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XXV edizione del Premio letterario Valle Senio: Premiati i vincitori a Riolo Terme

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concorso valle senioSi è svolta domenica, all'interno della meravigliosa Rocca Sforzesca di Riolo Terme, la cerimonia di premiazione della XXV edizione del Premio Letterario Valle Senio, concorso promosso da  Giuliana Montalti - presidente dell'Associazione Culturale Romagna – con il contributo dell'Ars-Cra della Banca di Credito Cooperativo della Romagna Occidentale. Alla cerimonia di premiazione, tra i numerosi ospiti, anche il Sindaco di Riolo Terme, Alfonso Nicolardi, che ha espresso i compiacimenti all'organizzazione per una iniziativi importante sia per il profilo culturale che di promozione della bellissima località termale.
Gli scrittori premiati, per categoria, sono statii:
Sez. lavori di saggistica storica: Domenico Gottarelli di Castelbolognese (Ra); - Sez. Enogastronomica: Paolo Gentili di Imola (Bo) e Alessandro Bertuzzi di Faenza (Ra); - Sez. Letteraria: Daniela Musini di Città Sant'Angelo (Pe);- Sez. Bibliografie: Roberta Paganelli di Forlì; - Sez. Favole; Vincenzo Malavolti di Faenza (Ra); -Sez. narrativa edita: Ivo Pattuelli di Milano-Sez. poesia inedita: Cecchini Lorella di Caorle (Ve); -Sez. scuole: Matteo Teruggi, i Codogno (Lodi); ;-Sez. poesia edita: Davide Argnani di Forli; -Sez. narrativa inedita: Carla Sautto Malfatto di Denore-Ferrara.

Redazione

" The Game " il rapper della West Coast in Italia per due date

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the gameThe Game, la star del rap, torna in Italia per due date: il 5 dicembre 2014 all'Atlantico di Roma e il 6 dicembre al Fabrique di Milano. I biglietti  disponibili da ieri , venerdì 17 ottobre, sul circuito Ticketone (www.ticketone.it) e nelle prevendite abituali. L'ultima fatica di The Game è "Blood Moon: Year Of The Wolf" (Blood Money Entertainment/eOne Music), uscito il 14 ottobre per l'etichetta fondata dallo stesso rapper, la Blood Money Entertainment. Il disco precede di qualche mese l'attesissimo seguito dell'album di debutto, "The Documentary 2", la cui uscita è prevista per il mese di gennaio 2015. Jayceon Terrell Taylor, in arte The Game, è considerato uno dei protagonisti della nuova ondata della scena hip hop della West Coast. Cresce a Compton, la problematica città californiana che ha dato i natali al gangsta rap, e ha sin dall'infanzia una vita molto turbolenta, a partire dall'affidamento ad una famiglia adottiva fino ad arrivare alla sua affiliazione ai Bloods, una delle gang cittadine. Nel 2001 il ventiduenne Taylor rimane gravemente ferito durante una sparatoria e approfitta del periodo di riposo forzato per studiare a fondo i classici dell'hip hop. L'anno seguente, il suo primo mixtape autoprodotto, "You Know What It Is Vol. 1", finisce prima nelle mani di Sean Combs (meglio conosciuto come Puff Daddy) e poi in quelle di Dr. Dre, che lo mette sotto contratto per la sua etichetta Aftermath Entertainment e lo inserisce nella G-Unit insieme a 50 Cent. Dopo alcuni featuring sui lavori dei suoi compagni di etichetta, The Game pubblica il suo primo vero album studio, "The Documentary" (Aftermath Entertainment/G-Unit Records/Interscope Records, 2005) che vede la partecipazione a vario titolo di esponenti della scena hip hop quali Kanye West, Timbaland, 50 Cent, Eminem e lo stesso Dr. Dre. Il disco debutta al numero 1 dell'americana Billboard 200, raggiunge il doppio platino e vende oltre cinque milioni di copie in tutto il mondo. I successivi otto album confermano il successo del rapper, che continua a riscuotere un vasto consenso sia tra il pubblico che nel mondo della critica.

Redazione

Gotham City la città di BATMAN. Non tutti sanno che.. .

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batmanChi non ha mai sentito parlare di Batman? Penso ben pochi. Chiariamoci subito però... non parlo di "er Batman" , ma di quello serio, che lotta per la giustizia, seppure un po' a modo suo, di quello che prima ci ha fatto compagnia nei giornali a fumetti e poi nei tanti film che lo vedono protagonista. Le avventure dell'uomo-pipistrello, creato dalla fervida fantasia di Bill Finger, sono ambientate in una città chiamata Gotham City (avente molte somiglianze con New York) e questo, qualcuno potrà osservare, è risaputo, ma forse non tutti sanno che esiste veramente un paesino che fa di nome Gotham. E' in Gran Bretagna, nella contea inglese del Nottinghamshire per la precisione. Questo tranquillo villaggio di campagna ha circa 1600 abitanti e affonda le proprie origini intorno al XII secolo. Sembra che il significato della parola "gotham" , in un inglese oramai desueto, sia " fattoria/casa delle capre". L'amena località non deve però tanto la sua fama agli allevamenti di quelle simpatiche bestiole quanto al fatto che un tempo gli abitanti di Gotham venissero indicati, diciamo, come persone dall'intelligenza poco vivace....ma c'è anche una versione diversa, una storiella legata a Re Giovanni, quello soprannominato "Senza terra" ,che ritroviamo nella leggenda di Robin Hood dipinto, forse non del tutto a ragione, come incapace e cattivo. Si racconta che il Re volesse far costruire una strada da quelle parti e che gli scaltri abitanti di Gotham, per evitare di dover partecipare alla realizzazione dell'opera e di doverne poi anche curare la manutenzione, si fossero finti folli. Furono così convincenti che indussero gli emissari del Re a modificare il tracciato della strada e allontanarla dal villaggio perché si convinsero che erano tutti in preda alla pazzia che all'epoca era ritenuto contagiosa. "The wise men of Gotham" o anche "The fools of Gotham" si può trovare raccontata anche con delle varianti, ma il significato è lo stesso, gli umili ma svegli contadini riescono ad ingannare gli orgogliosi cavalieri del Re facendosi passare per stupidi.
Per concludere si può ricordare che fu uno scrittore americano del XIX secolo, Washington Irving, in un sua opera, a dare a New York, quale soprannome, quello del piccolo villaggio inglese.
Pa.Ri

" La Forza di una Memoria collettiva" pomeriggio di studi a Bologna

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Il contributo del territorio di Bologna e della sua gente nella Grande Guerra. Venerdì 17 ottobre, ore 14.30-17.30 - Museo Civico del Risorgimento, Piazza Carducci 5, Bologna.
La Prima Guerra Mondiale rappresenta un passaggio cruciale che ha coinvolto il nostro Paese e l'Europa intera. Persone provenienti da tutte le regioni d'Italia si trovarono a condividere l'esperienza umana più difficile: quella della guerra. Nell'ambito delle iniziative per la commemorazione dei 100 anni dalla Grande Guerra, il territorio bolognese, che ha avuto oltre 10 mila Caduti, venerdì 17 ottobre rifletterà su quegli anni nel workshop La Forza di una Memoria collettiva. Il contributo del territorio di Bologna e della sua gente nella Grande Guerra.
Realizzato con la collaborazione della Provincia di Bologna, da Museo Civico del Risorgimento, Archivio Storico del Comune di Bologna, Centro Studi Storico Militari sulla Grande Guerra "Piero Pieri" con il suo Archivio della Memoria sulla Grande Guerra, Associazione WW1-dentro la Grande Guerra, Istituto Storico del Risorgimento-Comitato di Bologna, del Comando Militare Esercito "Emilia-Romagna" e con la partecipazione del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali - Università degli Studi di Bologna, l'appuntamento mira a condividere la memoria collettiva soprattutto con le nuove generazioni e ad aprire un dialogo sul territorio bolognese facendo emergere l'apporto che ha dato alla Grande Guerra.
In occasione del Centenario 2014-2018, gli oltre trenta Paesi coinvolti nel conflitto sono stati invitati a trasformare la memoria diffusa tra le famiglie in un patrimonio storico-culturale italiano ed europeo, disponibile a tutti, attraverso la messa a sistema di dati ufficiali e certificati come quelli provenienti degli enti e dalle istituzioni. Si sta formando un network di realtà italiane (enti di ricerca, università, musei, associazioni, enti e istituti) animati dalla volontà di collaborare e creare valore per i territori grazie agli strumenti oggi a disposizione che permettono di organizzare i dati del periodo e incrociarli con altre fonti.
Durante il workshop verranno proposte metodologie e illustrati gli obiettivi che questa rete intende raggiungere. Le diverse realtà presenteranno ciascuna le proprie esperienze in merito alla storia dei territori e delle famiglie, al Censimento dei Caduti. Verranno inoltre poste in primo piano le sinergie nazionali e internazionali, create in questi anni con focus sull'argomento "Grande Guerra", e che hanno portato ad avere oggi una rete collaborativa per la raccolta, la condivisione e l'analisi di dati e documenti, coinvolgendo in modo attivo anche la cittadinanza.
Le collezioni di dati in formato digitale mirano a rendere disponibili per tutti contenuti prima irraggiungibili. Con questo preciso obiettivo, le associazioni Centro Studi Storico Militari sulla Grande Guerra "Piero Pieri" con il suo Archivio della Memoria sulla Grande Guerra (www.archiviomemoriagrandeguerra.it) e WW1 - dentro la Grande Guerra (www.grandeguerra100.it) collaborano e lavorano in sinergia con enti, università, musei, realtà pubbliche e privati come il Museo Civico del Risorgimento di Bologna (www.museibologna.it/risorgimento), da tempo impegnato nella valorizzazione della memoria collettiva di quegli eventi attraverso la progressiva pubblicazione online del proprio patrimonio fotografico, della documentazione inerente ai monumenti celebrativi (www.monumentigrandeguerra.it) ed in genere delle informazioni riguardanti i Caduti della Provincia (www.storiaememoriadibologna.it).

Redazione

XXV edizione del Premio letterario Valle Senio: Domenica 19 ottobre premiazione dei vincitori

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Riolo Terme. Giunto alla XXV edizione, domenica 19 ottobre alle ore 15:00, nella meravigliosa cornice della Rocca Sforzesca di Riolo Terme si terrà la premiazione dei vincitori di categoria del Premio letterario ValleSenio. All'evento, in qualità di ospiti, parteciperanno: il prof. Ezio Sciarra ed il prof. Francesco Cianciarelli che tratteranno il tema della poesia di Gabriele D' Annunzio e lo scrittore riolese Angelo Vetturini.
Nel corso della manifestazione, per categoria, verranno premiati i vincitori:
-Sez. lavori di saggistica storica: Domenico Gottarelli di Castelbolognese (Ra); - Sez. Enogastronomica: Paolo Gentili di Imola (Bo) e Alessandro Bertuzzi di Faenza (Ra); - Sez. Letteraria: Daniela Musini di Città Sant'Angelo (Pe);- Sez. Bibliografie: Roberta Paganelli di Forlì; - Sez. Favole; Vincenzo Malavolti di Faenza (Ra); -Sez. narrativa edita: Ivo Pattuelli di Milano-Sez. poesia inedita: Cecchini Lorella di Caorle (Ve); -Sez. scuole: Matteo Teruggi, i Codogno (Lodi); ;-Sez. poesia edita: Davide Argnani di Forli; -Sez. narrativa inedita: Carla Sautto Malfatto di Denore-Ferrara.

Redazione

Il 23 ottobre a Milano inizieranno i corsi di ARTSKOOL

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logo ArtskoolMilano. Inizieranno il 23 ottobre i corsi di ARTSKOOL, la prima scuola d'arte in Italia per cantanti che vogliono sviluppare le proprie capacità artistiche a 360°, diventando professionisti del mondo dello spettacolo ed imparando a sviluppare la propria personalità artistica e a creare il proprio personaggio. L'accesso ai corsi sarà subordinato ad audizioni gratuite che si terranno in sede dal 14 al 19 ottobre. Durante le audizioni, i candidati dovranno presentare alla commissione 1 brano in lingua italiana, 1 brano in lingua inglese e 1 brano di genere "dance". Per accedere a tale audizione, i candidati dovranno sottoporsi ad un colloquio preliminare (per info: 0284965477 - 347 7112266 - 347 5733665 / www.artskool.it). La scuola Artskool si basa sul metodo Vocal Care ®, la prima metodologia interamente Made in Italy ideata dalla vocal coach e cantante jazz Danila Satragno, comprovata scientificamente dal dottor Franco Fussi e utilizzata già da tutte le grandi voci italiane e non solo (www.vocalcare.it). La scuola, che ha sede tra le storiche mura degli studi di produzione dei Pooh (Via Oreste Salomone 61), vanta un corpo docenti composto da professionisti della musica, del canto e della recitazione che mettono a disposizione la propria esperienza per un progetto unico nel panorama della formazione artistica in Italia. Inoltre, Artskool mette a disposizione camere per i candidati che arrivano da fuori Milano grazie a convenzioni con alberghi e bed&breakfast vicini alla scuola. «La mia scuola – racconta il fondatore Giancarlo Genise - nasce dalla volontà di poter insegnare, comprendere, ed apprezzare le doti del canto in tutte le loro sfumature, compreso l'aspetto di spettacolarizzazione che ultimamente prende sempre più piede nel mondo dello spettacolo. Con Artskool, l'intento è quello di insegnare a cantanti più o meno esperti non solo una corretta tecnica vocale, ma anche ad esprimersi sul palco, con fantasia ed espressività. Il nostro obiettivo è quello di creare voce, emozione, arte, movimento e impressionare qualsiasi spettatore». I docenti ARTSKOOL sono: Giancarlo Genise (canto microfonico), Danila Satragno (vocal training), Jolanda Granato (speech and phonetics), Cristina Fraternale Garavalli (movimento coreografico), Alessandro Salvatori (comportamento scenico), Joseph Sfregola (teoria e solfeggio), Francesca Visentin (inglese applicato al canto). ARTSKOOL propone un percorso formativo triennale con lezioni individuali e collettive, per un totale di 790 ore, con l'obiettivo di dotare l'allievo di strumenti tecnici fondamentali per diventare un artista completo. Oltre ai corsi per impostare, modulare, espandere la propria voce, Artskool ha pensato a lezioni integrative focalizzate a intraprendere la professione artistica, per garantire all'allievo le basi di un'autonomia gestionale: imparare a progettare uno spettacolo, promuovere se stessi, comprendere dinamiche contrattuali e burocratiche dello spettacolo (diritto d'autore, previdenza, permessi e autorizzazioni), capire i ruoli delle figure professionali della filiera showbiz (manager, produttore, promoter, agenzia, tour manager) e molto altro. Artskool, infatti, dà la possibilità a talenti vocalmente competenti di diventare capaci di creare il proprio personaggio unico e indimenticabile e introdursi così con facilità nel mondo dello spettacolo. Durante l'anno sono inoltre possibili lezioni individuali alle singole discipline.

Redazione

Bologna Festival. Mercoledì 15 ottobre in scena il "Quartetto Meccore"

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meccore 2Bologna. Nuovo appuntamento con "Il Nuovo l'antico" mercoledi alle ore 20.30° presso l'oratorio San Filippo Neri con il concertio del "Quartetto Meccore". Il Quartetto Meccore è stato premiato al Concorso Borciani, la massima competizione quartettistica europea. Il complesso polacco, di una solida esperienza strumentale, accosta al Quartetto di Debussy il Secondo Quartetto op.56 di Szymanowski, che tanto deve alla cultura francese. Questo capolavoro del 1927 appartiene all'ultimo periodo compositivo dell'autore, in cui coesistono seduzioni parigine ed evidenti attrazioni rapsodiche, prossime a Bartόk.
Il Quartetto di Lutosławski del 1964 è influenzato dalla neoavanguardia occidentale. Il ricorso alla cosiddetta "alea controllata", prossima a Maderna, non compromette la coerenza strutturale del Quartetto, una delle più notevoli composizioni cameristiche del secondo dopoguerra.
Quartetto Meccore. Fondato nel 2007, il quartetto d'archi Meccore è stato premiato in vari concorsi internazionali, tra cui il Concorso Borciani di Reggio Emilia, il Max Reger di Sondershausen, il Wigmore Hall di Londra. Wojciech Koprowski (violino), Jarosław Nadrzycki (violino), Michał Bryła (viola) e Karol Marianowski (violoncello) nel 2009 iniziano a studiare con il Quartetto Artemis a Berlino, oltre a frequentare corsi di perfezionamento con il Quartetto Vogler e il Quartetto Kuss, con Gerhard Schulz del Quartetto Alban Berg e con Peter Cropper del Quartetto Lindsay Quartet; di particolare importanza la lezione ricevuta da Alfred Brendel in una masterclass dedicata alla musica cameristica di Beethoven. Ospiti di importanti rassegne cameristiche europee, si sono già esibiti al Beethovenhaus di Bonn, alla Filarmonia di Varsavia, alla Wigmore Hall di Londra e al Musikverein di Vienna. Per la loro prima registrazione discografica, realizzata nel 2013, hanno scelto quartetti di Mozart e di Beethoven. Inserito nel progetto "Young Poland", il Quartetto Meccorre si impegna per diffusione della musica classica tra i bambini e i giovani, oltreché in progetti di carattere sociale. Dal 2010 cura il festival cameristico internazionale "Q'arto Mondi" di Poznań.

Redazione

Domanica 12 ottobre a Villa Smeraldi-Museo della civiltà contadina

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Domenica 12 ottobre, con inizio alle 18, pomeriggio musicale a Villa Smeraldi-Museo della civiltà contadina di San Marino di Bentivoglio.
L'associazione concertistica Carmina et Cantica - che si dedica alla riscoperta e alla produzione del '700 italiano e all'Opera - presenta "È tempo di musica - Arie e Duetti dell'Opera italiana": 12 brani tratti da opere quali Norma di Vincenzo Bellini, Don Carlo di Giuseppe Verdi, Butterfly e Tosca di Giacomo Puccini con il tenore Armaldo Kllogjeri, il soprano Federica Gatta e il mezzosoprano Cristina Melis, accompagnati al pianoforte dal maestro Stefano Seghedoni.
Inoltre, nelle sale di Villa Smeraldi fino al 19 ottobre prosegue la mostra "Per amore di un merletto", a cura dell'associazione "I merletti di Antonilla Cantelli", aperta fino il seguente orario: lunedì e venerdì 9.30-12.30; martedì e giovedì 9.30-12.30 e 14.30-17.30; sabato e domenica 15-19.

Redazione

Bologna Festival. Il 9 ottobre in concerto “La Stagione Armonica”

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La stagione armonica 1Bologna. Giovedì 9 ottobre ore 20.30, Oratorio San Filippo Neri, la rassegna Il Nuovo l'Antico prosegue con un concerto di musica antica. Il progetto, intitolato Delizie e Tenebre, spazia dalle liriche medievali, alla monodia di area monteverdiana, ai responsori di Alessandro Scarlatti. L'ensemble "La Stagione Armonica", con strumenti originali, presenta un programma sacro dedicato ai Responsori di Alessandro Scarlatti.

Questo programma non è la ricostruzione di una funzione liturgica. I Responsori di Alessandro Scarlatti, nel loro alternarsi, evocano una più profonda unità, quella dello spirito pasquale. Dei ventisette responsori del triduo pasquale vengono presentati solo i nove del sabato santo. I brani organistici si alternano alle sezioni corali, che restituiscono una ideale continuità alla narrazione della passione di Cristo. La Stagione Armonica ha intrapreso uno studio dei responsori scarlattiani sulla base dell'unico manoscritto non autografo pervenutoci, attualmente conservato nell'Accademia Filarmonica di Bologna, e contenente anche altre composizioni per la settimana santa, tra cui il Miserere che conclude questo concerto.

 

La Stagione Armonica

Fondato nel 1991 dai madrigalisti del Centro di Musica Antica di Padova, l'ensemble è specializzato nel repertorio rinascimentale e barocco. Ha collaborato con musicisti quali Anthony Rooley, Nigel Rogers, Jordi Savall, Gustav Leonhardt, Andrea Marcon, Ottavio Dantone. A partire dal 2009 ha partecipato a diverse produzioni dirette da Riccardo Muti, tra cui la Missa Defunctorum di Paisiello al Festival di Salisburgo e il Requiem di Cherubini al Ravenna Festival. Tra le esecuzioni di maggior rilievo si distinguono inoltre, l'Oratorio di Natale, la Passione secondo Giovanni e la Messa in si minore di Bach; il Messia di Handel; l'oratorio Il re del dolore di Caldara sotto la direzione di Ottavio Dantone; la Via Crucis di Liszt diretta da Michele Campanella. Al Concorso Polifonico Internazionale di Arezzo ha presentato l'Amfiparnaso di Orazio Vecchi; al Ravenna Festival l'inedito Vespro della Beata Vergine del monaco camaldolese Orazio Tarditi. La Stagione Armonica ha registrato concerti per la RAI e per le emittenti radiotelevisive di Germania, Francia, Belgio e Svizzera. Sergio BalestracciDopo gli studi al Conservatorio di Piacenza, Sergio Balestracci si è diplomato in flauto dritto con Edgar Hunt al Trinity College of Music di Londra e in storia moderna all'Università di Torino. Ha intrapreso la carriera artistica come flautista, dedicandosi ben presto anche alla direzione. Svolge una intensa attività concertistica, avendo contribuito, tra i primi in Italia, alla riscoperta del repertorio rinascimentale e barocco. Dal 1996 è direttore artistico dell'ensemble vocale e strumentale La Stagione Armonica. Tra le numerose produzioni realizzate con il suo ensemble si distinguono esecuzioni in forma di concerto di opere quali Totila di Legrenzi, Orfeo di Monteverdi, Pygmalion di Rameau, La clemenza di Tito di Caldara. Ha diretto i capisaldi del repertorio vocale sacro barocco e pagine del Novecento, da Schönberg a Stravinskij e Weill.

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