Nell'ambito della Conferenza Metropolitana dei Sindaci, è stato presentato questa mattina dall'assessore provinciale al Lavoro Giuseppe De Biasi e da Emanuela Cigala, direttore della Direzione Provinciale del Lavoro, il "Protocollo di intesa in materia di appalti pubblici e privati nella provincia di Bologna finalizzato al contrasto del lavoro sommerso ed irregolare" approvato e sottoscritto nel giugno 2011.
I soggetti sottoscrittori sono il 'Comitato per il lavoro e l'emersione del sommerso' (Cles), presieduto dal direttore della Direzione Provinciale del Lavoro, Provincia di Bologna, I.N.P.S. (sede di Bologna), I.N.AI.L. (sede di Bologna), Azienda U.S.L. di Bologna, Guardia di Finanza, Questura di Bologna, ASCOM, C.N.A. Sede di Bologna, Coltivatori Diretti, Unindustria Bologna, C.G.I.L.di Bologna, CISL di Bologna, U.I.L. di Bologna, A.G.C.I., Conf. Cooperative, Lega cooperative, Consulenti del Lavoro. Con il Protocollo si vogliono individuare criteri e modalità finalizzati alla costituzione di un sistema che nell'assegnazione degli appalti prediliga i soggetti imprenditoriali che esercitano la libertà d'impresa in termini competitivi non solo economici ma con particolare attenzione alla qualità, nel rispetto dell'utilità sociale e nella valorizzazione della dignità e della sicurezza dei lavoratori. Finalità generale dell'accordo è individuare buone prassi – distinte per le diverse tipologie di committenti – che possano innescare e supportare circoli virtuosi nell'affidamento a terzi di lavori relativi alle imprese ed ai servizi, mirate ad integrare le fonti normative di ogni livello territoriale. A tale scopo, vengono indicati i principi base a cui attenersi nella formulazione di bandi e disciplinari di gara, precisando che per essere ammessi i partecipanti devono possedere "requisiti essenziali che connotano la correttezza del rapporto di lavoro tra le imprese e i dipendenti e che questi dovranno essere garantiti per l'intera durata dell'eventuale rapporto contrattuale", in quanto considerati imprescindibili. Infatti, il Protocollo sottolinea il "crescente ricorso a strumenti di aggiudicazione finalizzati esclusivamente alla contrazione dei costi", mentre l'utilizzo di lavoro irregolare e la relativa evasione contributiva danneggiano le imprese virtuose con conseguenze negative sia per la qualità di opere e servizi che per le condizioni di lavoro. Nel documento, dunque, si esprime orientamento favorevole verso le aggiudicazioni alle "offerte economicamente più vantaggiose, che consentano di valutare la qualità complessiva delle offerte, rispetto alle aggiudicazioni al prezzo più basso".
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