''In un momento in cui il Governo sta ultimando la predisposizione del disegno di legge di stabilità che presenterà in Parlamento sabato p.v. e quindi senza conoscerne i contenuti che riguardano direttamente gli operatori del Comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico e mentre, anzi, dalle Istituzioni sembrano pervenire segnali in parte rassicuranti per i temi che più interessano alla categoria, grazie anche alla recentissima approvazione bipartisan di una specifica mozione parlamentare, ci vediamo costretti a condannare fermamente chi questa categoria rischia di danneggiarla indicendo una protesta assolutamente intempestiva e quindi assolutamente strumentale''.
Ad affermarlo sono Siulp, Siap, Silp-Cgil, Ugl Polizia di Stato, Federazione Uil Polizia e Consap, che - rappresentando la quasi totalità degli uomini e delle donne della Polizia di Stato – concordano anche con quanto dichiarato ieri pure dal Sappe, il maggiore dei sindacati della Penitenziaria, il quale - uscendo dalla Consulta Sicurezza - dopo molti anni ha abbandonato il Sap, affermando, tra l'altro, che "manifestare oggi non solo è strumentale ai fini politici, ma rischia di danneggiare la categoria tutta".
''A noi interessa - concludono i sindacati maggioritari - ciò che delibererà ormai tra pochissimi giorni il Consiglio dei Ministri, che valuteremo solo sulla base del mandato che ci hanno affidato coloro i quali vigilano e si sacrificano ogni giorno per la Sicurezza di cittadini ed istituzioni, liberi da qualsiasi vincolo ideologico, da ogni logica di schieramento e, soprattutto, senza essere condizionati da interessi personali: se l'Esecutivo terrà nel debito conto il disagio che vivono oggi donne ed uomini in divisa glielo riconosceremo, ma se ciò non dovesse avvenire, vaglieremo ogni iniziativa - senza escludere nessuna ipotesi - idonea a far sì che le legittime aspettative che sono state loro prospettate si realizzino''.





























