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Caccia, prima giornata senza incidenti

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Cacciatori245 controlli effettuati dalla Polizia locale della Città metropolitana, multati 18 cacciatori per mancato rispetto delle distanze da immobili e strade

La stagione venatoria sul territorio bolognese è stata inaugurata senza incidenti. Domenica 15 settembre la prima giornata di caccia si è svolta regolarmente, con una decina di segnalazioni. Questo grazie alla presenza capillare delle pattuglie sul territorio, sia della Polizia locale della Città metropolitana, sia delle Guardie Volontarie. Nella giornata di ieri erano infatti presenti 12 pattuglie della Polizia locale, per un totale di 29 agenti, di cui alcuni in bici, coadiuvate da 15 pattuglie delle Guardie Volontarie appartenenti alle diverse associazioni venatorie e ambientaliste, per un totale di 36 persone.

A fronte di circa 400 cacciatori avvistati sul territorio metropolitano sono stati effettuati 245 controlli. A questi sono seguiti 18 verbali amministrativi, principalmente per il mancato rispetto delle distanze da immobili e strade, per cui è prevista una sanzione di 206 euro. La sicurezza infatti, rimane l'obiettivo principale dei controlli svolti sull'attività venatoria a garanzia dei cittadini e degli stessi cacciatori.

Come da Calendario Venatorio Regionale nelle prossime 2 settimane la caccia proseguirà nelle giornate fisse di giovedì e domenica per poi avviarsi nel pieno della stagione venatoria per i successivi tre mesi.
Per tutto il periodo, la Polizia locale della Città metropolitana sarà impegnata in servizi di vigilanza e per rispondere alle eventuali segnalazioni dei cittadini.

"Ringrazio gli agenti e i volontari per l'importante il lavoro svolto sul territorio, che consente di svolgere l'attività venatoria in sicurezza, nel rispetto della legge", ha commentato Franco Cima, consigliere metropolitano delegato ai Piani di controllo della fauna selvatica.

Redazione

Molinella, lunedì 2 settembre riapre al transito il "Ponte sul Reno"

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Ponte Reno MolinellaLunedì 2 settembre riaprirà al transito il "Ponte sul Reno", situato lungo la strada provinciale SP 49 "Imperiale" nel territorio del comune di Molinella.
La strada provinciale era stata chiusa al km 0+202 dallo scorso 26 gennaio per consentire l'esecuzione di lavori di consolidamento sul Ponte.

A partire da lunedì verranno inoltre revocati il divieto di transito ai veicoli con massa superiore a 26 t e le limitazioni attualmente in vigore (limite di velocità a 30 km/h, senso unico alternato e divieto di sorpasso).

Redazione

Pianoro, chiusura al transito della SP 36 "Val di Zena" dal 19/08/2024

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A seguito degli eventi alluvionali che hanno colpito l'Emilia-Romagna a maggio 2023, si sono verificati importanti movimenti franosi che hanno interessato tra le altre la strada provinciale SP 36 "Val di Zena", in particolare al km 10+500 e al km 12+850 nel territorio del Comune di Pianoro.
Si è reso quindi necessario eseguire lavori di pulizia e disbosco, finalizzati a ispezionare adeguatamente l'area coinvolta, che comportano l'occupazione temporanea dell'intera sezione della sede stradale.

Per eseguire tali lavori si dispone pertanto la chiusura al transito della SP 36 "Val di Zena" dal km 10+500 al km 12+850 a tutti i veicoli e ai pedoni dal 19 agosto fino al termine dei lavori (previsto per il giorno 8 ottobre 2024) dalle 8 alle 17 nei soli giorni feriali.
In ogni momento sarà consentito il transito ai mezzi di soccorso in emergenza.

Redazione

Capriolo si perde tra le case di un centro abitato alle porte di Bologna

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liberazione caprioloRecuperato dagli agenti della Polizia locale della Città metropolitana, è stato liberato nei boschi sulle colline bolognesi

Storia a lieto fine per un capriolo che si era perso tra le case di un centro abitato alle porte di Bologna: l'animale è stato recuperato e riportato nel suo habitat naturale dagli agenti della Polizia locale della Città metropolitana.

Il fatto risale ai giorni scorsi, quando la Polizia locale ha ricevuto una segnalazione della presenza di un capriolo all'interno della recinzione di una abitazione, in zona collinare al confine tra i comuni di Bologna e Pianoro. L'animale era intrappolato da alcuni giorni. Gli agenti hanno quindi avviato le operazioni di recupero, con tutte le cautele necessarie. Le squadre di intervento hanno piazzato una rete in un'area ricca di vegetazione. La rete, con maglie larghe, è stata progettata proprio per non ferire l'animale e fermarlo in modo sicuro. L'operazione di cattura del capriolo ha avuto successo e l'animale è stato poi liberato in un ambiente adeguato, in area boschiva sulle colline bolognesi.

Redazione

La Polizia Locala salva cuccioli di cane gettati nel cassonetto del vetro a Ozzano dell'Emilia

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salvataggio cagnoliniStoria a lieto fine per due cuccioli di cane abbandonati in un cassonetto del vetro e salvati da un addetto alla raccolta dei rifiuti. I due cagnolini sono stati portati dalla Polizia locale della Città metropolitana al pronto soccorso dell'ospedale veterinario dell'Università di Bologna e ora sono fuori pericolo.

Il fatto risale ai giorni scorsi quando la Polizia locale della Città metropolitana è stata contattata da un dipendente dell'impresa che gestisce la raccolta dei rifiuti non pericolosi a Ozzano dell'Emilia. Il lavoratore, durante lo svuotamento di una campana del vetro, aveva trovato tra i cocci un cucciolo di cane di pochi giorni, ancora vivo benché ferito dalle schegge. Sentendo poi un fievole guaito il nostro eroe, scavando delicatamente tra i vetri, aveva recuperato un secondo cucciolo, che a prima vista pareva esanime, ma che dopo alcune manipolazioni ha ripreso a respirare. I due cuccioli, bagnati e con ferite in varie parti del corpo, sono stati affidati agli agenti della Polizia locale della Città metropolitana e consegnati alle cure del personale del pronto soccorso dell'Ospedale veterinario dell'Università di Bologna, che ha sede proprio a Ozzano dell'Emilia. Grazie al pronto intervento di tutti i soggetti coinvolti e alle cure dei medici veterinari, gli animali ora sono fuori pericolo di vita.

Sono in corso indagini per individuare l'autore del reato di abbandono e maltrattamento animale, le cui pene prevedono fino a 18 mesi di reclusione.

Alluvione. Pieri (CISL) ancora troppi ritardi

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ConseliceAlluvione. Pieri: "Ancora troppi ritardi: bisogna velocizzare, sburocratizzare e far rientrare i beni mobili nei rimborsi"

"Sono ancora troppi i ritardi causati dalla burocrazia nell'assicurare i rimborsi a famiglie e imprese, bisogna sburocratizzare e velocizzare le procedure, ancora troppo tecniche e complicate. Difatti, ad oggi, sulla piattaforma Sfinge, quella che raccoglie le richieste di rimborso, si contano solo 2 mila domande, a fronte di un bacino potenziale di 50 -70 mila famiglie e 16 imprese che hanno subito danni. Inoltre, bisogna far rientrare i beni mobili nei rimborsi, una priorità che la Cisl chiede da tempo". E' quanto ha affermato il segretario generale Cisl ER Filippo Pieri questa mattina nel corso della rubrica radiofonica settimanale "La finestra sui fatti".

A distanza di un anno dall'alluvione, da quei giorni di pioggia incessante che hanno visto sgretolarsi i crinali dell'Appennino ed esondare torrenti, canali e fiumi, Filippo Pieri a Radio Flyweb fa il punto su un evento catastrofico che ha drammaticamente segnato l'Emilia-Romagna provocando 17 morti, oltre 10 miliardi di danni, 40 mila sfollati e 16 mila aziende danneggiate.

"Di pari passo con questo – ha concluso il leader Cisl – bisogna accelerare sulla ricostruzione del territorio. Ciò significa sia mettere in sicurezza le aree colpite sia, alla luce di quanto è successo, ripensare e riprogettare i luoghi. A partire dalle zone montane, a quelle della collina, fino ad arrivare al mare".

Redazione

Polizia di Stato aggredita, SIUPL chiede incontro urgente al Ministro dell'Interno

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poliziaRomano (SIULP): "I poliziotti sono stanchi di rischiare di trovarsi a dover decidere tra un processo o una lama nella schiena. Chiediamo al Ministro Piantedosi di ascoltarci urgentemente"

Nemmeno il tempo di tirare un lieve sospiro di sollievo per Christian Di Martino che speriamo possa guarire, ed ecco che arrivano le notizie di nuove aggressioni alla Polizia: per un secondo poliziotto che sempre a Milano, stavolta in Stazione Centrale, costretto a sparare per fermare la furia fisica di un egiziano di 36 anni appena uscito dal commissariato dove era stato denunciato a piede libero, e a seguito della partita di calcio Ascoli-Pisa. Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il sindacato maggioritario del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, in una nota: "La linea è sempre più esile – commenta il leader del SIULP – si sfiora la tragedia ogni 3 ore, ma il dato dovrà presto essere corretto al ribasso. Si deve cambiare registro, completamente, giacchè continuare a tollerare che dei tifosi possano sfogare con sassi, sputi, offese e ogni tipo di violenza, la delusione perché la loro squadra è retrocessa in serie C, è una cosa civilmente intollerabile, ed è un errore che porterà presto a tragiche conseguenze come quelle che abbiamo già visto con la morte del collega Filippo Raciti. Ma su Ascoli e sul secondo episodio di Milano occorre fare una riflessione molto approfondita: il SIULP marchigiano ha denunciato gravi carenze organizzative nella predisposizione dei servizi di Ordine Pubblico, con particolare riferimento all'aver ignorato la presenza di un cantiere edile rimasto incustodito e non vigilato, oltre alle campane di raccolta di bottiglie di vetro, non svuotate prima dell'incontro. Luoghi ed oggetti che sono serviti ai professionisti del disordine, in questo caso i delinquenti del tifo organizzato, i quali nulla hanno a che vedere con il tifo sportivo e i nobili valori dello sport, per munirsi di tutto quanto possibile e che hanno poi scagliato contro i poliziotti presenti: provocando ferite e contusioni che vanno dai 10 ai 20gg di prognosi. Il tutto nei confronti di poliziotti in servizio, i quali, nonostante tutto, hanno evitato con professionalità e equilibrio, che accadesse il peggio: che i delinquenti riuscissero ad entrare negli spogliatoi e vendicarsi sui calciatori, i dirigenti e la proprietà della squadra".

"Ecco perché chiediamo un incontro urgente al Ministro dell'Interno. Perché si faccia portavoce presso governo e parlamento, affinchè i figli dell'Italia, le ragazze e i ragazzi che scelgono di servire il Paese, giurando fedeltà alla Repubblica, non debbano più essere l'oggetto di sfogo dell'inusitata violenza di questi delinquenti nostrani e stranieri, che colpiscono con sempre maggiore frequenza in quanto certi della totale impunità. Non si può rischiare di morire a trent'anni con 3 coltellate o perché oggetto di bombe carta, lanciate da chi sfoga la propria frustrazione e il proprio disagio su chiunque rappresenti lo Stato: le donne e gli uomini in uniforme"

"Una tale realtà Questo può avvenire solo nei paesi totalitari, dove regna la guerra civile, e non in una democrazia avanzata come la nostra. Ma la democrazia si regge sull' autorevolezza delle istituzioni e sul rispetto regole. Questo è il patto sociale che ogni società civile sottoscrive con ogni cittadino: se tale patto salta, il rischio, è solo questione di tempo, è il farwest che cominciamo ad intravvedere.

"A Milano c'è un collega che sta lottando tra la vita e la morte, e un secondo poliziotto, il quale poche ore dopo, per una situazione simile, ha sparato e oggi si ritrova indagato. Mi auguro fortemente, atteso il rischio che la democrazia sta correndo, che si mettano da parte ideologie, colori politici, convincimenti asettici e si guardi in faccia la nuda e cruda realtà dei fatti: la Polizia di Stato è diventata ormai l'ultima frontiera prima del caos. Un caos creato e alimentato dalla totale certezza dell'impunità da parte di chi delinque, protesta e manifesta, e non per colpa della magistratura, che applica le leggi. Norme che vengono varate dal parlamento su indirizzo del Governo in carica, il quale rappresenta la maggioranza politica. Ecco perché ribadiamo ancora una volta, che protestare e manifestare, sono istituti sacrosanti garantiti dalla Carta Costituzionale, purchè effettuati nel rispetto delle regole collettive che le autorità preposte emanano, in ossequio alle leggi e ai diritti di tutti gli altri cittadini che con quelle proteste e manifestazioni, nulla hanno a che fare. Oggi riscontriamo che in ognuna di queste circostanze si mira solo allo scontro e alla violenza. Chi ne fa le spese, sono coloro che lavorano in trincea: tutte le donne e gli uomini che indossano una divisa. Siamo convinti e fieri di aver giurare fedeltà allo Stato, ma la realtà sta di gran lunga superando le più grigie aspettative di un quotidiano che non è più nemmeno lontanamente paragonabile alla realtà operativa di 10, o ancor più, 20 anni fa. Oggi i pericoli reali e indotti sono talmente tanti e tali, e soprattutto gratuiti e senza alcuna giustificazione, da sottoporre ogni singolo operatore ad uno stress immane. Ma soprattutto siamo chiamati a comprendere, valutare, fronteggiare, rischiare, riflettere, osare e decidere, il tutto in una frazione di secondo. Attimo finito il quale, se ci va bene ci ritroviamo impuntati in un processo, mentre se invece ci va male, con una lama conficcata nella schiena. Cosi non si va molto lontani. Ecco perché chiediamo al Ministro dell'Interno e al Capo della Polizia un ispezione immediata per valutare l'organizzazione dei servizi di Ordine Pubblico a Ascoli, nonchè ogni possibile iniziativa legislativa ed operativa finalizzata a tutelare l'autorevolezza delle istituzioni, il rispetto dell'autorità di pubblica sicurezza e l'incolumità delle donne e degli uomini che sono chiamati ad applicare i precetti che essa emette, al fine di tutelare l'ordine e la sicurezza pubblica".

Redazione

Romano (SIULP), interviene su parole di Antonello Venditti

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FELICE ROMANOVenditti. Romano (SIULP): "Parole giuste, ma se rivolte alle Forze dell'Ordine, il bersaglio è sbagliato"

In occasione dei 40 anni di "Cuore", il famosissimo album di Antonello Venditti, l'artista ha celebrato tale anniversario al Ministero della Cultura ricordando la celebre canzone "Notte prima degli esami". Nelle esternazioni del cantante anche un richiamo alle Forze dell'Ordine che devono accompagnare le manifestazioni dei giovani e alla Polizia in particolare, la quale, deve difendere la democrazia: "Ringraziamo Antonello Venditti per la fiducia che ripone nella Polizia di Stato, nelle donne e negli uomini che ogni giorno si sacrificano per garantire proprio quei valori che il cantante ha citato: ovvero sicurezza e libertà oltre che la democrazia. Auspico però che nella concitazione del momento, Venditti abbia frainteso il ruolo dei ragazzi che scendono in piazza per manifestare la loro idea in quel processo essenziale per la crescita di una democrazia, e anche il ruolo di tutte le donne e gli uomini in uniforme che partecipano a garantire che i nostri giovani possano godere di quel diritto che la Carta Costituzionale statuisce e che l'autorità di Pubblica Sicurezza garantisce. Forse si riferiva ai professionisti del disordine, i quali non perdono occasione nemmeno di fronte alla spontaneità dei nostri giovani studenti per sfruttare ogni occasione, dando sfoggio di violenza gratuita e saccheggio delle nostre città in modo inusitato. Prova ne è il fatto che da altre 40 anni abbiamo garantito la sicurezza e la libertà in tutti i concerti ed in ogni occasione in cui Venditti ci ha partecipato la sua arte canora; così come, a conferma dei professionisti del disordine, che usano la violenza come unico linguaggio per far conoscere la loro esistenza, oltre alle scene di devastazione che accompagnano la storia del nostro Paese e hanno deturpato le piazze delle nostre città, anche gli sfregi gratuiti, come quelli perpetrati lo scorso 5 maggio a Genova quando oltre ad imbrattare vetrine ed insegne delle solite multinazionali e delle banche, sono state danneggiate un gruppo di autovetture perché parcheggiate dinanzi un nostro Commissariato, e per questo ritenute di proprietà di poliziotti". Così Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il sindacato maggioritario del comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, commenta le esternazioni di Antonello Venditti.

"Conoscendo il percorso umano e professionale di Venditti, il richiamo ad accompagnare le manifestazioni degli studenti, affinché questi possano esprimere la loro idea, credo e spero non fosse diretto alle donne e agli uomini della Polizia di Stato e delle Forze dell'ordine in generale, ma a tutti quei delinquenti, professionisti del disordine, che con i loro comportamenti violenti cercano in tutti i modi di offuscare la genuinità e la bellezza dell'effervescenza giovanile che cerca un confronto per accrescere e consolidare la democrazia. Qualora cosi non fosse, allora sarebbe veramente una inaspettata "alta marea" che mossa dalle peggiori correnti del mare in burrasca, si infrange sulla spiaggia distruggendo tutto, sia le cose buone che quelli che le difendono, senza intaccare però i malintenzionati ed i violenti che essendo prevenuti scappano a piè sospinto eludendola. Sono certo - conclude Romano - che Venditti non mancherà di chiarire la reale portata delle sue affermazioni. Magari, e di questo lo ringrazio sin da subito, dedicando una sua nuova canzone alle donne e agli uomini che servono il nostro Paese a garanzia della sicurezza, della libertà e a difesa della democrazia, per la quale, purtroppo in tanti, non hanno esitato a sacrificare la propria vita".

Redazione

Bologna, aggressione Pronto Soccorso Ospedale Maggiore, Cisl chiede atti concreti

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Ospedale Maggiore BolognaCisl Fp: " E' il momento che gli impegni sulla carta diventino atti concreti"

Con una nota, che riportiamo a seguito, la CISL Fp è intervenuta a seguito dell'aggressione avvenuta all'Ospedale Maggiore di Baologna:

" L'ennesimo episodio di violenza avvenuto al Pronto Soccorso dell'Ospedale Maggiore è purtroppo una conferma della pericolosa escalation dei fenomeni di aggressione verso il personale sanitario che da tempo denunciamo e che non è più tollerabile. Solo il tempestivo intervento delle forze dell'ordine ha, infatti, evitato in questo caso conseguenze potenzialmente gravi per il personale coinvolto.

I Pronto Soccorso, così come altri servizi di primo accesso, sono ancora oggi una "frontiera" chiamata a farsi carico genericamente dei casi di disagio conclamato, lontano dalla mission a cui sono preposti. È un tema che va affrontato a tutti i livelli perché ne va della sicurezza dei lavoratori che è un valore primario.

Il Pronto Soccorso del Maggiore in particolare necessita di un intervento strutturale urgente, finalizzato a rendere più adeguata e spaziosa la sala d'attesa e a dividere la stessa dall'area di Triage dove opera il personale sanitario, in modo tale da non renderla accessibile a chiunque, anche da non pazienti, mettendo a rischio il lavoro degli operatori.

Si tratta di una problematica che come Cisl FP abbiamo già esposto in un recente incontro con la Direzione Ausl, conseguente ad altri episodi di aggressione verificati, e nel quale abbiamo sollecitato un intervento tempestivo in questa direzione. È il momento che gli impegni sulla carta diventino atti concreti.

Un fenomeno quello delle aggressioni che merita una seria riflessione e una presa di coscienza da parte di tutti in quanto gli operatori oltre al danno sono esposti anche alla beffa, infatti nei casi di paziente che "dà in escandescenza" anche il semplice invito ad abbassare i toni espone loro a segnalazioni da parte dell'utenza e a un conseguente iter burocratico per giustificarsi. "

Redazione

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