Il 22 novembre 1963 a Dallas in Texas, veniva barbaramente ucciso il Presidente USA J.F. Kennedy. I molteplici interrogativi sulla sua uccisione sono stati via via negli anni non risolti definitamente. Le verità ufficiali scaturite dalle varie commissioni, in linea di massima si possono sintetizzare: “”Fu unicamente Lee Harvey Oswald ad assassinare Il Presidente JFK, in quanto le altre tesi sul tavolo degli inquirenti sono state supportate da prove provate””. Ma la tesi del complotto è sempre rimasta in piedi.
I mandanti nel corso degli anni sono stati comunque individuati e riconducibili all’FBI ed al suo Direttore John Edgar Hoover, la Cuba dell’ormai novantenne Fidel Alejandro Castro Ruz, la mafia americana, e ultimamente, dalle memorie della consorte Jacqueline Bouvier è uscito il nome dell’allora Vice Presidente, rimasto alla Casa Bianca dopo la morte di JFK ed eletto Presidente con il 61% dei consensi nel 1964. Stiamo parlando di Lyndon Baines Johnson. Dal 1963 ad oggi abbiamo visto una miriade di documentari, abbiamo letto decine e decine di libri e guardato molti film riguardanti l’uccisione di JFK, comunque una cosa è certa, non fu una sola persona ad uccidere il Presidente. La dinamica è ormai chiara al mondo. Fu messo in campo un vero e proprio piano, studiato nei particolari, nato, cresciuto, gestito e coordinato in ambienti che hanno visto anche il coinvolgimento di strutture governative USA dell’epoca, in cui hanno preso parte diversi tiratori scelti ubicati in diverse zone dell’attentato e pronti ad intervenire in qualsiasi momento. Tutto il resto sono illazioni che alimentano la leggenda della dinastia Kennedy, che vedrà, purtroppo, altri lutti e misteri negli anni successivi.