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Alla scoperta di ville e castelli tra Bologna e Modena

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Castello di Serravalle - ValsamoggiaTorna la rassegna di visite guidate tra storia, arte e cultura

Dopo il successo dell'edizione 2025, torna "Alla scoperta di ville e castelli tra Bologna e Modena", la rassegna turistico-culturale che accompagna il pubblico alla scoperta di un patrimonio diffuso di ville, castelli, palazzi storici, torri e luoghi d'arte tra pianura e Appennino, lungo un itinerario ideale che unisce due territori ricchi di storia, paesaggi e bellezza.

La rassegna è promossa dal Territorio Turistico Bologna-Modena (Provincia di Modena e Città metropolitana di Bologna con il Comune di Bologna), in collaborazione con il Comune di Modena, e nasce per mettere in rete istituzioni e operatori pubblici e privati, valorizzando in modo coordinato un patrimonio ricco e in parte ancora da scoprire o non sempre aperto al pubblico.

L'edizione 2026 consolida e amplia questo lavoro comune, estendendo ulteriormente le proposte sul territorio e offrendo nuove occasioni di visita tra area bolognese e modenese.

Il calendario prevede visite guidate e aperture speciali: alcuni siti apriranno in esclusiva per la rassegna; anche i luoghi normalmente accessibili proporranno percorsi e attività dedicate, pensati per rendere l'esperienza più ricca e coinvolgente. Le visite sono proposte in italiano e anche in lingua inglese, per accogliere un pubblico ancora più ampio.

Gli appuntamenti saranno circa 60 nel corso dell'anno e si svolgeranno prevalentemente nel fine settimana: in genere tutte le domeniche e un sabato al mese, a partire dalle date indicate in calendario.

La partecipazione è solo su prenotazione, a partire dal 13 gennaio, attraverso i portali visitmodena.it ed extrabo.com, oppure presso l'Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica di Modena in Piazza Grande 14 e il punto informativo eXtraBO a Bologna in Piazza del Nettuno 1/AB.

Costo visite: 15 euro; ridotto 12 euro per Card Cultura e FAI; ridotto 6 euro per ragazzi 6–12 anni; gratuito fino a 5 anni.
Le prenotazioni sono accettate fino a esaurimento dei posti disponibili per ciascuna visita.
Le visite sono organizzate da Modenatur e Fondazione Bologna Welcome.

Calendario appuntamenti (gennaio–marzo)
Sabato 24/01 – Biblioteca Comunale – Imola (BO)
Sabato 31/01 – Studio-archivio di Cesare Leonardi – Modena (MO)
Domenica 01/02 – Nonantola e i suoi musei: Museo Benedettino Diocesano e Museo Civico (Torre dei Bolognesi) – Nonantola (MO)
Domenica 08/02 – Castello di Serravalle – Castello di Serravalle, Valsamoggia (BO)
Domenica 15/02 – Castello di Palata Pepoli – Crevalcore (BO)
Domenica 22/02 – Cripta di San Lorenzo e Torre Malvezzi – Varignana, Castel San Pietro Terme (BO)
Sabato 28/02 – Palazzo dei Musei: Museo Civico di Modena e Galleria Estense – Modena (MO)
Domenica 01/03 – Casa Museo Covili – Pavullo nel Frignano (MO)
Domenica 08/03 – Torre di Montorio – Montorio, Monzuno (BO)
Domenica 15/03 – Villa Beatrice – Argelato (BO)
Domenica 22/03 – Villa Muggia – Imola (BO)
Sabato 28/03 – Villa Tusini – San Prospero (MO)
Domenica 29/03 – Palazzo Ducale di Sassuolo – Sassuolo (MO)

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti su visitmodena.it e extrabo.com

Redazione

Epifania solidale al Teatro Duse di Bologna con Fantateatro e "La Regina delle Nevi"

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La regina delle nevi 3Come da tradizione, il Teatro Duse di Bologna aspetta la Befana nel segno della solidarietà. Martedì 6 gennaio (ore 18) andrà in scena, infatti, 'La Regina delle Nevi', lo spettacolo di Fantateatro, liberamente ispirato all'omonima fiaba di Hans Christian Andersen, il cui ricavato sarà devoluto alla Casa dei Risvegli 'Luca De Nigris'.

Scritto e diretto da Sandra Bertuzzi, lo spettacolo porterà al Duse tutta la sua atmosfera magica e poetica. Una storia emozionante per grandi e piccoli, che invita a riscoprire il potere dell'amicizia, della gentilezza e della pace.

La storia è quella di Kay e Gerda, due inseparabili amici legati da un'affettuosa complicità. Tutto cambia quando il frammento di uno specchio magico, creato da un Troll malvagio, finisce nell'occhio di Kay trasformandone lo sguardo e il cuore. Il ragazzo diventa freddo e distante con tutti, persino con la sua amata amica. Quando la Regina delle Nevi lo trova, lo incanta con un bacio gelido che gli ruba la memoria e lo rende insensibile al freddo, trascinandolo nel suo regno di ghiaccio. Determinata a salvarlo, Gerda si mette in viaggio e affronta un percorso ricco di incontri, ostacoli e meraviglia: un'avventura coraggiosa che la porterà fino al palazzo della regina per liberare Kay dal sortilegio. A trionfare saranno la forza dell'amicizia, della fiducia e della speranza.

Al termine dello spettacolo la Befana donerà a tutti i bambini presenti le calze offerte da Conad (fino ad esaurimento scorte).

Redazione

Al Teatro Duse di Bologna, in scena "Lo Schiaccianoci"

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Lo Schiaccianoci - International Classical Ballet Bologna. Domenica 28 dicembre (ore 16 e ore 21) al Teatro Duse di Bologna, il balletto classico 'Lo Schiaccianoci', portato in scena dall'International Classical Ballet. Capolavoro di Tchaikovsky, con le coreografie originali di Marius Petipa, lo spettacolo, tratto dalla favola tedesca 'Lo schiaccianoci e il re dei topi', è basato sulla versione più romantica firmata dallo scrittore francese Alexandre Dumas.

Tra il Valzer dei fiocchi di neve che chiude il primo atto, la Danza della Fata Confetto e il celeberrimo Valzer di fiori che segna la fine del sogno di Clara, 'Lo Schiaccianoci' è, infatti, un trionfo di fantasia e romanticismo, che continua a incantare grandi e piccini.

La vicenda si svolge la notte Natale nella Germania del primo Ottocento. Al centro della storia c'è Clara, una ragazzina che sogna di incontrare un principe. Attorno all'albero addobbato, Clara, il fratello Fritz e loro amici partecipano a una festa da ballo, quando arriva Drosselmeyer, zio di Clara, che porta doni a tutti i piccoli invitati e mostra la sua abilità di mago con alcuni giochi di prestigio. Il regalo dello zio per Clara è uno schiaccianoci a forma di soldatino. Al termine del ballo, la bambina resta sola e si addormenta. Inizia qui il sogno di Clara, popolato da giocattoli giganti e da un agguerrito esercito di topi che cerca di rubarle lo Schiaccianoci. Nel pieno della battaglia, il giocattolo improvvisamente si anima e combatte al fianco della protagonista, sconfiggendo il Re dei Topi. Non appena questi muore, lo Schiaccianoci si trasforma in un principe che conduce la ragazza, prima in una meravigliosa foresta innevata, poi nel Regno dei Dolci, dove la Fata Confetto e tutta la corte accolgono Clara a palazzo danzando.

L'International Classical Ballet tornerà sul palco del Duse il 21 gennaio 2026 con un altro classico immortale: 'Il lago dei cigni'.

Redazione

La magia del Natale al Teatro Duse di Bologna con il musical ‘A Christmas Carol’

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A Christmas CarolLa magia del Natale torna sul palco del Teatro Duse di Bologna con il musical 'A Christmas Carol', in scena sabato 20 dicembre alle ore 17.30 e domenica 21 dicembre, in doppia replica, alle 15.30 e alle 18.30. Lo spettacolo, tratto dal racconto di Charles Dickens, vede Roberto Ciufoli nei panni del vecchio usuraio Ebenezer Scrooge. Alla regia Fabrizio Angelini che sottolinea come il personaggio di Scrooge possa essere "facilmente ricondotto ad una certa tendenza del mondo di oggi: quella all'indifferenza e all'intolleranza, quell'essere asociali pur nell'epoca dei social". "Tra un'umanità che va sempre più in fretta, oggi si tende spesso a rinchiudersi nel proprio guscio, nel proprio mondo, con il proprio cellulare e gli auricolari, per isolarsi da tutto e tutti". La favola di Dickens, dunque, "dovrebbe essere un'esortazione, per tutti noi, verso un atteggiamento che guardi maggiormente agli altri". "Se tutto questo - conclude il regista - è accompagnato dalle meravigliose musiche di Alan Menken, un messaggio così forte e positivo non può che farci riflettere, sia pure in una cornice di intrattenimento, su quanto una maggiore disponibilità verso il prossimo potrebbe cambiare e migliorare le nostre vite".

Celebre la trama di una storia che continua a incantare grandi e piccini. La vicenda si svolge a Londra nel 1843. È la Vigilia di Natale e tutti si preparano a festeggiare la ricorrenza. Solo il vecchio Scrooge mal sopporta il clima di festa. Dopo aver cacciato in malo modo tre uomini che gli chiedono un contributo per i bisognosi, Scrooge chiude l'ufficio e torna a casa da solo. Durante la cena riceve la visita dello spirito di Jacob Marley, suo vecchio socio, avvolto da pesanti catene alle cui estremità pendono dei forzieri, conseguenza dell'avidità e dell'egoismo perpetrati quando era in vita. Spaventato, Scrooge chiede come poter evitare la stessa sorte e Marley gli rivela di essere ancora in tempo per mutare il suo destino. Prima di congedarsi, gli annuncia l'immediata visita di tre spiriti: quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro. I tre spettri, tra flashback e premonizioni riusciranno a cambiare l'indole meschina di Scrooge, che si risveglierà la mattina di Natale con la consapevolezza che l'avidità e l'attaccamento alle sole cose materiali sono sbagliati. Finalmente, carità e fratellanza si faranno largo nel cuore del protagonista che, per la prima volta, trascorrerà il Natale con il nipote Fred e la sua famiglia.

Redazione

Al Teatro Dehon di Bologna: "Malena e il tango"

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Barbara-De-Rossi072Al Teatro Dehon di Bologna venerdì 5 dicembre ore 21 in scena "Malena e il tango" con Barbara De Rossi, accanto a lei Martina Marinelli; uno spettacolo scritto da Gianvito Pulzone, per la regia di Francesco Branchetti.

"Malena e il Tango" è un incanto sensuale che si svela in una notte incantata, dove "in una notte avvolta dalla magia del tango, un palco si trasforma in un luogo di passione, nostalgia e poesia". Non è soltanto uno spettacolo teatrale, ma un viaggio intimo e struggente nell'anima di un genere musicale e poetico che ha incantato generazioni.
La protagonista, Malena – ispirata dall'omonimo brano "Malena canta il tango" – diventa la voce di un universo fatto di "storie intrecciate e sentimenti profondi". Le sue parole conducono il pubblico attraverso un labirinto di emozioni, evocando immagini di vite vissute al ritmo del tango. La sua voce piena d'incanto si fonde con la poesia in un dialogo continuo e avvincente tra parole e musica.

Le musiche sono un omaggio ai grandi maestri del genere: "le note di Astor Piazzolla, Carlos Gardel, Aníbal Troilo e Osvaldo Pugliese risuonano potenti e seducenti, trasportando gli spettatori in un'altra dimensione". Brani iconici come "Oblivion", "Volver", "Vuelvo al sur" e "Malena canta il tango" vivono sulla scena, ognuno raccontando una storia diversa, ma uniti da un filo conduttore comune – "la bellezza, la potenza e la forza del tango". Il tango si rivela così non solo come danza, ma come una "filosofia di vita, una narrazione collettiva che abbraccia storie di amore, dolore, lotta e speranza", in cui ogni melodia e ogni passo raccontano di vite vissute, di incontri e separazioni, di sogni e realtà.

"Il fascino dello spettacolo – aggiunge il regista Francesco Branchetti - si arricchisce ulteriormente grazie all'ausilio della musica qui vero e proprio attore sin dall'introduzione dalla potente poesia che evoca 'Oblivion' di Astor Piazzolla. La melodia è dolce e malinconica e crea l'atmosfera adatta per l'inizio dello spettacolo. In perfetta sinergia, l'attrice inizia il suo "viaggio" e la recitazione segue l'onda emotiva della musica, di un mondo incantato ed evocato, con crescendo e decrescendo in diversi punti – musica e interpretazione diventano una sola cosa.
In questo spettacolo, il tango non è solo danza, ma poesia che prende forma, è una sublimazione dell'amore nello spirito, è la perfetta fusione dei corpi con le anime, è la fantasia che diventa realtà, è la realtà che diventa vita: è poesia in movimento, una filosofia di vita che svela il mistero del desiderio e l'eleganza della nostalgia, invitando lo spettatore a lasciarsi avvolgere dalla magia di un sogno senza tempo attraverso elementi scenografici e simbolici di un mondo magico che lo spettacolo riporta in vita anche attraverso luci meravigliose che evocano attraverso un progetto illuminotecnico, affascinante quanto suggestivo, un mondo di magia, di profumo dell'ignoto, di fascino femminile, di passione eterna, che conduce lo spettatore in un viaggio senza precedenti nell'amore e nelle passioni. La regia restituisce al testo la straordinaria capacità di indagare l'animo umano attraverso la musica, i toni, le atmosfere, i colori e l'interpretazione di una straordinaria attrice".

Al Teatro Duse di Bologna in scena: "The Rocky Horror Show"

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The Rocky Horror ShowAl via il tour nazionale del leggendario musical di Richard O'Brien

Prende il via dal Teatro Duse di Bologna il nuovo tour italiano di The Rocky Horror Show. Il leggendario musical di Richard O'Brien andrà in scena sul palco di via Cartoleria dal 7 al 9 novembre (venerdì ore 21, sabato ore 16 e ore 21, domenica ore 16).

Nell'anno in cui l'iconico film con Tim Curry e Susan Sarandon festeggia 50 anni, il musical che lo ha ispirato torna, dunque, in scena con il suo mix esplosivo di musica rock, energia e trasgressione. Diretto da Christopher Luscombe, The Rocky Horror Show, si annuncia come un grande non-stop party al ritmo dei brani cult come Sweet Transvestite, Damn it Janet e Time Warp, che hanno reso lo show un fenomeno globale.

Nel ruolo del mitico Dr. Frank-N-Furter ci sarà Stephen Webb, artista che ha conquistato pubblico e critica con la sua performance magnetica e carismatica.

La trama è nota. The Rocky Horror Show racconta la storia di Brad e Janet che durante una tempesta si rifugiano in un sinistro castello. Qui incontrano il Dr. Frank-N-Furter, uno scienziato impegnato in un audace esperimento: dare vita alla sua versione di uomo ideale. I due novelli sposi si ritrovano a confrontarsi con la loro sessualità e le loro paure, immersi in un'atmosfera di liberazione e trasgressione. La coppietta vivrà così un'avventura che la segnerà per sempre.

The Rocky Horror Show debuttò nel 1973 davanti a un pubblico di sole 63 persone al Theatre Upstairs del Royal Court, ma il successo fu immediato e venne trasferito al Chelsea Classic Cinema, per poi essere rappresentato al Kings Road Theatre dal 1973 al 1979 e al Comedy Theatre nel West End dal 1979 al 1980. Da allora, lo spettacolo, che vanta il primato del musical contemporaneo con la più lunga messa in scena ininterrotta al mondo, è stato visto da oltre 30 milioni di persone in più di 30 paesi ed è stato tradotto in 20 lingue.

La versione cinematografica del 1975, The Rocky Horror Picture Show, incassò oltre 135 milioni di dollari al botteghino ed è ancora proiettata nei cinema di tutto il mondo più di 40 anni dopo la sua prima, diventando così l'uscita cinematografica più lunga nella storia del cinema. Molte star, tra cui Russell Crowe, Tim Curry, Susan Sarandon, Jerry Springer, Jason Donovan e Meatloaf, hanno partecipato a The Rocky Horror Show nel corso dei suoi oltre 50 anni di vita.

Se il film ha trasformato il musical scritto da O'Brien in un mito, la versione teatrale continua a rinnovarsi, coinvolgendo gli spettatori nella sua peculiare audience partecipation, ovvero quel fenomeno caratteristico del Rocky Horror Show che vede il pubblico partecipare attivamente con travestimenti a tema, battute recitate in risposta a quelle degli attori e soprattutto ballando la scatenata coreografia del Time Warp, in una grande festa collettiva sulle note di brani che sono, da mezzo secolo, nella storia della musica internazionale.

Redazione

Al Teatro Dehon di Bologna in scena Matteo Belli con: "Solità"

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Matteo Belli 1Al Teatro Dehon di Bologna il 7 e 8 novembre, venerdì e sabato ore 21, in scena "Solità", un vero e proprio "cabaret spirituale" ideato e realizzato da Matteo Belli, uno dei protagonisti di maggiore capacità e rilievo della scena felsinea e nazionale. Gli spettacoli saranno preceduti per l'occasione, nelle giornate del 5 e 6 novembre, da un'attività laboratoriale tenuta dallo stesso Matteo Belli destinata agli allievi attori dedicata al monologo e al relativo rapporto costante di presenza-assenza scenica, maggiori info su teatodehon.it.

"Io sono solo un uomo, un uomo solo, un solo uomo" è una frase che Belli si appunta la mattina del 21 febbraio 2020. A tre anni di distanza da quello scritto, insieme a tanti altri appunti, inizia la scrittura del monologo teatrale "Solità", che racchiude domande universali e risposte personali sul tema dell'esserci, osservando come altre creature possano declinarlo, in modo episodico ma organico e riunendo racconti diversi intessuti da una trama unitaria.

Cosa c'entrano, per esempio, gli uni con gli altri, un bagaglio smarrito, una bottiglia d'acqua, una bandierina del calcio d'angolo, la miniatura di un calciatore, un fiore di cactus, due turisti stranieri, un cavallo da competizione, Amleto, l'identità, l'anima, la coscienza e le parole che usiamo tutti i giorni? Che rapporto hanno o possono avere personaggi così apparentemente eterogenei e che storia vogliono raccontare? Perché intitolare tutto questo con un vocabolo che non esiste? Matteo Belli ha sempre pensato che il Teatro vada fatto sul palcoscenico e non nei programmi di sala e, quindi, le risposte a queste domande si cercherà di fornirle con lo spettacolo e non con le promesse.

"Ciò che, però, mi sento di premettere - scrive Matteo Belli - è il significato del sottotitolo, mancante poiché ritengo che potrebbe essere facilmente frainteso. Infatti, se volessimo definire il genere di questo lavoro potremmo chiamarlo 'cabaret spirituale', ovvero un assolo per palcoscenici di tutte le misure, che porta l'intimità di un racconto interiore alla platea di chiunque voglia condividere idee, risate, quesiti ed emozioni, interrogando e contattando la parte più profonda e sincera di sé, quella che non parte da concetti o ideologie preconfezionate, ma si scopre disposta ad ascoltarsi, in un dialogo aperto tra l'io e il mondo che nasce dal sentire e non teme confronti con il proprio specchio".

Matteo Belli nasce a Bologna nel 1964, si laurea in Lettere Moderne presso l'Università di Bologna nel 1988 e decide di coltivare la passione per le arti visive e teatrali seguendo un corso per regia cinetelevisiva organizzato dal comune di Modena, con la direzione artistica di Nanni Moretti. Ha improntato la sua carriera sulla ricerca vocale nei suoi personaggi, con una produzione teatrale spesso da autore e interprete solista, rivedendo in chiave ironica l'Inferno di Dante, alcuni monologhi medioevali e anche un omaggio a Walter Chiari intitolato "Le Guerre di Walter", e nel corso della sua carriera ha collaborato, tra gli altri, con Carlo Lucarelli nello spettacolo teatrale "Marzabotto". Ha tenuto seminari di tecnica vocale presso l'Università di Bologna, nel Corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica. Il 2 agosto 2017 lavora come regista per Cantiere 2 Agosto (85 Storie per 85 Palcoscenici), opera scritta per dare voce alle vittime della strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Docente di numerose accademie teatrali, in particolare dal 2019 fa parte del corpo docenti dell'Accademia Da Ponte di Vittorio Veneto.

Altri tra i suoi titoli più significativi sono da annoverare: Genti, intendete questo sermone (monologhi giullareschi medioevali e moderni), Concerto dal VI libro dell'Eneide (entrambi del 2000), Ora X: Inferno di Dante (2001).

Redazione

Al Teatro Dehon di Bologna Maria Pia Timo con "In tutti i sensi"

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Maria Pia TimoAl Teatro Dehon di Bologna dal 24 al 26 ottobre, venerdì e sabato ore 21 e domenica ore 16, in scena "In tutti i sensi", il nuovo monologo comico di Maria Pia Timo che si perde tra spunti medico-scientifici e pratico-organolettici, alla ricerca dei nostri sensi.

Tatto, gusto, olfatto, vista e udito, fin da bambini, ci portano ad una scoperta del mondo che è tutta nostra, sempre soggettiva. Ogni senso si può affinare con l'esercizio, ma si può pure perdere con l'età. Il senso di libertà è il sesto senso?

Ci sono odori che regalano ricordi, sguardi che smuovo pulsioni, musiche che fanno piangere, piatti che raccontano interi viaggi, carezze che fanno ridere.
Si possono perdere i sensi e riprendere i sensi. Si può nutrire con gusto reciproco il piacere dei sensi, ma pure minacciare il comune senso del pudore.

Lo spettacolo coinvolge il pubblico alla ricerca di risposte. Il viola che vedo io è lo stesso che vedi tu? Per me è salato, per te è insipido? In auto quando li vedi i cartelli stradali? Sai cos'è un acufene? Curiosità, certezze e assurdità che guideranno il pubblico in un percorso dominato totalmente dal senso dell'umorismo.

Al Teatro Dehon di Bologna "Da grande taglierò ombrelli. Come l'Arte ci salverà la vita"

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rickdufer Giovedì 16 ottobre ore 21 sale sul palco del Teatro Dehon di Bologna Rick Dufer, con la nuova conferenza spettacolo "Da grande taglierò ombrelli. Come l'Arte ci salverà la vita" che tratta del rapporto che l'uomo ha con l'arte.

Un ombrello ti sta riparando dalla pioggia e, tutt'un tratto, qualcuno viene accanto a te e taglia il tuo ombrello. Che fai? T'incazzi come una bestia, giusto? Eppure, i tagliatori di ombrelli ci sono assolutamente necessari. È come se noi tutti vivessimo sotto un ombrello fatto di convenzioni, pregiudizi, ideologie e abitudini, utile per ripararci dal caos dell'esistenza. Ma, di tanto in tanto, qualcuno fa un taglio all'ombrello e, per quanto folle, così facendo ci salva la vita. Da grande voglio tagliare ombrelli, come Socrate, Dante, Bob Dylan. Per fortuna c'è l'Arte, che taglia ombrelli anche se noi, stupidi, non vogliamo.

RICK DUFER
Riccardo Dal Ferro (classe 1987) è diplomato al liceo classico-linguistico e laureato in filosofia presso UniPD. È autore, divulgatore culturale, filosofo e performer teatrale.
È creatore del podcast filosofico "Daily Cogito" che raccoglie quasi 2 milioni di ascoltatori mensili e la cui rubrica "Le Cogitate" ha ospitato personalità del calibro di Marco Cappato, Francesco Costa, Oscar Giannino e molti altri. È fondatore dei Cogito Studios insieme al suo socio Federico Santolin Berto.
Nel 2014 pubblica il suo romanzo d'esordio "I Pianeti Impossibili" (Poliniani). Nel 2015 fonda la sua scuola "Accademia Orwell" in cui insegna scrittura creativa fino al 2020. Nel 2016, su invito di Umberto Eco, interviene al Festival della Comunicazione di Camogli con una conferenza dal titolo "Divulgo Ergo Sum".
Da allora partecipa a molti seminari ed eventi culturali sparsi su tutto il territorio nazionale. È stato direttore della rivista accademica ENDOXA, patrocinata dall'Università di Trieste ed edita da Mimesis.
Nel giugno 2018 esce il suo primo saggio filosofico "Elogio dell'idiozia" (Poliniani). Nel 2019 esce "Spinoza e Popcorn" (De Agostini), libro che spiega le più importanti idee filosofiche analizzando film e serie televisive. Nel 2020 esce la raccolta di racconti gotici "I Racconti della Vera Nuova Carne" (Poliniani), illustrata da Ary De Rizzo, artista.
Nel 2020 pubblica per Audible il podcast originale "Parole Preziose", in collaborazione con l'amico e collega Roberto Mercadini, di cui usciranno 3 stagioni. Nello stesso anno esce il podcast "A Mente Libera" prodotto da Storytel. Con Storytel esce anche "Cose Serie", un podcast sulla relazione tra filosofia e serie TV.
Con Feltrinelli vengono pubblicati: ad aprile 2022 esce "Seneca tra gli Zombie" che ha un grande successo di pubblico e che entra in Universale Economica Feltrinelli, a febbraio 2023 viene pubblicato "La parola a don Chisciotte – Cogitate scomode con personaggi impossibili" e a marzo 2024 "Critica della ragion demoniaca" ed è in uscita a maggio 2025 "Dio era morto". Mentre a gennaio 2025 è uscito per Cairo Editore "Nessuno parla a nessuno", scritto a 4 mani con il DJ radiofonico Michele WAD Caporosso.
I suoi monologhi teatrali "Seneca nel Traffico", "Quanti GIGA pesa Dio?", "Le Vite di Spinoza" e "Le Cogitate Impossibili", che mettono insieme filosofia e satira, girano tutti i teatri d'Italia dal 2019 con grande successo di pubblico. A marzo 2024 è esordito "Terra-Solaris: storie e musiche di fantasmi", con colonna sonora originale e dal vivo, eseguito da Carol Mag, vocal coach e musicista. Da poco sono esordite anche due conferenze spettacolo, "Saggezza Artificiale" e "Da grande taglierò ombrelli" in cui si analizza il rapporto dell'uomo con la tecnologia nel primo e con l'arte nel secondo.
Collabora attivamente anche con il mondo dell'imprenditoria, creando conferenze e seminari per Confartigianato, Dell Technologies e molte altre realtà. L'ultima sua grande novità è la Cogito Academy, una scuola di filosofia pratica che unisce online e onlife, con lezioni tenute da professori universitari, corsi con esperti e la possibilità di partecipare a seminari di diversi giorni in presenza.

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