Il Consigliere Regionale della Lega Nord, Roberto Corradi, in qualità di Segretario dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea Legislativa, con delega al CORECOM (Comitato Regionale per le Comunicazioni), ha svolto l'intervento di apertura del seminario promosso dal Consiglio d'Europa, che per i prossimi quattro giorni si svolgerà a Bologna presso la sede dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romanga.
All'apertura dei lavori, oltre al Consigliere-Segretario Corradi, erano presenti il Presidente CORECOM Gianluca Gardini, il rappresentante del Consiglio d'Europa Reynald Blion, ed il direttore di Mèdia Animation Patrik Verniers. Nel propri intervento il Consigliere Regionale Roberto Corradi, ha richiamato i contenuti della recente relazione dell'Agenzia dell'Unione Europea per i Diritti Fondamentali" (FRA); che ha evidenziato come gli statuti e/o regolamenti disciplinari della gran parte delle organizzazioni sportive presenti in Europa, abbiano adottato norme contro i comportamenti razzisti; ed altresì come i regolamenti disciplinari delle federazioni calcistiche europee siano state elogiate dalla stessa FRA come esempio di buona prassi. Per Roberto Corradi: "Pur non dovendosi sottovalutare il problema, il tema del razzismo nello sport coinvolge un numero irrilevante di sportivi professionisti; mente trova riscontro in occasionali comportamenti di gruppi minoritari di tifosi; ed a mio avviso va inquadrato nel più complessivo problema dei comportamenti violenti che caratterizza taluni gruppi di tifosi, numericamente poco consistenti rispetto alla grande maggioranza di appassionati che esprimono il proprio tifo in modo corretto e civile.
Con riferimento ai provvedimenti finalizzati a prevenire fenomeni di "tifo violento", le misure introdotte dall'ex Ministro Roberto Maroni hanno dato ottimi risultati. I media svolgono un ruolo estremamente importante nel comunicare tutti i fatti che investono il mondo dello sport, ed una loro sensibilizzazione in ordine ad una maggior attenzione a tantissimi esempi positivi che provengono anche dalle cosiddette discipline minori e/o dallo sport praticato da atleti diversamente abili, può rivelarsi utilissimo per diffondere i valori positivi ed educativi che caratterizzano la sana pratica sportiva."
Redazione
