Al Teatro Dehon Silvia Salemi porta sul palcoscenico "La voce nel cassetto"

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altPrende il via sabato 7 novembre alle ore 21 dal Teatro Dehon di Bologna la tournèe nazionale di Silvia Salemi, che porta sul palcoscenico La voce nel cassetto – Una voce che non può più restare in silenzio, lo spettacolo con cui Silvia Salemi si mette a nudo, trasformando la propria storia in un racconto teatrale intenso, personale e universale. Una voce ritrovata, un'infanzia segnata dal silenzio e la musica come strumento di riscatto.

Scritto da Silvia Salemi e Roberta Savona, con la regia di Umberto Fiore e la direzione musicale di Francesco Tosoni, lo spettacolo supera i confini del tradizionale racconto musicale per diventare una confessione teatrale in cui parole, ricordi e canzoni si intrecciano, dando forma a un viaggio nella memoria e nella riscoperta di sé.

Al centro della narrazione c'è una Silvia bambina, cresciuta in Sicilia, che si ritrova troppo presto a fare i conti con un dolore più grande di lei. La perdita della sorellina Laura e l'impossibilità, allora, di trovare le parole per esprimere ciò che prova la conducono in un silenzio profondo, destinato a segnare la sua infanzia. Una voce che sembra scomparire, inghiottita dal dolore e dal rumore della vita, fino a quando un oggetto riemerge dal passato: un registratore che custodisce la voce della piccola Laura.

È l'ascolto di quel messaggio, fragile e prezioso, a innescare una svolta. Da quel momento Silvia ritrova la propria voce, ricomincia a parlare, a cantare e a raccontarsi. Il silenzio si trasforma così nel punto di partenza di una rinascita, mentre la musica diventa il luogo in cui dare un nome alle emozioni, affrontare le ferite e scegliere di esporsi al mondo.

Il racconto attraversa alcune delle tappe più significative del percorso artistico di Silvia Salemi: da Castrocaro al Festival di Sanremo, passando per il Karaoke di Fiorello. Sul palcoscenico, la dimensione autobiografica si fonde con le canzoni che hanno accompagnato la sua vita e la sua carriera, da A casa di Luca a celebri cover internazionali come Like a Prayer di Madonna e Nothing Compares 2 U di Sinéad O'Connor.

Particolare significato assume A casa di Luca, il brano che ha reso Silvia Salemi riconoscibile al grande pubblico e che nel 2027 celebrerà trent'anni. Una canzone entrata nell'immaginario musicale di più generazioni, che torna oggi in una cornice nuova, accanto alla storia personale dell'artista. A distanza di tre decenni, il brano diventa anche l'occasione per rileggere un percorso umano e professionale in cui la voce non è soltanto uno strumento artistico, ma una conquista, una possibilità di espressione e una forma di libertà.

In La voce nel cassetto, la grinta e la fragilità, il successo e le ferite personali convivono senza filtri. Non si tratta soltanto di ripercorrere una carriera, ma di raccontare ciò che accade dietro la voce che il pubblico conosce: i ricordi, le assenze, le emozioni trattenute e il coraggio necessario per trasformarle in musica.

Ne nasce uno spettacolo intimo e potente, nel quale l'esperienza individuale si apre a una dimensione universale. Perché il silenzio, il dolore e il bisogno di essere ascoltati appartengono a tutti, così come la possibilità di ritrovare una voce e ricominciare.

A volte, per tornare a parlare, bisogna prima imparare ad ascoltare. È il messaggio che attraversa lo spettacolo di Silvia Salemi: la voce non sempre si perde per sempre. A volte rimane nascosta, in attesa di essere ritrovata.

Redazione