Dopo gli scontri e i vandalismi di Milano per mano di un esercito di giovanissimi scatenati, per non dire bambini, sui media, da giorni, opinionisti, sociologi e politici cercano di dare una risposta e spiegare cosa porta i giovani a dimostrare con tanta rabbia, saccheggiare e devastare senza alcun rispetto per le persone e le cose. La parola d'ordine per tutti è "disagio sociale", la colpa è della società, della disoccupazione e dei genitori che non li comprendono e/o ascoltano le esigenze. Parole che mi fanno immaginare ad un convegno woke. Nell'intento di voler comprendere tali atti ponendo ad alcuni di questi manifestanti la domanda: per cosa manifestate e perché? la risposta non arriva, non sanno dare una motivazione nemmeno del perché siano li.
Oggi molti giovani, per fortuna non tutti, vivono in un mondo virtuale distaccandosi dalla realtà, un mondo facile fatto di lusso, soldi facili e successo senza dover fare sacrifici, un mondo in cui la violenza è vissuta superficialmente quasi una normalità. Il mondo è cambiato, non c'è più la cabina telefonica a gettoni, la città è una giungla all'interno della quale ci sono fortezze invalicabili alle quali pochi hanno accesso, la vita è sempre più difficile specialmente per le classi sociali più deboli e per emergere servono sacrifici in ogni settore, dal lavoro allo sport, senza distinzione dei etnia e soprattutto senza rabbia incontrollata. Nulla cambierà, anzi, se le nuove generazioni non comprenderanno in che mondo stanno realmente vivendo.
Daniele Baldini





























