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Al Teatro Dehon di Bologna in scena: "Le ragazze son tornate"

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Al Teatro Dehon di Bologna arriva "Le ragazze son tornate", una nuova commedia scritta e diretta da Diego Ruiz che vedrà protagoniste Debora Caprioglio, Daniela Poggi e Fiordaliso, insieme a Giorgia Guerra e Nicola Paduano.

Lo spettacolo andrà in scena venerdì 20 marzo ore 21 e domenica 22 marzo in doppia replica alle ore 16 e alle ore 21. L'atipica programmazione è dovuta alla recente sostituzione di Corinne Clery da parte di Debora Caprioglio.

Oggi non esiste più la terza età, quella è roba del secolo scorso! Non si invecchia più. Soprattutto le donne, non pongono più limiti alla loro libertà e alla loro voglia di avventura. È così! Ormai sono sempre di più le donne âgée che rifiutano di essere confinate al ruolo di "nonne" e rivendicano con forza il diritto di vivere appieno la loro indipendenza e il desiderio di mettersi in gioco.

Forse perché se dovevano dimostrare qualcosa nella vita lo hanno già fatto, arrivano a un punto in cui si sentono libere di esprimersi, senza peli sulla lingua, perché non devono rendere conto a nessuno e se ne infischiano del giudizio altrui.

Nella sua nuova commedia, Diego Ruiz porta in scena la storia di tre donne, tre star del mondo dello spettacolo che hanno vissuto sicuramente tempi migliori, che si riuniscono per mettere insieme le forze e proporsi di nuovo al mondo dello showbiz più agguerrite che mai. Non sarà facile perché i dissapori, la competizione e qualche sassolino nella scarpa ancora da tirar fuori metteranno a dura prova la pazienza di tutti.

Daniela Poggi interpreta una talentuosa e stimata attrice di teatro che, per colpa del suo brutto carattere, ha perso tante occasioni nella sua carriera, ma adesso ha una gran voglia di riscatto.

Debora Caprioglio è una donna di successo che ha sempre vissuto in un mondo fatto di lustrini e scintillii, ma con un irrefrenabile desiderio di essere presa sul serio e non più trattata come una superficiale icona pop.

Fiordaliso è una ex cantante con una grande hit alle spalle, ma la sua carriera oggi è legata ai cooking show televisivi che l'hanno resa ricca e famosa. Ma era questo quello che voleva?

Una commedia frizzante e irriverente che prende in giro il luccicante mondo dello spettacolo, ma capace anche di fare un ritratto di una generazione sempre più sorprendente.
Quando si arriva a fare un resoconto della propria vita, per quanto bella e privilegiata, non sempre si è pienamente soddisfatti. Il ticchettio dell'orologio scorre inesorabile e con il passare del tempo non si acquisiscono solo rughe e nuovi acciacchi, ma anche un po' di saggezza e sarà questa a cui bisogna appellarsi per far sì che le cose funzionino veramente. Ma riusciranno le nostre tre "ragazze" a mettere da parte i rancori e a comportarsi finalmente da donne mature?

Redazione

 

Al Teatro Dehon in scena Gioia Salvatori in "Cuoro. Inciampi per sentimenti altissimi".

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GIOIA SALVATORIGiovedì 12 marzo ore 21 in scena al Teatro Dehon di Bologna Gioia Salvatori in "Cuoro. Inciampi per sentimenti altissimi".

Nato sotto forma di blog nel 2012, nel corso degli anni Cuoro è diventato uno spettacolo di cui esistono diverse versioni declinate a seconda dei temi affrontati: una versione che ragiona intorno al mondo femminile, una sul Natale e questa che parla d'amore, il tutto nel tentativo di costruire un linguaggio comico personale e un teatro che dialoghi con la tradizione della comicità ma anche con le nuove forme espressive della comicità stessa, come ad esempio la stand up.

"Piacer d'amor più di un di' sol non dura, martir d'amor, tutta la vita dura" è con questo spirito che lo spettacolo approccia e ragiona intorno ai meccanismi del sentimento d'amore e ai suoi disastri: miti antichi, disagi contemporanei, liriche accorate e somatizzazioni sempre più complesse, provando a rispondere alla domanda: Che cos'è l'amore?

Sdraiata su un divano, al centro di un giardino immaginario, la protagonista passa in rassegna se stessa e i propri rovelli interiori, indaga i desideri, rinarra storie d'amore e i loro inevitabili disfacimenti, attraversa i discorsi sul sentimentalismo e il pop che di essi si pasce abbondantemente, esplora canzonette, lamentazioni e modelli femminili disgraziatissimi, compone, fa e disfa le sue considerazioni e per ogni conclusione che trova, prova una nuova fuga.

Redazione

AL teatro Duse di Bologna Sabina Guzzanti con il suo ‘Liberidì Liberidà’

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Sabina GuzzantiLaila PozzoDopo il successo della scorsa stagione, a grande richiesta del pubblico, lunedì 2 marzo (ore 21) Sabina Guzzanti torna al Teatro Duse di Bologna con il suo 'Liberidì Liberidà', corrosivo monologo in cui esprime le proprie posizioni in materia di libertà del pensiero.

Con il suo inconfondibile stile, fatto di tagliente ironia e critica sociale, Guzzanti invita gli spettatori a riflettere su cosa significhi essere veramente liberi in un'epoca di grandi cambiamenti e incertezze. Da sempre in prima linea nel mettere sotto accusa il potere e la classe dirigente nazionale, Guzzanti torna a far sentire la sua voce scomoda e a incontrare il suo pubblico con un monologo essenziale e attualissimo. Sul palco l'attrice dialoga idealmente tanto con Giorgia Meloni quanto con Elly Schlein per uno stand up comedy che mira a "ridurre il danno" e pone sotto la lente d'ingrandimento "il nostro presente travagliato". "Ovviamente - anticipa Guzzanti - non si parlerà solo di politica, ma anche di argomenti veramente importanti come lo sviluppo tecnologico in mano a quattro esaltati irresponsabili e, più in generale, di come conservare una qualche forma di dignità nel Ventunesimo secolo".

( Credit photo: Laila Pozzo )

Redazione

 

Teatro Duse di Bologna: Lella Costa è ‘Lisistrata’

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 DSC8338Dopo il successo riscosso la scorsa estate al Teatro Greco di Siracusa, al Teatro Grande di Pompei e all'Arena di Verona, dal 20 al 22 febbraio (ore 21, domenica ore 16) arriva sul palco del Teatro Duse di Bologna 'Lisistrata', con Lella Costa nel ruolo dell'eroina di Aristofane e Serena Sinigaglia alla regia.

Scritta nel V secolo a.C., l'opera è una delle più celebri commedie dell'antichità, la cui forza satirica resta attualissima ancora oggi. In un'Atene dove gli uomini sono tutti al fronte e la politica non sa o non vuole cambiare le cose, è una donna a guidare la rivoluzione. Per fermare la guerra Lisistrata mobilita le donne e consegna loro un'arma insospettabile: praticare uno sciopero del sesso ad oltranza finché non tornerà la pace.

"La grande commedia è sempre una provocazione, scandalo che scuote le coscienze. È l'assurdo che si fa segno di ribellione, di visioni altre, magari poco probabili ma forse possibili" scrive Serena Sinigaglia nelle sue note di regia. "Lisistrata - aggiunge - è la commedia classica che, più di ogni altra, leva la sua voce contro la guerra mostrandone il lato folle, assurdo, ridicolo, se solo non fosse tutto così dannatamente vero, nonché attuale. Aristofane lega l'esistenza stessa della guerra al malgoverno. Un buon governo non fa la guerra. Punto".

Quanto alla scenografia, sul palco campeggia la presenza di un telaio dove i fili sono tutti ingarbugliati e annodati. Una metafora che "racchiude la visione politica di Lisistrata e denuncia l'incapacità e le gravissime responsabilità di coloro che gestiscono il potere". Ma non è tutto. Aristofane lega l'istinto naturale bellicoso dell'uomo all'istinto sessuale. "L'intuizione - sottolinea ancora la regista - è geniale quanto disarmante, ricorda slogan del secolo scorso: 'fate l'amore, non fate la guerra'. Se non possediamo la grammatica dell'amore, se non dispieghiamo gioiosamente le forze dionisiache dei nostri impulsi sessuali, andremo sicuramente a sfogarci altrove e in quell'altrove, con ogni probabilità, albergherà la guerra". Così, conclude, "Lisistrata ci appare quasi come una figura tragica, capace di ispirare e condurre un popolo verso la ragione e la dialettica. 'Colei che scioglie gli eserciti' si arma semplicemente di buonsenso, mostrando quanto siamo patetici nella nostra foga di possedere e distruggere".

In un'epoca come la nostra, segnata da nuovi conflitti e vecchie tensioni, la voce di questa eroina determinata a riportare la vita dove regna la morte e l'amore dove impera l'odio, torna a farsi sentire con prepotente urgenza.

Redazione

Al Teatro Dehon di Bologna in scena: "Una donna qualunque" di Alessio De Nigris

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UNA DONNA QUALUNQUE locandinaPrende il via al Teatro Dehon (via Libia 59, Bologna) la ventesima edizione della rassegna "Diverse abilità in scena", promossa dalla Fondazione Gli amici di Luca – Casa dei Risvegli Luca De Nigris ETS. Un traguardo importante per un progetto culturale che, nel corso degli anni, si è affermato come spazio di espressività, professionalità e integrazione nel panorama teatrale cittadino.

La rassegna porta sul palco compagnie, associazioni e talenti, molti dei quali operano a stretto contatto con la fragilità della persona, trasformando il teatro in strumento di inclusione, relazione e crescita condivisa.

Ad aprire il cartellone, martedì 17 febbraio alle ore 21.00, sarà TenTeatroMusica con "Una donna qualunque" di Alessio De Nigris, per la regia di Graziano Ferrari. La compagnia rappresenta una realtà capace di coniugare parola, musica ed espressività scenica in un percorso teatrale attento alla dimensione umana e narrativa.

In occasione del debutto, Alessio De Nigris ricorda l'origine dell'opera: «Questo spettacolo nasce quando avevo 24 anni e, a distanza di oltre cinquant'anni, il tema che affronta è ancora attuale: il desiderio di costruire una famiglia e le difficoltà che lo accompagnano». L'ingresso è libero.

Fino a giugno si alterneranno sul palco anche gli spettacoli di TenTeatroMusica, Gruppo Dopo... di Nuovo – Gli amici di Luca, Scuola primaria Don Milani, Compagnia Gli amici di Luca, Teatranti in barca dell'ARCA della Misericordia, Magnifico Teatrino Errante, Le Salamandre dell'associazione Il Seno di Poi.

Il calendario conferma la vocazione della rassegna a valorizzare esperienze artistiche capaci di intrecciare qualità teatrale e impegno sociale.

I colori della pace alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026

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Colori della paceOspitata a Milano la mostra internazionale, curata dall'Associazione Colors for Peace, che affida all'arte dei bambini di 151 Paesi un messaggio universale di pace

Milano - Nel vivo delle Olimpiadi Invernali, Fondazione Milano Cortina 2026 continua a portare avanti iniziative capaci di interpretare e diffondere i valori Olimpici attraverso il dialogo tra sport e cultura.

È in questo contesto è stata ospitata a Milano, presso la cornice di The Social Hub, la mostra internazionale promossa dall'Associazione Colors for Peace: un progetto che pone al centro lo sguardo dell'infanzia come linguaggio universale di speranza e futuro.

In un momento storico in cui il dialogo tra i popoli è più prezioso che mai, l'arte dei bambini diventa strumento di connessione tra culture e territori: Milano, città Olimpica, ha accolto questa voce corale come simbolo di apertura, partecipazione e solidarietà.

La mostra ha visto protagonisti disegni realizzati da bambini provenienti da 151 nazioni, frutto di un lavoro capillare che l'Associazione Colors for Peace porta avanti nei cinque continenti. Ogni opera rappresenta un tassello di un grande mosaico collettivo che racconta il desiderio di un mondo senza confini e senza conflitti, visto attraverso gli occhi dei cittadini di domani.

Inserita nell'ambito dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, l'iniziativa rafforza il legame tra cultura e sport come ponti naturali tra le nazioni, riaffermando i valori di fratellanza e solidarietà che sono alla base dello spirito dei Giochi.

Attraverso colori, segni e visioni dell'infanzia, la mostra ha invitato il pubblico a riscoprire il valore della partecipazione e dell'energia creativa come motori di cambiamento. Un racconto collettivo che guarda al futuro e che, nel contesto di Milano Cortina 2026, celebra la forza della cultura come spazio di incontro tra comunità, territori e generazioni, nel segno dei valori Olimpici.

Redazione

Donne e arte da Bologna all’Europa, al via il nuovo ciclo di conferenze "Il Genio della Donna"

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Gli appuntamenti da febbraio ad aprile a palazzo Malvezzi de' Medici

Con una conferenza dedicata a Lea Colliva (1901-1975), tenuta da Beatrice Buscaroli e Francesca Sinigaglia, lunedì 16 febbraio si apre il nuovo ciclo di incontri de "Il Genio della Donna", che racconta la donna artista in Europa dal Medioevo al Novecento. Le conferenze si tengono sempre alle 17.30 nella Sala Zodiaco di Palazzo Malvezzi (via Zamboni 13) a Bologna.

Il ciclo proseguirà lunedì 23 febbraio, con la conferenza di Giovanni Peternolli e Giovanni Gamberi dal titolo "Il Genji monogatari di Murasaki Shikibu (circa 973-circa 1014), primo romanzo moderno e uno dei vertici della letteratura universale".
Lunedì 23 marzo Laura Falqui terrà la conferenza "Isadora Duncan, il corpo che danza", lunedì 13 aprile è la volta di Mirta Carroli con "Maschere nude": Alba Gonzales sculture.
Rachele Ferrario, lunedì 20 aprile, terrà la conferenza "Un'assonanza silenziosa: Fernanda Wittgens e Palma Bucarelli". Infine, lunedì 27 aprile, Elisa Baldini chiude la prima parte del ciclo con "L'ago, il marmo e l'archivio. Il genio femminile nell'Aemilia Ars".

Le conferenze sono curate da Vera Fortunati e Irene Graziani, e sono promosse dalla Città metropolitana di Bologna, in collaborazione con il Dipartimento delle Arti, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna.

Il ciclo si tiene nell'ambito delle attività del "Centro di documentazione per la storia delle donne artiste in Europa", che ha sede in via della Rondine 3 a Bologna.

Redazione

La maglia rossa Lorena Wiebes vince la seconda tappa dell'UAE Tour Women 2026

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Wiebes  tappa arrivojpgLorena Wiebes (Team SD Worx - Protime) ha vinto la seconda tappa, la Dubai Stage, della quarta edizione dell'UAE Tour Women, davanti a Chiara Consonni (Canyon//SRAM zondacrypto) e Nienke Veenhoven (Team Visma | Lease a Bike). Lorena Wiebes (Team SD Worx - Protime) conserva la Maglia Rossa.

Parlando pochi secondi dopo l'arrivo di tappa, la vincitrice di tappa e Maglia Rossa Lorena Wiebes ha dichiarato: "Oggi nel finale mi sono spaventata. Non ero sicura di riuscire a scattare. Non capita spesso, ma ho perso Barbara [Guarischi] che di solito mi guida. È successo oggi perché siamo andate molto piano negli ultimi 20 chilometri. Significa che tutti hanno potuto dare il massimo negli ultimi 5 chilometri, passando dalle strade principali a quelle più strette. C'era molto da fare! Abbiamo puntato alla curva a 1,2 km dal traguardo, ma non eravamo assolutamente in posizione, anche se eravamo nella posizione giusta all'ultima curva a 600 metri dal traguardo, ma ho continuato a fidarmi di Barbara in quel caso. Alla fine siamo arrivate davanti e ho iniziato subito il mio sprint. Per fortuna è stato sufficiente. Ci riproveremo domani, sperando di avere un buon vantaggio".

RISULTATI TAPPA
1 - Lorena Wiebes (Team SD Worx - Protime), 145 km in 3h38'44", velocità media 39,774 km/h
2 - Chiara Consonni (Canyon//SRAM zondacrypto) st
3 - Nienke Veenhoven (Team Visma | Noleggio bici) st

CLASSIFICAZIONE GENERALE
1 - Lorena Wiebes (Team SD Worx - Protime)
2 - Lara Gillespie (UAE Team ADQ) a 14"
3 - Chiara Consonni (Canyon//SRAM zondacrypto) st

( Credit photo: Sprint Cycling Agency )

Redazione

Arte Fiera 2026: "Cosa sarà"

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6-8 febbraio 2026 a Bologna 

Dopo la brillante edizione dell 2025, che ha visto le più prestigiose gallerie italiane e i più importanti collezionisti darsi appuntamento a Bologna, Arte Fiera inaugura idealmente un nuovo ciclo con la prima direzione artistica di Davide Ferri, affiancato da Enea Righi, che per il quarto anno ricopre il ruolo di direttore operativo.

Arte Fiera, la più longeva tra le fiere d'arte italiane, è tornata ad essere un appuntamento e un riferimento imprescindibile per il sistema dell'arte del nostro Paese, un ruolo che le appartiene sin dalla sua nascita, nel 1974. Il titolo di questa edizione,Cosa sarà, sottende uno slancio e una proiezione verso il futuro; un grado di imponderabilità; un rimando a quella componente di mistero che tiene il pubblico di collezionisti e appassionati visceralmente legati alle opere d'arte del presente.

Con soddiisfazione il Presidente di BolognaFiere Gianpiero Calzolari ha dichiarato: "Con la 49^ edizione di Arte Fiera BolognaFiere conferma il proprio impegno a sostegno del sistema dell'arte italiana, valorizzandone la qualità, la pluralità dei linguaggi e il dialogo tra moderno e contemporaneo. La nuova direzione artistica, il rinnovato progetto curatoriale e l'introduzione del Fondo Arte Fiera rafforzano il posizionamento della manifestazione come riferimento nazionale per gallerie, collezionisti e operatori culturali. Arte Fiera continua così a svolgere un ruolo centrale nello sviluppo culturale ed economico del territorio e del Paese." 

Redazione

 

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