messa in sicurezza.

Redazione

Crevalcore: un nuovo Memoriale nel ventennale del disastro ferroviario della Bolognina

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In occasione del 20° anniversario del disastro ferroviario avvenuto a Crevalcore, l'Amministrazione Comunale ricorda, nella giornata di martedì 7 gennaio 2025, le 17 vittime che allora persero la vita, rinnovandone la memoria con un nuovo monumento commemorativo visibile lungo la Ciclovia del sole, esattamente all'altezza del punto in cui avvenne lo scontro tra i treni.

Il 7 gennaio 2005, nei pressi della stazione di Bolognina di Crevalcore, lungo il binario unico della linea Bologna-Verona, si schiantarono frontalmente il treno interregionale IR 2255 proveniente da Verona e il treno merci 59308 che viaggiava da Roma. L'incidente causò la morte di 17 persone, tra cui i due macchinisti, e il ferimento di altre 80.

In questo particolare anniversario l'Ufficio tecnico comunale, su impulso del sindaco Marco Martelli, ha realizzato il progetto per un Memoriale.

Il nuovo Memoriale è stato concepito come un minuscolo ed essenziale "luogo di memoria" in quanto gli elementi di cui si compone delimitano uno spazio preciso lungo la Ciclovia del Sole, quasi a suggerire l'idea di un santuario commemorativo in aperta campagna.

La struttura attrae e invita il visitatore e il passante a fermarsi, così come quel 7 gennaio si fermò il tempo per i due treni e per il loro carico di uomini e donne. La scenografia creata dal Memoriale stesso induce alla sosta e al raccoglimento in un momento intimo di riflessione e di memoria.

All'interno della struttura, protagonista indiscusso è un pezzo originale di quel treno, ovvero un respingente, oggi fulcro del memoriale, riemerso dal terreno più di un decennio dopo il disastro, proprio durante i lavori di realizzazione della Ciclovia del Sole.

"Con questo Memoriale – dichiara il sindaco Marco Martelli – il Comune di Crevalcore intende continuare a onorare gli impegni che furono presi subito dopo il disastro, affinché quelle parole non fossero solo di circostanza e di condoglianza, ma un preciso impegno. Furono infatti, dopo l'incidente, ripresi e completati, nel giro di qualche anno, i lavori di raddoppio della linea Bologna-Verona, furono modificati i regolamenti ferroviari e furono migliorati notevolmente i sistemi di sicurezza, proprio per far sì che quello che era accaduto quella mattina non potesse più ripetersi. L'apertura della Ciclovia del sole, realizzata proprio sul vecchio tracciato del binario, con il suo intenso passaggio di cicloturisti da ogni parte del paese e anche oltre, – conclude Martelli – ha permesso di fare tesoro della tragedia, conservandone attentamente il ricordo."

La cerimonia si svolgerà in tre tempi, nella giornata di martedì 7 gennaio 2024, con il seguente programma:

- Ore 10,00 presso la Chiesa Arcipretale di San Silvestro, in via Matteotti a Crevalcore, celebrazione in suffragio delle Vittime officiata da Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo metropolita di Bologna

- Ore 11,15 arrivo presso il Parco "7 gennaio 2005" alla Bolognina di Crevalcore

Ore 11,20 Deposizione di fiori al Cippo dedicato alle vittime

Ore 11,25 Intervento Marco Martelli, sindaco di Crevalcore

- Ore 11,30 spostamento verso il nuovo Memoriale

Ore 11,40 Intervento Marco Martelli e scopertura del Memoriale
Ore 11,50 Benedizione Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo metropolita di Bologna

Saranno presenti:

Maurizio Fabbri – Presidente dell'Assemblea Legislativa - Regione Emilia-Romagna

Irene Priolo - Assessora all'Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture - Regione Emilia-Romagna

Matteo Lepore - Sindaco di Bologna e della Città metropolitana di Bologna

Parteciperanno inoltre rappresentanze civili, militari e religiose tra cui: Ferrovie dello Stato, Prefettura e Questura.

Saranno presenti diverse delegazioni di Comuni invitati e diverse Associazioni del territorio.

Le iniziative hanno il patrocinio di Regione Emilia-Romagna e Città metropolitana di Bologna.

Redazione

Viabilità: SP 325 "Val di Setta e Val di Bisenzio", riaperta a senso unico alternato

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SP 325 Val di SettaMantenuta la tempistica prevista per la fine lavori della prima fase. A gennaio partiranno gli interventi della seconda fase, nel tratto a valle, per completare il ripristino totale della strada

Riaperta ieri pomeriggio la SP 325 "Val di Setta e Val di Bisenzio" al km 41, all'altezza del bivio per la località Rasora nel Comune di Castiglione dei Pepoli, a 1 km dal confine con la Toscana. La SP 325 era chiusa dal 9 ottobre scorso a causa di una frana che aveva fatto crollare un tratto di strada lungo circa 30 metri. La provinciale è dunque ora percorribile a senso unico alternato regolato da semaforo, nella corsia di monte, per tutti i veicoli, trasporto pubblico e mezzi pesanti compresi.

A inizio dicembre era stata realizzata in tempo record una fondazione palificata composta da 129 pali lunghi 14 metri ciascuno, su cui è stata poggiata la nuova strada. Da gennaio i lavori di ripristino si concentreranno sulla corsia di valle, con la stessa tecnica di ricostruzione della strada già utilizzata. Il lavori per la riapertura completa di questo importante collegamento, sia per il traffico locale che per quello interregionale, saranno ultimati prima dell'estate.

Redazione

Maltempo, 60 mezzi spazzaneve e spargisale attivi in Appennino nella giornata di ieri

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SPAZZANEVA Valle del LavinoIl Servizio Neve della Città metropolitana: 410 ore di pulizia sulle strade provinciali di tutto l'arco appenninico, dall'imolese fino a Lizzano in Belvedere

La prima vera nevicata della stagione invernale in Appennino, nel fine settimana appena concluso, ha attivato il Servizio Neve della Città metropolitana, per pulire le strade provinciali interessate dal maltempo. Domenica 8 dicembre sono entrati in azione 50 spazzaneve e 10 mezzi spargisale sulle SP di tutto l'arco appenninico, dall'imolese fino a Lizzano in Belvedere, al confine con la provincia di Modena, per un totale di 410 ore di servizio.

Interventi di particolare rilevanza sulla SP 7 "Valle dell'Idice" nel tratto Monghidoro-Monterenzio, SP 26 "Valle del Lavino", SP 55 "Granaglione", SP 71 "Cavone", SP 325 "Val di Setta e Val di Bisenzio", nei Comuni di Castiglione dei Pepoli e Monzuno, SP 610 "Montanara" nei Comuni di Castel del Rio e Fontanelice, Fondo Valle Savena nei Comuni di Loiano, Monghidoro e San Benedetto Val di Sambro.

Le attività di spargimento sale sono continuate fino alle prime ore di questa mattina.

I tecnici della Città metropolitana monitorano costantemente lo stato delle strade provinciali e tutti i mezzi del Servizio Neve sono pronti a riattivarsi qualora ce ne fosse necessità.

A Bologna con i lavoratori della bonifica l'incontro “Crisi climatica e gestione delle acque"

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Onofrio Rota Segretario Generale Fai-CislAmbiente, Rota (Fai-Cisl): "Dati Ispra preoccupanti, potenziare il lavoro dei consorzi di bonifica"

Si è svolto ieri a Bologna presso il Consorzio di Bonifica Renana il convegno "Crisi climatica e gestione delle acque: il ruolo strategico dei consorzi di bonifica". L'iniziativa, organizzata dalla Fai-Cisl nazionale, si è aperta con i saluti delle istituzioni locali e l'intervento della Segretaria nazionale Raffaella Buonaguro, che ha sottolineato: "Per anni i consorzi sono stati considerati enti inutili, invece nello scenario della difesa del territorio sono strategici, ecco perché vanno gestiti con lungimiranza, anche utilizzando al meglio le risorse del Pnrr per le reti idriche, che in Italia raccolgono solo l'11% dell'acqua piovana. Solo nel 2023 - ha ricordato la sindacalista - abbiamo avuto 36 vittime del dissesto idrogeologico, dobbiamo chiederci se rispetto a quanto accaduto a Valencia, un mese fa, con la tragica alluvione che ha causato oltre 220 vittime, siamo stati solo più fortunati: Stato, Regioni ed enti locali devono investire di più sul lavoro di questa categoria per imparare a fare prevenzione, non possiamo affidarci alla sorte o alla sola gestione delle emergenze".

Inevitabile un riferimento anche a quanto accaduto in Emilia Romagna nel 2024, con 23 fiumi esondati contemporaneamente e 80 frane: "Qui come in altri territori - ha detto Daniele Saporetti, Segretario Generale della Fai-Cisl regionale - sono emerse le conseguenze delle attività umane di cementificazione, deforestazione, degradazione del suolo: valorizzare il lavoro dei consorzi di bonifica significa migliorare la prevenzione del dissesto idrogeologico davanti a calamità sempre più estreme".

All'evento, moderato dalla giornalista del Sole 24 Ore Ilaria Vesentini, sono intervenuti tra gli altri Attilio Toscano, Professore ordinario di idraulica e sistemazioni idraulico-forestali all'Università di Bologna, Alessandro Bratti, Segretario Generale dell'Autorità distrettuale del Fiume Po-MiTE, Orietta Ruccolo, Segretaria regionale della Cisl e Massimo Gargano, Segretario nazionale Snebi.

Ha concluso i lavori Onofrio Rota, Segretario Generale Fai-Cisl nazionale: "I consorzi di bonifica vanno inquadrati nella visione più ampia del lavoro ambientale a difesa del territorio, oggi dobbiamo potenziare questo settore guardando a una logica di economia diretta e di circolarità strettamente connessa con i territori. Dobbiamo prendere come esempio quelle buone pratiche fondate sulla sostenibilità dei consorzi e dobbiamo superare quelle che non funzionano, in cui anziché l'autogoverno del mondo agricolo sono prevalse logiche politiche accumulando debiti, inefficienza e mensilità non retribuite ai lavoratori. Anche dal punto di vista contrattuale - ha aggiunto il leader della Federazione agroalimentare della Cisl - siamo pronti a guardare alle sfide future, perché in un mondo in trasformazione sarà importante valorizzare le professionalità, innalzare i redditi, migliorare il welfare, per contribuire a riqualificare il settore". In conclusione Rota ritenendo "preoccupanti i nuovi dati Ispra" ha anche ribadito la proposta della Fai-Cisl di una legge contro il consumo di suolo: "Anche nel 2023 è rimasto troppo elevato, continua ad avanzare 20 ettari al giorno, ricoprendo nuovi 72,5 km2, una superficie estesa come tutti gli edifici di Torino, Bologna e Firenze: serve una legge organica che sappia dare più coerenza alle politiche ambientali mettendo fine alla cementificazione selvaggia e privilegiando le logiche di rigenerazione urbana e riqualificazione del territorio".

Redazione

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