Il Consiglio metropolitano ha approvato oggi pomeriggio all'unanimità la Convenzione tra Città metropolitana e Comune di Bologna per svolgere in modo coordinato le funzioni di Segretario generale, gestione che permetterà diversi vantaggi sia in termini di efficienza che di risparmio di spesa. Inoltre la coincidenza della figura del Sindaco nei due enti, in correlazione con l'unicità della figura del Segretario, consentirà l'ottimale svolgimento delle funzioni in modo da consentire continuità amministrativa e operativa tra Comune e Città metropolitana. Luca Uguccioni, Segretario generale del Comune di Bologna dal 3 ottobre 2011, dovrà quindi prestare servizio in ciascuno dei due enti in misura proporzionale rispetto alle percentuali di ripartizione dei costi (80% a carico del Comune di Bologna e 20% della Città metropolitana).
"La convenzione di segreteria – ha sottolineato il sindaco Virginio Merola – può costituire un primo strumento sul quale sperimentare potenziali sinergie con i Comuni del territorio, obiettivo prioritario che la Città metropolitana intende perseguire nell'esercizio delle proprie funzioni".
Redazione






La liquidità derivante da vendita azioni Hera ha effetti immediati con riflessi negativi tra 5 anni. Il Sindaco di Bologna sia precursore dei tempi in regione mobilitando tutti i Sindaci per l'abolizione di una inadeguata legge Merlin, regolarizzando la professione il Comune, con una Local Tax potrebbe incassare 7 milioni l'anno
I coordinatori, regionale e della Città Metropolitana, di Altra Destra propongono tavolo per unificare liste civiche e partiti sotto unico simbolo. Il Candidato sia scelto con primarie " non di sinistra " a Settembre
Parma. Salvare l'appennino parmense, questo il tema di attualità afformtato dall'esponente di Forza Italia Francesca Gambarini ( In foto ) che in una nota ufficiale dichiara: " Calestano rischia di rimanere isolato; cinque famiglie evacuate in Comune di Berceto, un'altra strada franata in Comune di Langhirano. Ancora una volta, leggendo i giornali, ci si ritrova davanti ad un bollettino di guerra. Sono ormai alcuni anni che l'Appennino parmense è alle prese con l'emergenza frane, senza dimenticare l'alluvione che ha colpito la Valparma e la Valbaganza lo scorso ottobre. I piccoli Comuni montani, alle prese con tanti altri problemi grandi e piccoli, da soli non possono affrontare questa situazione, nonostante la buona volontà e l'amore per il loro paese di tanti di questi sindaci. La montagna soffre da tempo e se non si fa nulla per sostenere chi ci vive e ci lavora, verrà sempre più abbandonata. Nella campagna elettorale per le Regionali Bonaccini e il Pd avevano sbandierato che sarebbero intervenuti in favore della montagna. Ecco, oggi leggiamo, di un paese che rischia di rimanere isolato: forse è il momento di intervenire. Deve essere lo Stato, insieme alla Regione a prendere in mano la situazione. Non servono grandi spot e annunci roboanti in stile renziano, ma serve studiare un piano di manutenzione del nostro territorio, a partire proprio dalla montagna. E', ormai, evidente che curare le nostre montagne e tenere puliti i nostri fiumi deve essere la priorità dei nostri governanti. Altrimenti, continueremo a ritrovarci a contare i danni e a dire che si doveva prevenire. Perché non lo si fa? Perché la Regione non mette la manutenzione del territorio in cima alla sua agenda e non prepara, finalmente, un piano serio e dettagliato di interventi? I soldi, se si vuole, si trovano. Nei mesi scorsi l'Emilia Romagna ha destinato più risorse agli immigrati che alla manutenzione del territorio, spero che il nuovo presidente abbia priorità diverse. E non sarebbe male se, per una volta, i parlamentari parmensi del Pd agissero per tempo, sollecitando il Governo a investire sulla manutenzione del territorio".






















