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Emergenza caldo. CISL ER: utile l’ordinanza della regione, ma serve protocollo regionale condiviso

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"Le conseguenze del caldo estremo per le lavoratrici e i lavoratori che operano nei contesti più esposti sono diventate una triste consuetudine che puntualmente si ripropone ogni anno, per questo bisogna superare la logica dell'emergenza e approntare misure strutturali e condivise dal mondo del lavoro. Per muoversi in questa direzione, la Cisl propone un percorso comune che con il contributo di tutti - istituzioni, sindacati e associazioni imprenditoriali - possa portare all'adozione di uno specifico protocollo regionale, uno strumento che vada a integrare l'attuale accordo regionale sulla salute e sicurezza".
È quanto ha affermato William Ballotta, della Segreteria regionale Cisl, nel corso della riunione convocata ieri dalla Regione ER per discutere dell'"ordinanza caldo", incontro dove ha partecipato insieme ai rappresentanti della Fai (agroalimentaristi) e della Filca (edili) della Cisl.
Un protocollo regionale che nelle intenzioni di via Milazzo potrebbe fondamentalmente basarsi su tre direttrici: garantire spazio contrattuale alle categorie; assicurare un ruolo ai tavoli territoriali, in tal senso un esempio utile potrebbe essere il protocollo che è in fase conclusiva a Modena, con la flessibilità dell'orario di lavoro assunta come fulcro dell'intesa; sostegno al ruolo degli enti bilaterali.
Infine, viste le condizioni particolarmente avverse che stanno caratterizzando queste settimane di giugno, Ballotta giudica "utile l'adozione dell'ordinanza che la Regione intende adottare entro la fine del mese, in particolare per i settori dell'agricoltura e dell'edilizia", ma allo stesso tempo ribadisce la necessità di avviare un immediato iter condiviso da parti sociali e datoriali che possa portare in tempi brevi a misure strutturali. "La salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori -conclude – deve essere una priorità assoluta di tutti, per questo va progettata e governata anche cercando di giocare d'anticipo su alcune prevedibili emergenze".

Redazione

Ponte della Motta, stanziati i 37 milioni di euro per la ricostruzione

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Al vaglio sette candidature per la progettazione esecutiva

Certezza per la ricostruzione del Ponte della Motta, crollato a maggio 2023 sulla SP 6 "Zenzalino" al km 13 tra i territori di Budrio e Molinella, a causa dell'alluvione. Nell'ordinanza 45/2025 firmata dal Commissario straordinario per l'alluvione, Fabrizio Curcio, pubblicata martedì 17 giugno, figurano infatti i 37 milioni di euro necessari alla ricostruzione di questo fondamentale collegamento della viabilità metropolitana.
Si è intanto già insediata la Commissione di gara per l'aggiudicazione del progetto esecutivo. In risposta al bando sono arrivate sette candidature per la progettazione esecutiva e sei per la verifica. Il percorso di selezione tra chi avrà l'incarico della progettazione esecutiva e chi avrà l'incarico della verifica del progetto viene svolto contemporaneamente. Le buste dell'offerta tecnica sono già state aperte e la Commissione sta verificando i parametri per l'assegnazione dei punteggi. Per le offerte tecniche che saranno ritenute idonee si procederà poi all'analisi delle offerte economiche. Infine, la Commissione stilerà la graduatoria per l'aggiudicazione, e dopo le verifiche di legge il lavoro di progettazione e veridica potrà cominciare. Da contratto il progettista selezionato ha 120 giorni per consegnare il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, che sarà esaminato in Conferenza dei servizi. Una volta chiusa la Conferenza dei servizi l'aggiudicatario avrà 120 giorni per consegnare il progetto esecutivo.

"L'ufficialità del finanziamento del ponte della Motta è una notizia che aspettavamo e che permetterà di dare una risposta importante ai cittadini. - commenta il sindaco metropolitano Matteo Lepore - La Città metropolitana sta lavorando per avere il prima possibile il progetto esecutivo del nuovo ponte e per questo ringrazio i tecnici dell'Ente e il delegato Matteo Montanari".

Redazione

SP 7 "Valle dell'Idice", domani la riapertura al transito

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SP 7Terminati nei tempi previsti i lavori di sistemazione della frana partiti il 27 maggio. Tratto a senso unico alternato regolato da semaforo

Prevista per la mattinata di domani, sabato 14 giugno, la riapertura della SP 7 "Valle dell'Idice" al km 17, nel territorio del Comune di Monterenzio. La strada era stata chiusa per due settimane, in alcune ore della giornata, per consentire l'esecuzione in sicurezza dei lavori di ripristino definitivo delle scarpate di monte e di valle della strada, dal km 17+150 al km 17+500, danneggiata dalle alluvioni del 2023 e 2024. I lavori partiti il 27 maggio scorso sono stati eseguiti nei tempi previsti e hanno sempre consentito il passaggio del trasporto pubblico e dei mezzi di emergenza. Ora il tratto è riaperto a senso unico alternato, regolato da semaforo.

La parete franata è stata completamente risagomata. Sono stati messi in opera 120 metri di "gabbioni", gabbie metalliche contenenti massi ed è stato creato un canale di drenaggio per evitare che l'acqua piovana invada ancora la strada. Alla parete è stata tirata una rete contenitiva, per evitare che eventuali ulteriori disgregazioni possano cadere sulla strada. Per l'intervento sono stati utilizzati due particolari escavatori, cosiddetti "ragni", con i quali sono stati disgaggiati 5.000 metri cubi di terreno dalla scarpata. Presenti anche alcuni rocciatori, che hanno lavorato sulla parete appesi a delle funi.

La tempistica dell'intervento era stata concordata con il Comune di Monterenzio a inizio maggio, per consentire di avere la strada percorribile, se pur sempre a senso unico alternato regolato da semaforo, per l'apertura della piscina, dopo la chiusura delle scuole.

Redazione

"Scopriamo le Olimpiadi e Paralimpiadi" in Val di Fiemme impazza la didattica

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Scuoleelementari ScopriamoleOlimpiadiUn successo il progetto per la scoperta dei Giochi in Val di Fiemme dedicato agli scolari. Coinvolti oltre 150 bimbe e bimbi della Scuola Primaria di Predazzo nel viaggio #roadto2026

Una soleggiata mattinata a Predazzo è stata spettatrice silenziosa del successo del progetto "Scopriamo le Olimpiadi e Paralimpiadi in Val di Fiemme – il viaggio verso Milano Cortina 2026" rivolto a tutte le classi della Scuola Primaria di Predazzo e curato dal comitato organizzatore Nordic Ski Val di Fiemme per la celebrazione, partecipazione e sensibilizzazione verso i Giochi Olimpici e Paralimpici del prossimo inverno.
Oltre 150 scolari dell'Istituto M. Morandini Degasperi di Predazzo sono stati coinvolti dall'iniziativa che aveva come obiettivo il coinvolgimento e l'avvicinamento dei più piccoli alla kermesse internazionale di Milano Cortina 2026 in un'atmosfera Olimpica e Paralimpica che si fa sempre più sentire nella vallata trentina. Per l'occasione è stato progettato e allestito un percorso a tappe con tematiche e attività differenziate in base a età e capacità degli scolari: tramite curiosi e coinvolgenti indovinelli e quiz, disegni e laboratori creativi, una nuova generazione di fiemmesi ha potuto conoscere la Val di Fiemme e la sua lunga tradizione sportiva fra grandi eventi del passato e le storie incredibili dei campioni fiammazzi, i programmi e le specialità di gara dei Giochi, ma anche i valori Olimpici, i loghi e le mascotte di Milano Cortina 2026 e le più disparate curiosità legate al grande evento e alla Valle che lo ospiterà. Dopo la partenza dal campo sportivo di Predazzo tutte le classi della scuola si sono avvicendate nelle attività didattiche e tappa dopo tappa hanno raggiunto i 5 Cerchi posti in ingresso al borgo fiemmese presso l'area picnic della rotonda 'Cavalier'.
Il progetto "Scopriamo le Olimpiadi e Paralimpiadi in Val di Fiemme – il viaggio verso Milano Cortina 2026" fa parte dell'Education Programme Gen26 di Milano Cortina 2026, che mira a ispirare le nuove generazioni attraverso i valori sportivi Olimpici e Paralimpici. Al fine di consegnare un'eredità duratura al Paese e al movimento sportivo globale, il programma Gen26 vuole creare una comunità di giovani appassionati di sport in tutto il territorio. Gen26 ha tre importanti ambizioni, da raggiungere prima, durante e dopo i Giochi: la diffusione dei valori Olimpici e Paralimpici, la promozione dell'attività motoria per il benessere psico-fisico e la condivisone delle competenze professionali nel settore dei Grandi Eventi sportivi.
L'iniziativa "Scopriamo le Olimpiadi e Paralimpiadi in Val di Fiemme – il viaggio verso Milano Cortina 2026" è stata promossa e allestita dal comitato organizzatore Nordic Ski Val di Fiemme che con l'impegno e la professionalità di sempre ne ha garantito il successo e, grazie ai numerosi feedback positivi ricevuti e alla validità della proposta, si pensa già a quando ripresentarla.
Il viaggio #roadto2026 della Val di Fiemme verso i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 continua e da ora anche bimbe e bimbi si sentono immancabilmente più vicini al grande evento. Info: www.fiemmeworldcup.com

(Credit Photo: Newspower.it)

Redazione

Scuola, ragazze e ragazzi in campo per costruire un ambiente scolastico per le esigenze di tutti

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ScuoleincampoLa Consulta Provinciale degli Studenti ha illustrato i risultati del percorso partecipato "A scuola come stai?" al sindaco Matteo Lepore, al Consigliere metropolitano delegato alla Scuola Emanuele Bassi e all'Assessore comunale alla Scuola Daniele Ara

Un ambiente scolastico dove studentesse e studenti stanno bene è un ambiente migliore per tutti, anche per gli adulti. E ragazzi e ragazze sono pronti a giocare un ruolo da protagonisti, con proposte concrete da sviluppare in alleanza con il mondo adulto che governa la scuola. Questo è il messaggio emerso dal percorso partecipato, di ascolto e confronto, incentrato sul tema del benessere scolastico che la Città metropolitana di Bologna, Settore Istruzione e Sviluppo Sociale, ha realizzato con la Consulta Provinciale degli Studenti di Bologna, in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia Romagna, Ambito di Bologna.

Un percorso articolato che, da dicembre 2024 a giugno 2025, ha coinvolto 57 giovani studentesse e studenti di 29 Istituti superiori del territorio metropolitano.

Lo scorso 4 giugno, ragazze e ragazzi hanno presentato esiti e proposte al sindaco Matteo Lepore, al consigliere metropolitano delegato a Scuola e istruzione, Edilizia scolastica e Formazione, Emanuele Bassi e all'assessore a Scuola, Nuove Architetture per l'Apprendimento, Adolescenti del Comune di Bologna, Daniele Ara.

Il percorso ha avuto una triplice finalità:

ragionare sui bisogni e formulare proposte rispetto al tema del benessere a scuola, da condividere, nelle sedi opportune, con le Istituzioni di riferimento e con le altre Consulte a livello regionale e nazionale;
fornire, durante il percorso, anche strumenti metodologici utili ai partecipanti per attivare azioni di ascolto all'interno dei propri contesti scolastici;
creare un documento che potesse diffondere la conoscenza della Consulta.

Il percorso si è articolato su quattro incontri, gestiti attraverso la metodologia dell'approccio dialogico. Il metodo usato si fonda su alcuni principi chiave come l'ascolto attivo e non giudicante, la costruzione condivisa del sapere, l'importanza della parola come strumento trasformativo, la partecipazione attiva e la co-costruzione di possibili piste di lavoro comuni.

Durante gli incontri sono emersi alcuni assi prioritari di contenuto, connessi strettamente al benessere di ragazze e ragazzi a scuola. Il punto centrale, che ha accompagnato e permea ogni ulteriore aspetto è la richiesta di legittimazione da parte degli adulti che nella scuola si confrontano con i ragazzi. Legittimazione intesa come riconoscimento degli studenti e delle studentesse come interlocutori adeguati a costruire un ambiente, fisico, di relazioni, di apprendimento, adatto alle esigenze di tutti, adulti compresi. Legittimazione che passa anche dal rafforzamento del ruolo dei rappresentanti (di Consulta, di Istituto, di classe) e degli strumenti che la norma riconosce loro, quali ad esempio lo Statuto dello Studente.

Gli ulteriori assi di lavoro, strettamente interconnessi, su cui sono state portate le riflessioni, anche in termini di proposte e piani di azione, sono tre.

La Scuola come ambiente empatico e coeso, in cui oltre ad approfondire le necessità legate alla funzione di ascolto (svolta nell'ambito degli sportelli), è emerso il bisogno di tempi, luoghi e modalità rinnovate a supporto del dialogo e dell'ascolto mutuo tra docenti e studenti, e tra studenti e studenti, come leva di crescita comune e di ogni singolo.

La scuola come sistema per la crescita individuale e collettiva, in cui oltre ad approfondire proposte e necessità legate all'innovazione della didattica e della valutazione, sono emersi interesse e idee per un maggior coinvolgimento degli studenti nella 'gestione' di spazi e tempi, sia durante l'attività scolastica che in orario extrascolastico (dalle classi capovolte, alla cura dei beni e degli spazi comuni).

I luoghi come spazi di crescita, in cui oltre a ragionare sugli aspetti strutturali e di sicurezza, è emersa la volontà di appropriarsi degli spazi scolastici, come luoghi in cui sperimentare anche cura e responsabilità, definendo regole chiare e precise che permettano di costruire attività e iniziative co-progettate e condivise.

Il Sindaco Matteo Lepore ha espresso apprezzamento sul lavoro svolto dalla Consulta, proponendo anche un ulteriore confronto sui temi emersi con il Consiglio comunale di Bologna, per poter allargare la visione in un consesso ampio e partecipativo. Ha rappresentato inoltre l'interesse a continuare il confronto con la Consulta anche alla luce dei progetti che si stanno attivando nei quartieri di Bologna, in collaborazione con le scuole e con il territorio (Scuole Aperte, i centri Cresco, ecc..), aprendo all'organizzazione di ulteriori momenti di scambio e di ascolto per costruire un'offerta sempre più aderente alle esigenze delle giovani generazioni.

Il Consigliere metropolitano Emanuele Bassi ha manifestato grande interesse, concentrando l'attenzione sul lavoro che la Città metropolitana sta svolgendo in questi anni soprattutto per quanto riguarda gli edifici degli Istituti superiori, la messa in sicurezza di alcuni edifici e proponendo un continuo confronto tra le istituzioni e la consulta, per essere più efficaci nella soluzione dei problemi e nel dare risposte concrete a tutti gli studenti dell'area metropolitana.

Anche l'Assessore alla scuola del Comune di Bologna Daniele Ara ha molto apprezzato questo momento di confronto e di scambio su quanto emerso dai lavori della Consulta degli Studenti, suggerendo di portare le varie istanze e le proprie idee anche al di fuori dei contesti istituzionali e scolastici, come leva per crescere e per far crescere il territorio. Si è inoltre confrontato sulla possibilità di attivare un dialogo tra rappresentanti di Consulta e rappresentanti di Istituto, in un'ottica di interscambio e di visione d'insieme sui problemi che si vivono a scuola, ma anche per allargare le visioni e la partecipazione attiva.

L'incontro si è concluso con un auspicio di reale interesse nell'affrontare le varie tematiche emerse e di mantenere un filo diretto con i rappresentanti della Consulta degli Studenti della Città metropolitana di Bologna.

Redazione

Il "podio" dei Comuni più ricchi della Città Metropolitana: San Lazzaro, Bologna e Zola Predosa

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I redditi nei comuni della città metropolitana di Bologna, pubblicato il report: 29.533 euro il reddito medio, in aumento rispetto all'anno precedente

Cresce il reddito complessivo medio per contribuente nella città metropolitana di Bologna. Nel 2023 è stato di 29.533 euro, un valore in crescita del 4,5% (erano 28.260 nel 2022) e più alto del 9% rispetto a quello regionale (27.083 euro) e del 18,9% rispetto al dato nazionale (24.829 euro). Tra le città metropolitane Bologna è seconda sola a Milano, che supera i 33.000 euro.

Nella città metropolitana i contribuenti sono 805.264, pari al 79,1% della popolazione, e aumentano dell'1,1% rispetto al 2022.

Il reddito complessivo è pari a 23,2 miliardi di euro, in aumento rispetto al 2022 del 5,1% - espansione leggermente inferiore a quella registrata a livello nazionale (+5,9%).

Il Rapporto sui redditi dichiarati a fini IRPEF nei comuni dell'area bolognese è stato elaborato dal Servizio Studi e Statistica della Città metropolitana, rispetto a dati diffusi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), relativi alle dichiarazioni presentate dalle persone fisiche nel 2024 con riferimento all'anno di imposta 2023, con confronti con la dimensione regionale e nazionale.

Tra i comuni, il reddito medio più alto si registra a San Lazzaro di Savena che si avvicina nel 2023 a 34.000 euro (33.818 euro), seguito dal Comune di Bologna con 31.956 euro, al terzo posto Zola Predosa (31.474 euro). Il reddito medio più basso si registra invece a Castel D'Aiano con 22.345 euro (subito sopra si piazza Lizzano in Belvedere con 23.034 euro). In generale quindi, i redditi medi più alti si confermano nel capoluogo e nei comuni della cintura, tratto ormai strutturale nella distribuzione del reddito sul territorio.

Fasce di reddito nella città metropolitana:

205.517 contribuenti (26,3% del totale contribuenti) hanno dichiarato meno di 15.000 euro e contribuiscono al monte redditi per il 6,7%.
512.306 contribuenti (65,6%) hanno dichiarato tra i 15.000 e i 55.000 euro, contribuendo per il 66,1% al monte redditi totale.
63.285 contribuenti (8,1%) hanno dichiarato oltre 55.000 euro, contribuendo per il 27,2% al monte redditi totale.

Eventuali dati pubblicati in precedenti analisi, che si discostano dal presente studio, si considerano rettificati.

Redazione

 

Censimento Permanente della popolazione e delle abitazioni 2025

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Domande online fino al 16 giugno per selezionare i rilevatori, attività in 24 comuni dell'area metropolitana

Bologna. A ottobre 2025 prenderà il via la nuova edizione del Censimento Permanente della popolazione e delle abitazioni, che dal 2018 è diventato annuale. Sono 24 i Comuni metropolitani coinvolti per il corrente anno: Anzola dell'Emilia, Baricella, Bologna, Budrio, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castel San Pietro Terme, Castenaso, Granarolo dell'Emilia, Imola, Lizzano in Belvedere, Loiano, Marzabotto, Medicina, Monghidoro, Monzuno, Ozzano dell'Emilia, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, San Pietro in Casale, Valsamoggia, Zola Predosa.

Il Piano Generale del Censimento (PGC) prevede che i Comuni individuino i rilevatori fra il personale dipendente, oppure, qualora questo non sia in possesso dei requisiti minimi richiesti, o non risulti in numero sufficiente, che si rivolgano a personale esterno, secondo le modalità previste dalla normativa vigente in materia.

Per supportare i Comuni nel reperimento di persone disponibili allo svolgimento delle funzioni di rilevatore, la Città metropolitana ha approvato l'Avviso pubblico per soli titoli ai fini della costituzione dell'Albo metropolitano dei rilevatori per il Censimento Permanente della popolazione e delle abitazioni.
Le domande possono essere inviate fino alle 13 di lunedì 16 giugno 2025.

Per svolgere la funzione di rilevatore, come previsto nel PGC e successive circolari Istat, costituiscono requisiti minimi, da possedere all'atto di compilazione:

avere età non inferiore a 18 anni;
essere in possesso del diploma di scuola superiore di secondo grado o titolo di studio equipollente;
saper usare i più diffusi strumenti informatici (PC, Tablet), possedere adeguate conoscenze informatiche (internet, posta elettronica);
possedere esperienza in materia di rilevazioni statistiche, e in particolare di effettuazione di interviste;
avere un'ottima conoscenza parlata e scritta della lingua italiana;
godere dei diritti politici (tale requisito si riferisce esclusivamente ai cittadini italiani e a quelli appartenenti all'UE) e non aver subito condanne penali;
avere cittadinanza italiana o di uno degli Stati Membri dell'Unione Europea, o un regolare permesso di soggiorno;

Costituiscono requisiti preferenziali il possedere una forte motivazione verso il tipo di attività; avere buone capacità comunicative; avere autonomia organizzativa; avere attitudine ai rapporti interpersonali e buone capacità relazionali.

Per inviare la domanda di inserimento nell'Albo metropolitano dei rilevatori è necessario compilare in ogni sua parte il modulo informatico che si trova a questo indirizzo: https://cittametropolitanabo.elixforms.it/rwe2/module_preview.jsp?MODULE_TAG=MOD_STAT_004

L'accesso al modulo informatico per la redazione della domanda avviene esclusivamente tramite SPID-Sistema Pubblico di Identità Digitale.
È inoltre obbligatorio allegare alla domanda il curriculum in forma di file .pdf, non necessariamente firmato.

Nel corso dell'istruttoria non saranno fornite informazioni, telefoniche o di altro tipo, sulla completezza delle domande inoltrate.

A conclusione dell'istruttoria, l'Albo dei rilevatori per il Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni sarà consultabile qui: https://www.cittametropolitana.bo.it/statistica/Engine/RAServePG.php/P/322911010100

Per informazioni
Servizio Studi e Statistica per la programmazione strategica
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   telefono 051 659 9200

Redazione

"Uno sbirro in Appennino", a Camugnano stop al transito per le riprese della serie tv

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Il 3 e 7 giugno chiusura al transito della SP 62/1 e della SP 40

I territori montani dell'Appennino bolognese sono stati scelti per ambientare alcune scene della serie tv "Uno sbirro in Appennino" con Claudio Bisio.

Per consentire lo svolgimento delle riprese in sicurezza verranno chiuse al traffico le strade provinciali SP 40 "Passo ZanchettoPorretta Terme" e SP 62/1 "Riola-CamugnanoCastiglione" 1° tronco, nel territorio del comune di Camugnano.

In particolare:

lungo la strada provinciale SP 62/1 "Riola-CamugnanoCastiglione" 1° tronco chiusura totale al transito veicolare dal km 20+670 al km 21+100 martedì 3 giugno 2025 dalle 13 alle 18
lungo la strada provinciale SP 40 "Passo ZanchettoPorretta Terme" chiusura totale al transito veicolare dal km 0+000 al km 2+600 sabato 7 giugno 2025 dalle 8 alle 17.

Redazione

L’IC "Bagnoli" di San Pietro in Casale trionfa al concorso nazionale "Inventiamo una banconota"

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Premiazione INVENTA UNA BANCONOTAL'Istituto Comprensivo "Bagnoli" di San Pietro in Casale ha conquistato il primo posto nella dodicesima edizione del concorso nazionale "Inventiamo una banconota", rappresentando la provincia di Bologna e la regione Emilia-Romagna, aggiudicandosi il premio di diecimila euro per il supporto e lo sviluppo delle attività didattiche.

Il concorso, promosso dalla Banca d'Italia e dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, si è svolto nel cuore dell'Italia che investe sul futuro delle nuove generazioni. La competizione ha coinvolto 622 scuole, tra cui 12 istituti italiani all'estero, sfidando gli studenti a progettare una banconota ispirata al tema "Realizzare i propri sogni, investire su sé stessi: l'economia al servizio dei giovani".

Il bozzetto vincitore, ideato dagli studenti dell'Istituto Comprensivo "Bagnoli" di San Pietro in Casale (BO), ha saputo distinguersi per creatività e profondità di significato, trasmettendo un messaggio di impegno e determinazione per il futuro.

La cerimonia di premiazione si è svolta venerdì 16 maggio 2025 presso il Centro Convegni Carlo Azeglio Ciampi di Roma, alla presenza di rappresentanti della Banca d'Italia e del Ministero dell'Istruzione.
"Raggiungere i nostri sogni: investire conoscenza, tempo e risorse per scalare il futuro e trasformare le stelle in realtà attraverso impegno e determinazione", hanno spiegato gli studenti nel presentare la loro idea di banconota.

Questo riconoscimento rappresenta un grande traguardo per la scuola e un motivo di orgoglio per tutta la comunità locale.

"Siamo entusiasti di questo risultato, che premia il talento creativo e la dedizione degli studenti della nostra scuola. - dichiara il prof. Marco Bonaccolto, docente di Arte e Immagine in servizio presso la scuola Bagnoli, referente del progetto con le classi 2A, 2F e 2G - Questo successo dimostra quanto sia importante investire nella creatività e nella formazione dei giovani. Ogni idea ben strutturata, sia in forma di semplice disegno, video, testo o altro linguaggio, ha un valore intrinseco; dare visibilità a queste piccole-grandi opere, portandole fuori dai cassetti chiusi e dalle cartelle disordinate, oltre i confini fisici della scuola - attraverso concorsi, mostre e pubblicazioni - significa riconoscere e valorizzare le potenzialità degli studenti, alimentando in loro fiducia, autostima e senso di possibilità.
Educare non è solo trasmettere conoscenze, ma anche creare spazi in cui ciascuno possa scoprire le proprie capacità per dare inizio al proprio futuro."

L'Istituto invita la cittadinanza e i media a celebrare questo significativo traguardo, che si affianca a un altro importante successo conseguito appena il giorno precedente, giovedì 15 maggio, con il concorso nazionale "Respiriamo Insieme" promosso da AIOT - Associazione Italiana Oncologia Toracica e dal Ministero dell'Istruzione, in cui l'Istituto Bagnoli è risultato vincitore del primo premio di 3000 euro con un originale video di animazione ispirato al tema "Meglio un panino con la porchetta che fumare una sigaretta". Il concorso fa parte di una campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione dei tumori toracici, in particolare del tumore al polmone, con l'obiettivo di aumentare la consapevolezza sui danni del fumo coinvolgendo studenti, famiglie e personale scolastico tramite cortometraggi, storie illustrate e opere d'arte.

Redazione

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